I nanodiamanti che estinsero i mammuth erano solo grafite

martedì, 31 agosto 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

impatto della cometa e pioggia di nanodiamantiEra piena di grafite, non di diamanti, l’ultima cometa vista dai mammuth. Il mistero della pioggia di nanodiamanti portati da una cometa che averebbe innescato l’estinzione di mammuth lanosi, tigri dai denti a sciabola e altre specie della megafauna pleistocenica potrebbe essere stato risolto da un nuovo studio.

All’inizio del Younger Dryas, che fu un sensibile colpo di freddo alla fine dell’ultima glaciazione, una cometa si schiantò sul Nord America e gli scienziati avevano interpretato l’esistenza di piccole sferule di carbone contenenti lonsdaleite nei sedimenti di quel periodo come una prova di quell’evento. I nanodiamanti di lonsdaleite si sarebbero potuti formare per metamorfismo da impatto o per deposizione del vapore durante l’evento.

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Dagli studenti di Kansas City l’auto elettrica superefficiente

lunedì, 30 agosto 2010 a cura di PiccoloSocrate
in: Auto e trasporti, Scienza e tecnologia

Prendi 4 studenti di un college americano (il DeLaSalle di Kansas City), un vecchio telaio di una Lola che ha partecipato all’Indy Car nel 2000, un treno di gomme a bassissima resistenza al rotolamento (le Ecopia EP100 della Bridgestone) e tanta energia elettrica, aggiungi il sapere di un prof (tale Steve Rees) ed altri mentori disponibili in corso d’opera.

Amalgama tutto fino a creare un auto elettrica. Fai girare il prototipo sull’ovale dove la Bridgestone testa i propri pneumatici, al Texas Proving Ground. Risultato: un automobile elettrica talmente efficiente che può esser paragonata ad una tradizionale che… fa 307 miglia per un gallone di benzina. Ovvero: 494km con soli 3,78 litri. Niente male, vero?
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1 milione di dollari in premio per il pollo artificiale

lunedì, 23 agosto 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

La PETA ha messo in palio 1 milione di dollari per chi riuscirà a imitare la carne di pollo. Lo scopo e’ di rendere economicamente svantaggioso l’allevamento dei veri polli in batteria.

Coltivare tessuti viventi in laboratorio e’ già possibile e si fa, generalmente, per avere a disposizione pelle da usare nei trapianti per gli ustionati. In pratica si tratta solo di far riprodurre le cellule in provetta. La parte difficile e’ dare un ordine alla crescita del tessuto: nel caso dei muscoli (la carne che si mangia) occorre stimolare adeguatamente le cellule affinché si raggruppino e si orientino in fasci muscolari invece di crescere in forma spugnosa e caotica. Questa conformazione e’ quella che permette di riconoscere la carne da un budino. Continua a leggere: 1 milione di dollari in premio per il pollo artificiale

Fusion: adesivo per piegare la luce sui pannelli fv

mercoledì, 11 agosto 2010 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti, Scienza e tecnologia

riflessione e rifrazione corrette da un film polimericoFusion™ e’ un adesivo trasparente che aumenta il rendimento dei moduli fotovoltaici del 10%, catturando più luce e favorendo la diffusione all’interno del pannello.

Lo strato di cattura e’ particolarmente efficace in caso di cielo coperto, quando la luce e’ diffusa e colpirebbe il pannello da molte direzioni diverse. L’adesivo e’ composto da un polimero le cui microstrutture “piegano” la luce. Il costo aggiuntivo di questo adesivo incide tra l’1 e il 10% del costo complessivo del modulo, ma l’energia guadagnata dovrebbe coprire la spesa.

La luce viene riflessa e/o rifratta ad ogni discontinuità tra i materiali che attraversa: una prima parte rimbalza via dal vetro che protegge il pannello e una seconda parte viene riflessa al punto di contatto tra vetro e pannello. L’adesivo polimerico riesce a catturare una parte di questi raggi riflessi e a rimandarli, con un diverso angolo di incidenza, verso il pannello, dove possono essere trasformati in elettricità.

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Plastiki è arrivata a Sidney

giovedì, 29 luglio 2010 a cura di Panthea
in: Auto e trasporti, Energia e carburanti, Natura ed ecologia, Scienza e tecnologia

La prima parte del viaggio della Plastiki, la barca interamente costruita con bottiglie di plastica, si è conclusa con successo: dopo 130 giorni di navigazione a vela l’equipaggio è sbarcato a Sidney, Australia, dopo aver costeggiato e studiato la Northern Pacific Garbage Patch, uno degli obiettivi della spedizione.

Grazie alla spinta del vento e con ausili elettrici alimentati da pannelli solari, la Plastiki ha percorso le 8000 miglia nautiche che separano San Francisco da Sidney, con un equipaggio di 10 persone, capitanate da David De Rothschild, ambientalista, fondatore di Adventure ecology.

La Plastiki resterà per un mese aperta e disponibile ai visitatori, quindi ripartirà per proseguire questa ‘crociera – crociata’ ambientalista contro lo spreco di materiali e la produzione di rifiuti.

