Si è chiuso il Forum Sociale Europeo, senza proposte
lunedì, 22 settembre 2008in: Appuntamenti, Off topic, Politica ed economia

Rientrata a Roma dopo la chiusura, ieri, del Forum Sociale fantasma. Venerdì 19 giornata di workshop, partiamo la mattina con un workshop sul “Giustizia Climatica”, dove i relatori (poco brillanti a dire il vero) hanno girato intorno a questo interessante concetto e hanno parlato dell’importanza di scendere in piazza per rivendicarlo. Poca ciccia su obiettivi politici, energetici, strategici… come in tutti gli altri workshop sul clima. Idem il discorso sugli agrocombustibili. Fanno male, creano ingiustizia, bisogna scendere in piazza per bandirli. Ultimo workshop della giornata sull’acqua, anche qui dobbiamo scendere in piazza contro la privatizzazione. Sabato mattina un bel workshop per parlare di come organizzare le mobilitazioni per il clima a Poznan (6 dicembre 2008) e Copenaghen (dicembre 2009) in occasione di vertici e COP varie.
Ora, probabilmente io non sono la persona adatta per questo tipo di eventi, ma organizzare eventi per parlare di organizzare altri eventi mi pare un ciclo che non vede scopo né fine. Come dicevo, a parte il workshop sul nucleare, ho sentito poca “ciccia”, poca sostanza. Poche informazioni, proposte concrete, soluzioni adottabili al di là dello scendere in piazza. Diciamo che non si è nemmeno parlato del perchè dobbiamo scendere in piazza e a chiedere che cosa.
Se si manifesta per la pace contro la guerra, il messaggio è più facile. Non voglio la guerra, punto. Se si manifesta per il clima, cosa vuol dire? Per alcuni ambientalisti italiani questo comprende anche un no al nucleare, ma per i francesi il no al nucleare non è scontato, ad esempio. Insomma, scendiamo in piazza ma abbiamo valori comuni? Scendiamo per un NO, a cosa diciamo SI? Ne vogliamo parlare prima di mobilitare migliaia di pulman (che emettono tanta CO2) per riunirci a Poznan tra tre mesi?
Non se ne è discusso.
Sabato pomeriggio la manifestazione. E qui la sorpresa. Il Forum c’era eccome. Saremo stati 10mila. Non tantissimi, rispetto ai FSE precedenti. Ma molti più di quanto potessi aspettarmene dalla desolazione vista per la città i giorni precedenti. Ai forum la gente c’era, agli eventi culturali no, per strada nemmeno. Non un cartello niente. Invece sono arrivati tutti sabato, soprattutto gli studenti svedesi e danesi con striscioni di stampo variamente (e sono buona) socialista. Un lunghissimo corteo molto colorato e rumoroso in vari modi che ha camminato da sud-est a nord ovest, partendo da quartieri popolari e abitati da immigrati, passando davanti alle vetrine del centro, che per fortuna non ha spaccato nessuno.
Ammetto, per fortuna ma il rischio c’era. Mi sono trovata in una via stretta, con i palazzi alti e senza vie d’uscita circondata da ragazzetti incapucciati con il viso coperto che sfilavano dietro a un camion che aveva uno striscione che inneggiava al lancio di molotov. Qualcosa hanno lanciato ad un certo punto, erano finti mortaretti di plastica. Giusto per farci spaventare un attimo. Che gusto c’è poi me lo devono spiegare. Manco fossimo al G8 che hai qualcuno contro cui protestare, qui protesti contro il Social Forum, ovvero te stesso?
Anche la sera prima abbiamo quasi assistito a degli scontri. C’era uno spiegamento di polizia massiccio, per qualche centinaio di ragazzi che hanno occupato una piazza e al motto di “Reclaim the Street” si sono messi a ballare. Pare che poi qualcuno abbia lanciato un lacrimogeno e spaccato la vetrina di una banca (secondo testimonianze dirette). Grave, sicuramente, ma niente di più. Il giorno dopo i giornali ovviamente, silenti sul Forum fino a quel momento, hanno riportato in prima pagina la notizia, ma le foto da sole smentivano le affermazioni (esagerate) sulla gravità dei danni e degli scontri.
Quindi, come bilancio conclusivo, direi che Malmo è davvero bella, tranquilla pulita e molto civile (a parte per la chiusura dei negozi… troppo presto!). Il Forum mi ha un po’ delusa. Un’esperienza che andava fatta. Ma organizzato così non ha funzionato (troppo dispersivo, non c’erano spazi di incontro) e oramai il famoso “movimento” sta perdendo smalto e rimane prerogativa di chi urla in manifestazione massiccio e incazzato contro non si sa bene cosa.
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