Serve una tassa sui cibi spazzatura?
martedì, 17 agosto 2010in: Salute e alimentazione
C’è chi propone una tassa sui cibi a basso apporto nutritivo per cambiare le abitudini alimentari della gente.
Una migliore alimentazione ci farebbe stare meglio in salute, risparmieremmo cure mediche e fastidi, ma i cibi spazzatura costano poco e sono fatti apposta con grasso e zucchero per ingolosire.
Molti cibi sani sono freschi, hanno un sacco d’acqua: vanno raccolti e trasportati in fretta e con cura. Queste attenzioni ne fanno salire il prezzo rispetto ad altri che possono essere conservati più facilmente. Ad esempio un grappolo d’uva (tagliato a mano, imballato in cassette, refrigerato e venduto nel giro di dieci giorni) costa di più delle stesse calorie in forma di merendina (cereali mietuti a macchina, conservanti chimici a basso costo, imballaggi che resistono per mesi e confezionamento in paesi dove il lavoro costa poco).
Il gruppo di ricerca di Pablo Monsivais, dell’università di Washington, sostiene che il cibo sano sta lentamente uscendo dalla portata delle classi sociali a basso reddito. Non parliamo nemmeno del biologico, parliamo solo di cibi freschi. Parte del problema deriva dai sussidi all’agricoltura concessi a chi coltiva cereali e soia a scapito degli ortaggi.
Il gruppo di pressione Sustain propone una tassa che incorpori sia il valore nutritivo che il valore ecologico del cibo, in modo da favorire i cibi sani e naturali a scapito di quelli potenzialmente dannosi per la salute e maggiormente impattanti sull’ambiente. Questo approccio parte dalla considerazione che le campagne di informazione sulla salute alimentare hanno fallito e che non vi sia altra via che usare la leva economica.
Secondo me, quello che ci manca e’ la lungimiranza. Pensa poco alla sua salute futura chi compra la prima porcheria farcita che gli capita sotto il naso e pensa poco alla salute pubblica chi propone leggi che facciano guadagnare qualcuno oggi, invece che risparmiare tutti domani.
The rising disparity in the price of healthful foods: 2004–2008
Foto | Team Dealog
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