Se la casa fa rumore, addio buon umore

mercoledì, 23 giugno 2010 a cura di Sefora
in: Politica ed economia

Le case rumorose peggiorano di gran lunga la qualità della vita. Molte patologie a carico dell’apparato uditivo, come la sordità o la ipoacusia, possono essere determinate sia da rumori intensi e di breve durata sia da lunghe esposizioni a rumori meno invadenti ma prolungati nel tempo. Si ritiene che l’incremento di rumore di 3 dB provoca un raddoppio della pressione sonora e quindi un sovraccarico stimolatorio che va a determinare una lesione cocleare, che si aggrava con il protrarsi dell’esposizione, coinvolgendo progressivamente le alte frequenze, quelle più basse fino ad interessare le frequenze del “parlato”: si arriva così alla sordità.

Inoltre l’esposizione cronica al rumore odierno (che allo stato attuale ha superato la soglia dei 60 decibel diurni e dei 50 decibel notturni fissata dalla OMS) è anche causa dei disturbi del sonno e dello stress che sembrano essere sempre più in aumento nel nostro Paese.

In tema di inquinamento acustico esiste già la legge n. 447/1995 volta prevalentemente alla tutela della persona nell’ambiente di lavoro, ma come si fa a proteggere la persona anche nel suo ambiente intimo come può essere quello di una casa?

La soluzione è in arrivo: a luglio entrerà in vigore la legge comunitaria 2008 (ART.11) che fissa i requisiti acustici passivi degli edifici. Questo comporta una rivoluzione nel campo immobiliare (e anche nel prezzo di mercato delle abitazioni) che prevede l’obbligo nelle nuove costruzioni di materiali acusticamente efficienti, ossia materiali (ad esempio vetro e pannelli) in grado di isolare le abitazioni sia dal rumore esterno che da quello interno (ovvero da una stanza all’altra). In base alla capacità dell’abitazione di filtrare il rumore, l’edificio entrerà a far parte di una classificazione di efficienza acustica (simile a quella energetica adottata per gli elettrodomestici) che va da 1 a 4, ovvero dall’ottimo al discreto.

E chissà che grazie a questo si arrivi anche ad un miglioramento nei rapporti di “buon vicinato”,  sempre meno troppo poco buoni.

Non sempre è così, ma questo è uno di quei casi in cui è lecito dire che “Il silenzio è d’oro”.

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