Shweeb: in bici appesi al cielo, sopra il traffico
mercoledì, 29 settembre 2010in: Auto e trasporti
Per sfrecciare sopra il traffico basta pedalare in una capsula trasparente, appesa ad una rotaia. Si viaggia sicuri, più in alto degli scarichi delle macchine, sfruttando solo la forza muscolare umana.
Se il ciclista dietro di voi va più veloce di voi, non c’è rischio di tamponamento. Semplicemente le due capsule si mettono a lavorare in tandem ed entrambi andrete più veloci, come una macchina con due motori. La velocità massima del sistema e’ tarata a 25 km/h. Potrebbe andare molto più veloce, ma sarebbe più difficile gestire gli urti, i cambi di corsia e le soste alle stazioni.
Dopo ogni uso le capsule vengono igienizzate prima di essere date all’utilizzatore seguente. Le capsule attendono di essere usate alle stazioni, posizionate vicino ai centri di traffico o di interscambio e grandi come 5 automobili parcheggiate. Da ogni stazione per 10 capsule possono partire fino ad un massimo di 1200 passeggeri ogni ora. Le capsule vengono distribuite secondo le richieste dal personale del sistema, che ne può attaccare diverse in un treno.
Nelle capsule trovano posto una persona con valigia, oppure un adulto e un bambino, o due adulti. Se guardate il traffico urbano per mezz’ora, noterete che la maggior parte delle auto ha il solo guidatore a bordo. Volendo viaggiare in gruppo, basta salire insieme nelle capsule, formare un treno e usare gli interfoni.
Nei punti in cui il percorso e’ in salita entra in azione una sorta di nastro trasportatore che aiuta i viaggiatori che non riuscirebbero a superare la salita con le proprie forze. L’alimentazione di questo nastro potrebbe essere a pannelli solari.
Shweeb richiede meno energia per coprire una distanza di qualsiasi altra macchina terrestre. Mettendo il passeggero/ciclista in posizione orizzontale si ottiene una migliore spinta sui pedali e una minore resistenza dell’aria. Concetti già sperimentati nelle bici recumbent, ora elegantemente applicate alle capsule a pedali.
Shweeb ha vinto il concorso di Google 10^100 come miglior progetto per la mobilita sostenibile urbana. Un progetto pilota ha già fatto volare 30mila persone in un parco di divertimenti agricolo in Nuova Zelanda: Agroventures Park in Rotorua. Sono aperte le candidature per scegliere la città dove realizzare il progetto, per il quale Google ha già stanziato un milione di dollari.
La ciclabile sospesa risolve l’annoso contenzioso tra difensori dei posti auto e pianificatori urbani. Non serve nemmeno creare piste miste dove i pedoni rischiano di intralciare o essere investiti dai ciclisti. Ultima chicca, non dovendo fare attenzione ai pericoli laterali, ai semafori e all’equilibrio, si possono mandare sms, aggiornare profili o leggere libri mentre si pedala (la pioggia ti fa un baffo, nella capsula!).
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mercoledì, settembre 29, 2010 @ 9:25 am
MM.. mah, mi pare un progetto molto improbabile a dire il vero. Tra i problemi: il costo che così a occhio mi pare significativo, la limitatezza data dai percorsi prestabiliti e il problema del free-riding (termine particolarmente azzeccato in questo caso): se ho uno nel mio trenino che spinge, chi me lo fa fare di pedalare pure io?
mercoledì, settembre 29, 2010 @ 9:46 am
jabbawack, la settimana scorsa mi han detto che una rotonda costa 600mila euro, quindi forse non ha un costo esagerato. Sui percorsi credo che tu lo stia paragonando ad una bici “libera”, non ad una linea di autobus con fermate e tracciato prestabilito.
Quanto al “se pedala un altro al posto mio, io mi fermo” la penso come te. Credo si tratti del più grande esperimento pubblico di teoria dei giochi mai visto. Sono proprio curiosa di vedere quanti approfittatori ci sono tra noi!