martedì, 28 giugno 2011
a cura di lumachina
in: Auto e trasporti
Il cinese Weiguo Li ha costruito una bici anfibia riciclando materiali molto facili da trovare.
8 boccioni dell’acqua fungono da galleggianti, collegati al telaio della bicicletta attraverso estensioni delle forcelle. Non interferiscono con gli spostamenti a terra perché sono sollevati dal suolo e possono essere fissati in due posizioni differenti, in basso quando si va in acqua e più in alto quando la bici viaggia su strada. Le pale sono state inserite tra i raggi della ruota posteriore.
Perché noleggiare un pedalò o usare i ponti quando potete modificare la vostra bici e proseguire la pedalata sull’acqua?
Via | China.org
mercoledì, 17 novembre 2010
a cura di lumachina
in: Auto e trasporti
Quando il materiale che assorbe gli urti e’ troppo degradato per funzionare, il caschetto inizia a puzzare.
La puzza compare solo quando e’ arrivato il momento di cambiare casco e, rendendo scomodo l’uso, e’ più efficace di un altro segnale (ad esempio un cambio di colore o una scritta su un adesivo) per spingere l’utente alla sostituzione.
Nella schiuma di polipropilene che assorbe gli urti e’ inserito un foglio di resina melamminica con delle micro capsule al cui interno e’ conservato l’olio puzzolente. Quando un urto comprime la schiuma, le capsule rilasciano il loro contenuto.
Questa proposta viene dal tedesco Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials, che suggerisce di utilizzarla anche per rilevare danni in posizioni poco accessibili all’osservazione diretta, come le tubature di gas e acqua. Per ora non sono previste applicazioni commerciali, ma se l’idea piace, potremmo avere presto caschi per bici e moto puzzolenti.
sabato, 5 giugno 2010
a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti

“Non sapevamo più come doparli, così abbiamo pensato di dopare le loro biciclette con motore elettrico e kers“
Preso in castagna – confessa a testa bassa – il meccanico del vincitore del Giro d’Italia.
Continua a leggere: Il KERS applicato alla bicicletta
lunedì, 22 febbraio 2010
a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti

Il problema delle mani fredde (e dita congelate) in bicicletta investe tutti i ciclisti nei mesi invernali. I migliori guanti, per quanto realizzati in tessuti ultra-traspiranti, leggeri e confortevoli non potranno mai attutire la percezione della temperatura rigida e del vento gelido senza far sudare eccessivamente.
Hamish Greenland, ciclista di Toronto, ha risolto il problema inventando (e brevettando) il Barbra, una copertura da applicare al manubrio della bici per proteggere dal vento freddo. Attaccata con dei velcri, dotata di strisce catarifrangenti e colorata in arancione per esser aumentare la visibilità del ciclista, è realizzata in materiale resistente al vento e all’acqua.
Continua a leggere: Scaldarsi le mani in bici d’inverno
ULTIMI COMMENTI
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...