Senza la pubblicità del cibo spazzatura in TV, i bambini ne consumano il 13% in meno. Questo dato serve a calibrare le politiche sanitarie contro l’obesità infantile (con effetti collaterali benefici come la diminuzione del consumo di cibo, di farmaci per la sindrome metabolica, di inquinamento dovuto allo spostamento di grasso…)
A misurare il dato sono stati dei ricercatori dell’università dell’Illinois grazie al bando sugli spot messo in atto in Quebec, tra il 1984 e il 1992. Il bando ha avuto un effetto sulla popolazione di lingua francese, ma non sulle famiglie che parlavano inglese, esposte agli spot nordamericani. L’ambiente sociale, le offerte dei fast food, le merendine nei supermercati erano le stesse per i due gruppi, ma i francesi ne hanno comprate sensibilmente di meno.
Kamut, un marchio spacciato per varietà di grano riscoperta, ha fatto arricchire la famiglia Quinn proprietaria della società Kamut International Ltd.
Questo è uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia, perché l’azienda in questione ha portato avanti una campagna marketing in cui sosteneva che il kamut fosse il “grano del faraone”, risvegliato e ricoltivato. Nel 1949 un aviatore americano di nome Earl Dedman, di stanza in Portogallo, riceve una manciata di semi giganti da un collega che li aveva comprati in Egitto da qualcuno che gli aveva detto di averne trovati i semi in una tomba faraonica. Incuriosito, manda i semi a casa sua e da quel momento in poi il “grano del faraone” viene coltivato in Montana. Passano vari anni in cui l’interesse commerciale per questa varietà resta molto scarso fino a quando il marketing non fa il miracolo.
La storia vera
In realtà l’azienda si è appropriata del Frumento orientale o Grano grosso o Khorasan (Triticum turgidum ssp. turanicum), registrandolo con il nome commerciale di Kamut.
Il khorasan è originario della fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico (da qui Khorasan nome di una regione dell’Iran). Nel corso dei secoli si è diffuso sulle sponde del Mediterraneo orientale, dove in aziende di piccola scala è sopravvissuto all’espansione del frumento duro e tenero. Inoltre un tipo di Khorasan, la Saragolla, viene coltivato tra Lucania, Sannio e Abruzzo. Ergo il Khorasan nelle tombe dei faraoni è stata solo una storiella di fantasia, seppur di successo. Tra l’altro la germinabilità del frumento decade dopo pochi decenni.
I bambini si ricordano i giochi e le attività molto più del cibo che hanno mangiato. E’ inutile imbandire una tavola con cibi grassi e zuccherosi se lo scopo e’ passare delle belle giornate di festa in famiglia.
Quello che ci vuole, secondo gli psicologi dell’università del Missouri, e’ una alternativa piacevole e sociale al pranzo che traborda nel pomeriggio o alle maratone in tv. Qualcosa come un gioco, una attività all’aperto, la costruzione di qualcosa (gli americani suggeriscono le recite o le decorazioni per il thanks giving, noi potremmo tenere in caldo questo consiglio e applicarlo alle feste di Natale).
Le sigarette dovranno essere vendute tutte in pacchetti uguali, con grafica e avvisi per la salute decisi dal governo a partire dal 1 dicembre 2012. L’Australia ha deciso di attaccare il fumo e tutelare la salute pubblica agendo sul packaging, ovvero sul marketing emozionale legato alle sigarette.
Il gigante del tabacco Philip Morris ha già annunciato che porterà il governo australiano in tribunale per danni.
Vi prego di notare che le sigarette all’interno del pacchetto resteranno le stesse, quello che cambia e’ solo il colore della confezione (verde oliva e marrone per tutti) e le scritte che avranno tutte lo stesso carattere tipografico. Philip Morris e’ convinta che questa legge porterà ad un calo delle vendite e schiera i suoi avvocati.
Perché estrarre lo stesso oggetto da un pacchetto diverso fa calare le vendite? Che cosa comprano i fumatori, allora? Colori? Spot? Slogan? Il fumo crea dipendenza, ma la marca no. Evidentemente l’industria del tabacco teme la concorrenza delle sigarette generiche e teme di doversi dare battaglia sulla “qualità” del prodotto una volta che il packaging viene azzerato con tutto quello che rappresenta.
Il governo australiano sborsa ogni anno 30 miliardi di dollari per ripagare i danni sociali del fumo sotto forma di cure mediche, ridotti introiti per diminuzione delle ore di lavoro e assistenza alle famiglie con malati o morti per cause collegate al fumo. La World Health Organization ha dichiarato che le azioni del governo australiano sono un esempio da seguire per il bene pubblico.
Sono sempre stata convinta che lo zucchero di canna fosse più nutriente dello zucchero bianco, che il glutammato nel dado fosse da evitare, che il biologico fosse eticamente preferibile dell’agricoltura tradizionale. Poi ho letto questo libro e ho iniziato a guardare le cose con un’altra prospettiva.
Estraggo alcuni dei temi che vengono trattati:
Cosa non è OGM?
Bressanini è un chimico e basa tutto il suo libro sulla scienza e sul principio che una persona può parlare di certi argomenti e lanciare giudizi solo se ha la competenza per farlo.
