Salva il pesciolino, risparmia acqua!

giovedì, 23 settembre 2010 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Comunicazione e cultura

pesce rosso sul lavandino, per il consumo di acqua

Se lasci scorrere troppa acqua, il pesce rosso nella boccia sopra il lavandino rischia di restare senza.

Il poor little fish nuota tranquillo fino a quando il rubinetto viene aperto. A questo punto il livello nel suo acquario inizia visibilmente a scendere.

Il designer Yan Lu ha escogitato un sistema efficace per rendere visibile il consumo di risorse vitali. Chi usa il suo lavandino vede un nesso diretto tra le sue azioni e la vita di un altro essere vivente. Vedere concretamente questo nesso di causa-effetto coinvolge in modo profondo perché riesce ad emozionare molto più di un cartello “risparmia acqua per il bene del pianeta”. Il pianeta, le generazioni future e la falda freatica sono entità astratte, lontane dall’esperienza quotidiana. Un pesce rosso, per quanto concettualmente insignificante, ha un potere persuasivo molto maggiore.
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Bio Bottle, la bottiglia vegetale

sabato, 17 aprile 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

In Italia il commercio di acqua in bottiglia, si attesta attorno ai 3,2 miliardi di euro, ovvero circa 11.200 mila litri di acqua l’anno, pari a circa 7.467 mila bottiglie l’anno. Produrre un chilo di Polietilene tereftalato (PET) significa consumare 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, ed immettere in atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, a cui va aggiunto anche l’inquinamento per il trasporto.
Una possibile risposta sostenibile è Bio Bottle, una bottiglia “quasi” 100% vegetale. Dico quasi poiché il tappo in realtà è fatto di polietilene, un derivato del petrolio e come tale non biodegradabile. In realtà la bottiglia 100% vegetale di Sant’Anna era già stata presentata nel 2007, ma l’azienda ha pensato bene di “riciclarla” in occasione di Biopolpack, il congresso nazionale sugli imballaggi in polimeri biodegradabili che si è tenuto all’Università di Parma il 15 e 16 aprile.

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Spostare tutti i datacenter del mondo in Islanda per risparmiare sul raffreddamento

sabato, 17 ottobre 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Scienza e tecnologia

Data Center Il computer  si scalda con l’utilizzo, chi ha un portatile lo sa bene. I server sono computer accesi 24 su 24 per consentire l’accesso ai siti internet hostati. L’idea dell’Islanda, fresca di crack finanziario nazionale è semplice: offrire il proprio clima e le acque gelide del mare che la circonda per raffreddare i data-center (interi edifici riempiti di server).

Tutto sommato l’idea è anche fattibile – certo non dall’oggi al domani. Se pensiamo che l’IT è responsabile del 2% delle emissioni di Co2 nell’ambiente, la trovata islandese ha del geniale. Il calore prodotto dai circuiti di computer verrebbe “distribuito” sull’ambiente. Impatto zero e soprattutto niente aria condizionata per tutti gli impianti sparsi nel resto del pianeta.

Approfondiamo l’articolo di Repubblica: quali sono i vantaggi di questo spostamento? Quanti datacenter possiamo spostare? Conviene spostarli? E’ possibile farlo? Con quali costi? Continua a leggere: Spostare tutti i datacenter del mondo in Islanda per risparmiare sul raffreddamento

ECOgadgets: A Drop of Water, la goccia d’acqua salva acqua

sabato, 26 settembre 2009 a cura di pentolaccia
in: Bioedilizia ed ecodesign

a drop of water 1

Il problema dello spreco dell’acqua (e delle bollette sempre più salate) è molto attuale. Per questo è bello vedere che alcuni designer del nord Europa hanno pensato ad un modo utile per alleviare (almeno nella vita quotidiana) questa doppia piaga. A Drop of Water (concepita e realizzata dal designer Bas van der Veer) è una mega goccia (di plastica??) che permette di raccogliere acqua piovana direttamente dalle grondaie.
L’idea è davvero geniale: creare una “grondaia ingrassata” che permetta in questo modo di fare da modesto magazzino d’acqua (utile per annaffiare le piante ed altre mansioni domestiche). Il punto di forza di questo aggeggio sta proprio nell’immediatezza di utilizzo: basta aspettare che piova, prendere la caraffa, azionare la valvola in basso per riempirla con l’acqua contenuta nella megagoccia; nessuna pompa, nessun marchingegno elettrico, solo forza di gravità ed ovviamente acqua!.
Attualmente A Drop of Water non è in vendita ma pare che sul sito del suo ideatore ci sia un vademecum fotografico per costruirsela da soli (anche se a occhio pare non del tutto banale). Siamo di fronte all’ennesimo oggetto più simbolico che utile? Scopritelo dopo il continua..

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La BBC spreca soldi pubblici con acqua in bottiglia. La RAI no?

martedì, 11 agosto 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

acqua in bottiglia406mila Sterline, ovvero 473mila Euro spesi ogni anno per bere dalle bottiglie invece che dal rubinetto. I britannici hanno chiesto alla loro TV di stato di quantificare e giustificare la spesa annuale per l’acqua in bottiglia e ne sono rimasti scandalizzati.

