venerdì, 12 dicembre 2008
a cura di Alberto Marzetta
in: Buone pratiche e consigli, Comunicazione e cultura
Il comune di Botticino (Brescia) ospita da pochi giorni il primo supermercato sostenibile. Il progetto è stato realizzato da Legambiente in partnership con il gruppo della grande distribuzione Sma/Simply.
Il supermercato è più sostenibile rispetto ad altri in quanto sfrutta molti accorgimenti per ridurre la propria impronta ecologica in termini energetici, nella gestione dei rifiuti e nell’approvvigionamento di prodotti. Ad esempio carrelli, cestini, banchi sono realizzati rispettivamente con plastica e legno riciclati. Le piastrelle sono rivestite dal vetro che viene recuperato dalle lampade a fluorescenza esauste. A questo si aggiungono le borse biodegradabili per portare a casa gli acquisti, un tetto coperto da un impianto fotovoltaico, la gestione di vasche per la raccolta di acqua piovana con la quale irrigare il verde nei pressi del negozio e la vendita di prodotti sfusi e a chilometri zero, quindi provenienti dalle zone limitrofe.
Legambiente ha calcolato in 220.000 KWh annui il risparmio energetico generato dalla combinazione di questi interventi.
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venerdì, 14 novembre 2008
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli
Nella mappa dei distributori di detersivo sfuso disponibile su www.detersivisfusi.it potete trovare i punti vendita che dispongono di questo servizio. Ve ne sono moltissimi in Piemonte, regione che ha avviato ormai da anni una sperimentazione per ridurre il volume degli imballaggi di plastica aiutando la gente a cambiare abitudini di acquisto.
Lazio e Umbria hanno deciso di promuovere la vendita alla spina a scala regionale, visto il successo dell’iniziativa in Piemonte. Altri distributori sono presenti anche nelle regioni non evidenziate e poco tempo fa avevamo parlato della rete Coop che sta attrezzando alcuni ipermercati in Puglia per la distribuzione alla spina dei detersivi. Cliccate sulla mappa per trovare quello più vicino a casa vostra.
Il progetto riducimballi aiuta le amministrazioni comunali a ridurre alla fonte la produzione di rifiuti. Risparmia il privato che non compra imballaggi inutili. Risparmia il comune (e quindi il privato) perché si raccolgono meno rifiuti (strade più sgombre, meno camion in giro, meno discariche). Se la plastica non prodotta non viene avviata alla “termovalorizzazione” il privato risparmia anche la multa europea per le emissioni degli inceneritori, oltre che risparmiare in cure mediche necessarie dopo l’inalazione delle polveri sottili e della diossina rilasciata dai camini dei termovalorizzatori.
Via | Ecologos
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...