Un argomento cardine del libro sono gli OGM. Qual è il confine tra OGM e non OGM? La definizione che dà l’UE comprende “solo gli organismi che derivano da modificazioni mirate effettuate attraverso la tecnica del DNA ricombinante” (p.10). Con questa definizione, una persona che non ha le competenze necessarie, può immaginarsi solo a grandi linee cosa significhi. Però, questa persona qualsiasi, non sa che il resto del cibo che viene venduto e che non ricade nella definizione di OGM viene comunque trattato con radiazioni nucleari: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, raggi beta, fasci di neutroni lenti.
Riporto qui sotto un esempio, quello del pompelmo rosa:
p. 15 «Il pompelmo rosa non è sempre esistito. Dopo la seconda guerra mondiale iniziarono i cosiddetti “usi pacifici dell’energia atomica”. Nella nazioni più avanzate e in quelle in via di sviluppo molti giovani ricercatori cominciarono a utilizzare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti. […] Ma la varietà di maggior successo commerciale è sicuramente un tipo di pompelmo che tutti voi conoscete: lo Star Ruby dalla polpa rosata. Insomma, il pompelmo rosa non e sempre esistito! La prima varietà è stato il Ruby Red derivato da una mutazione spontanea scoperta in Texas nel 1929. Tuttavia il colore rosso sbiadiva all’avanzare della stagione e il succo non aveva un colore gradevole. I semi di pompelmo furono quindi irradiati con fasci di neutroni lenti, e nel 1970 venne introdotta in commercio la varietà Star Ruby, senza semi e dalla polpa rossastra. Ulteriori irradiazioni generarono nel 1984 la varietà Rio Red, con rese migliorate. I frutti di entrambe le varietà mutanti, vendute con il nome di Rio Star, coprono il 75% della produzione texana di pompelmo. » Continua a leggere: “Pane e Bugie” di Dario Bressanini
Eccovi il contributo di Ecowiki al Blog Action Day 2011: 12 idee da mangiare con la testa e con il cuore.
1) Per i freegan a cui non piacciono i cibi in scatola, ci sono le mappe “Fallen Fruit” per raccogliere la frutta nei parchi pubblici.
2) Ai vegetariani e agli animalisti ricordiamo che c’è un milione di dollari in palio per chi inventa la carne di pollo in provetta, rendendo antieconomico l’allevamento in batteria.
Lo spreco di generi alimentari raccontato in un film-documentario. Il consumatore di oggi vuole ortaggi perfetti e confezioni che scadono molto nel futuro, tutto quello che non rispecchia questi criteri viene cestinato senza pietà anche se si tratta di frutta e verdura con semplici difetti estetici o di cibi confezionati la cui data di scadenza diventa un po’ troppo vicina.
Buone notizie per i decrescenti: le coppie che danno meno importanza ai soldi e ai beni materiali hanno un 10-15% di probabilità in più di rimanere soddisfatte del proprio matrimonio.
Alla Brigham Young University hanno chiesto a più di 1700 coppie sposate di valutare la propria attitudine verso i beni materiali e l’appagamento ricevuto dalla propria vita relazionale. Hanno scoperto che quando uno dei due pone molta importanza “nell’avere soldi e tante cose” allora iniziano a degradarsi la disponibilità verso il partner, la qualità della comunicazione e la capacità di risolvere i conflitti.
In una coppia su cinque entrambi i partner ammettono di aver un forte interesse per il denaro. Sebbene talvolta queste coppie siano messe economicamente meglio, i problemi che la gestione dei soldi comporta superano i benefici: tutti gli altri indicatori di benessere psicologico scendono. Insomma, preoccuparsi dei soldi fa diminuire l’amore.
Il salmone geneticamente modificato per crescere più in fretta esiste da quasi 15 anni ma ancora non e’ sul mercato.
Gli AquAdvantage® Salmon sono prodotti da una azienda del Massachusetts, la AquaBounty che promette di evitare le fughe allevando solamente femmine sterili (solo a pochi fortunati sarà consentito di crescere maschio a scopi riproduttivi) in vasche allestite sulla terraferma, come quelle per le trote.
Per tranquillizzare gli ambientalisti preoccupati degli effetti dell’incrocio tra salmoni gm e selvatici, alla AquaBounty sottolineano che solo il 16% dei maschi che riescono a scappare dagli allevamenti riesce prima a nutrirsi (sono allevati con pellet, non sanno cacciare) e poi a riprodursi. A me sembra una implicita affermazione che, prima o poi, i salmoni gm scapperanno.
L’olio ricavato dai semi di coriandolo è un’ottima arma naturale contro i batteri. Questa la scoperta di un team di ricercatori dell’Università di Beira Interior, in Portogallo, guidato dalla ricercatrice Fernanda Domingues.
Lo studio sull’olio antibatterico
In base allo studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medical Microbiology, i ricercatori hanno testato su 12 ceppi batterici le proprietà dell’olio di coriandolo. Tra questi c’erano l’ Escherichia coli, la salmonella, il Bacillus cereus e il super batterio MRSA notoriamente noto per la resistenza a potenti antibiotici. I ceppi testati hanno mostrato una ridotta proliferazione di batteri e chela maggior parte rimanevano uccisi con soluzioni contenti meno 1,6 per cento dell’olio, derivante da semi di coriandolo.
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Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...
Ciao Simone, ottimo contributo…aggiungerei un appunto (potrebbe essere un idea per...