La BP assume scienziati che stiano zitti

martedì, 20 luglio 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

bavaglio scientifico sul Golfo del MessicoLa British Petroleum offre contratti da 250 $ all’ora a scienziati che studino la macchia d’olio nel Golfo del Messico e che stiano zitti, non pubblichino le loro ricerche e non ne discutano i risultati coi colleghi. Silenzio assoluto per almeno tre anni.

Gli scienziati dovranno minimizzare i danni all’ecosistema marino nella causa legale contro la BP: il Natural Resources Damage Assessment. Scienziati che non possono pubblicare i propri risultati fanno perdere prestigio e finanziamenti ai dipartimenti in cui lavorano. Questo mette in difficoltà anche i loro colleghi.

A complicare il problema ci si e’ messo pure il NOAA, che sta secretando una mole gigantesca di dati raccolti intorno alla marea nera. L’assurdo e’ che la BP li può vedere, il resto del mondo scientifico no, in quanto si tratta di prove in un processo legale in corso.

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Le piante ricordano e pensano al futuro

giovedì, 15 luglio 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

Arabetta, pianta studiata per la capacita di trasmettere segnali elettriciLe piante di arabetta sono in grado di ricordare un evento, prepararsi per quelli successivi in una sequenza e trasmettere segnali elettrici. Gli scienziati dicono che le piante usano il loro “sistema nervoso” per far lavorare la loro memoria e intelligenza.

Il prof. Stanislaw Karpinski ha osservato come le singole foglie reagiscono a stimoli luminosi e come trasmettano le informazioni a tutto il resto della pianta. La trasmissione avviene sia per via chimica che elettrica. Illuminando una sola parte della pianta, si può misurare una risposta immediata anche in altre zone, lasciate in ombra. A trasmettere questo segnale veloce sono le “bundle sheath cell” ovvero le cellule che avvolgono le nervature delle foglie nelle piante C4.

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Erbicidi e piante GM: la Monsanto guadagna sulla pelle degli agricoltori

martedì, 8 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

diserbanti e colture gmPer diserbare un acro di cotone negli USA servono oggi tra i 40 e i 60 dollari di diserbanti, mentre pochi anni fa ne bastavano 25. Tutto questo GRAZIE alle piante geneticamente modificate.

La Monsanto, che deve metà del suo fatturato annuo alla vendita accoppiata di semi geneticamente modificati resistenti al suo erbicida, il famoso “Roundup“, si trova ora a dover spiegare come abbiano fatto le erbe infestanti a sviluppare, senza passare dai laboratori dell’ingegneria genetica, la resistenza al fitofarmaco.

Una nuova generazione di piante super infestanti sono diventate resistenti ai diserbanti sparsi a pioggia sui campi di soia, cotone e mais degli Stati Uniti del sud. Le piante resistenti sono 130, diffuse in 40 diversi Stati.

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Generare elettricità dal rumore e’ possibile

venerdì, 28 maggio 2010 a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia

generatore elettrico da rumore

Il PFIG e’ un mini generatore che produce energia elettrica partendo dal rumore ambientale.

Il PFIG (Parametric Frequency Increased Generator) funziona sfruttando l’induzione elettromagnetica, ovvero la variazione di un campo elettromagnetico in un conduttore. Le deformazioni del campo sono innescate, nell’ultima versione funzionante, dalla compressione e decompressione di un materiale piezoelettrico.

L’apparecchio sfrutta le basse frequenze, ovvero il rumore del traffico, quello dei macchinari in una officina e persino con le vibrazioni prodotte da una persona che cammina. Esistevano già strumenti capaci di convertire onde sonore regolari in elettricità, ma non si era ancora riusciti a lavorare con rumori caotici, ovvero quelli maggiormente presenti nel nostro ambiente.

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Caricabatterie fotovoltaico universale a 49,99$!

mercoledì, 19 maggio 2010 a cura di iso9001
in: Scienza e tecnologia


Siete desiderosi di semplificarvi la vita con il primo caricabatterie fotovoltaico universale a misura d’uomo? Il minuscolo KIWI U-powered, grande come una barretta di cioccolato, pesa 126 grammi e ingloba una batteria con una capacità di 2000 mAh che si ricarica anche con la luce solare. Con meno di 50$ non acquistiamo solo la nuova diavoleria per far invidia ad amici e parenti, ma aiutiamo la tecnologia a fondersi alla sostenibilità, senza alcuna privazione.

Oltre allo scontato dispositivo di ricarica da presa o da presa USB, esistono tre piccoli pannelli solari apribili a ventaglio che in 17 ore ricaricano completamente la batteria all’interno del dispositivo. Tra i numerosi optional una calamita per attaccarlo dove capita, un led di allarme, compatibilità con quasi tutti i telefonini attualmente in commercio e una vasta gamma di supporti elettronici di uso comune (Nokia, Samsung, LG, Palm, Blackberry, iPhone, iPod, Motorola, Sony, Bluetooth, GPS, digital cameras, PSP, ebook, Nintendo DS, kindle, etc).
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