Spot sul clima nelle favole della buona notte

mercoledì, 21 ottobre 2009 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

Lo spot inizia con il classico “c’era una volta” e parla degli effetti dei cambiamenti climatici come fossero una storia della buona notte. I disegni infantili mostrano animaletti che soffrono la sete, affogano o soffrono. Si vede la CO2 in forma di nuvola nera zannuta e si dice che questo gas e’ prodotto da alcune attività umane come riscaldare le case o guidare le auto.

La bambina chiede al padre se alla fine ci sarà il classico finale felice, ma la risposta resta aperta. Una voce fuori campo dice che “dipende da noi come finirà la storia” e suggerisce di cercare on line “Act on CO2” finendo nel sito governativo (britannico) con consigli concreti per ridurre le emissioni.

Subito dopo la messa in onda sono arrivate centinaia di lettere di protesta perché lo spot “spaventa i bambini”. Ora, tralasciamo di analizzare l’efficacia della retorica ambientalista della paura delle catastrofi e chiediamoci quale sia la differenza tra la cronaca che i bambini vedono continuamente in tv (alluvioni, siccità, carestie e profughi climatici) e questo spot. I contenuti sono gli stessi, ma il tg non provoca tutte queste reazioni.

Quello che fa scattare la protesta, secondo me, e’ il puntare il dito verso gli adulti. Nello spot si dice chiaramente che sono gli adulti di oggi a doversi occupare del pianeta in cui vivranno i bambini. Non abbiamo più tempo di aspettare che i bambini a cui oggi facciamo lezioni di educazione ambientale a scuola diventino maggiorenni e prendano decisioni sostenibili. E’ questo che brucia e che spinge alla richiesta di oscurare lo spot.

Non e’ piacevole sentirsi gli occhi di un bambino puntati addosso quando si ha la coscienza sporca ed e’ più facile raccontare favole ai bambini che rispondere alla loro domanda: “che cosa stai facendo tu, ora, per evitare che il mio futuro sia quello?”

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