La BBC si e’ difesa adducendo la scusa che l’acqua in bottiglia serve a “mantenere idratati i suoi dipendenti” al che le e’ stato fatto notare come lo stesso scopo si possa ottenere con ampio risparmio di fondi pubblici e acqua del rubinetto. La BBC ha ribattuto evidenziando la salubrità delle bottiglie e gli inglesi le hanno riso dietro.

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Acqua in bottiglia o nel tetrapak?

domenica, 5 aprile 2009 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

acqua in contenitori di trapack ecologiciVendere acqua nel cartone tetrapak sarebbe più ecologico che in bottiglia. A questa conclusione sono arrivati alcuni giovani imprenditori del Michigan che hanno lanciato la Boxed Water (Acqua in scatola).

Il 90% di un cartone per alimenti e’ composto da materiali naturali rinnovabili, mentre il 100% di una bottiglia di plastica non lo e’. Certo, l’ideale resta sempre la brocca e il rubinetto, ma per quei pochi che l’acqua del rubinetto non la possono bere, averla in cartone potrebbe essere comodo.

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22 marzo: giornata mondiale dell’acqua

mercoledì, 18 marzo 2009 a cura di lumachina
in: Appuntamenti, Salute e alimentazione

giornata mondiale dell'acquaIl prossimo 22 marzo sarà ancora una volta la giornata mondiale dell’acqua e quest’anno il tema della giornata riguarda le acque che attraversano i confini politici. Pensate alla guerra del 2006 tra Libano e Israele per il controllo del fiume Litani e pensate che le Nazioni Unite stimano che nel 2025 circa 1800 milioni di persone vivranno in zone con seri problemi idrici. 1800 milioni di persone che si muoveranno in cerca di acqua o che cercheranno di prenderla ai loro vicini.

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Acqua potabile estratta dall’aria con il Water Mill

giovedì, 16 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Scienza e tecnologia

acqua potabile estratta dall'ariaIl Water Mill e’, approssimativamente, un deumidificatore che invece di considerare l’acqua un rifiuto, la presenta come il bene appena prodotto. Si applica all’esterno dell’abitazione, dove attinge all’umidità atmosferica per consegnare circa 12 litri di acqua potabile al giorno grazie ad un rubinetto posto all’interno. Un litro di acqua potabile prodotta in casa costerebbe pochi centesimi, non avrebbe bisogno di trasporto, stoccaggio e imballaggio usa e getta.

La potabilizzazione avviene tramite un passaggio con filtri al carbone attivo ed uno sotto raggi ultravioletti. In futuro saranno disponibili modelli alimentati da un piccolo pannello fotovoltaico o da una ventola eolica e, a partire dal febbraio 2009, i Water Mill saranno disponibili per la vendita on line.

Nel sito di Element Four, che produce il Water Mill, sottolineano molto la sostenibilità dell’oggetto, ricordano le tensioni geopolitiche legate all’accesso alle acque potabili, le minacce dei cambiamenti climatici e i problemi di inquinamento di fiumi e falde da cui un tempo si attingeva tranquillamente. Si legge che lo venderebbero dove le acque sono scarse o non sono più potabili per via dell’inquinamento, sia per scopi umanitari che ai militari… insomma, a tutti coloro che sono disposti a pagare per bere. Dopotutto non stanno facendo beneficenza, ma affari.

Impianti di filtrazione domestica, è cosa buona e giusta?

venerdì, 6 giugno 2008 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli

Acqua_consumiTra i due litiganti il terzo gode. Così, molti consumatori nel dubbio tra acqua del rubinetto e minerale scelgono di installare in casa un filtro di depurazione. Ma anche su questi impianti è in corso una diatriba. Qualche tempo fa Altroconsumo ha svolto un test prelevando 18 campioni d’acqua del rubinetto prima della filtrazione e dopo il trattamento confrontandone la qualità.

Secondo l’associazione questi impianti “spesso tendono a peggiorare l’acqua, addolcendola troppo e talvolta immettendo batteri non presenti prima della filtrazione. Con effetti di spreco inammissibili, data l’emergenza idrica”.

La premessa è che, tranne rari casi, l’acqua che ci arriva in casa è potabile. E allora perché installare un depuratore? Altroconsumo parla di “luoghi comuni”. Innanzitutto non è vero che la durezza dell’acqua sono sempre un danno per la nostra salute. Alcuni filtri addolciscono troppo l’acqua, facendola scendere al di sotto del limite di durezza indicato per legge. Anzi, con l’utilizzo di questi filtri rischiamo di fare peggio perché se la manutenzione non viene svolta come si dovrebbe la conseguenza potrebbe essere il proliferarsi di batteri.

 

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A Venezia acqua 100×100 pubblica

giovedì, 5 giugno 2008 a cura di harlock
in: Buone pratiche e consigli

Venezia, città che con l’acqua ha un rapporto speciale, in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, oggi 5 giugno, lancia l’ennesima lodevole iniziativa per sensibilizzare abitanti e turisti a preferire l’acqua del sindaco ai chili di plastica che avvolgono le acque commerciali.

Dopo le diverse iniziative di altre città e le campagne di sensibilizzazione, ora è la volta della città lagunare puntare l’attenzione sulla praticità dell’acqua corrente di fontane e rubinetti.

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