Rottamiamo il petrolio: (finalmente) l’alternativa verde del PD

mercoledì, 26 novembre 2008 a cura di Giancarlo
in: Energia e carburanti

La “grande sfida epocale”, rottamare il petrolio, è accolta dal Partito Democratico, che lancia una proposta di legge per accelerare la transizione verso un sistema energetico non più fondato sui combustibili fossili.

Nella proposta si legge: “rottamare il petrolio è una necessità pressante sia in termini ambientali che socio-economici: perché decisiva ai fini di una lotta efficace contro i mutamenti climatici, perché tale dipendenza fa gravare costi elevatissimi e crescenti in particolare su Paesi come il nostro che importano la gran parte del petrolio consumato“.

Si guarda al costo economico (la fattura petrolifera) ed ambientale (le emissioni di CO2), senza parlare della necessita di rottamare il petrolio perché quello facile sta finendo (vedi post); nel documento, infatti, non viene fatta menzione della possibile scarsità dell’oro nero (in proposito vedi anche il World Energy Outlook 2008).

L’opportunità politica dell’iniziativa è chiara: non serve cercare di “allentare” gli obiettivi di Kyoto, come propone l’esecutivo Berlusconi (invocando la crisi economica), ma rilanciare l’impegno su energia ed ambiente, in un’ottica di conciliazione tra ecologia ed economia. Invece di puntare sul nucleare, il decreto legge propone di utilizzare gli incentivi del conto energia per l’istallazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle case senza costi iniziali per le famiglie (l’impianto si ripagherebbe mese per mese con l’elettricità prodotta). Il DDL contiene anche una serie di iniziative sull’efficienza energetica degli edifici in linea con le iniziative dell’ex ministro Bersani.

Sul difficile capitolo dei trasporti, il decreto prevede la promozione del ferro in ambito urbano e locale con 300 milioni di euro all’anno per cinque anni (piano dei “1000 treni pendolari”). Inoltre, si prevede di prelevare una quota dalle concessioni di spazi pubblicitari (2%) da destinare alla mobilità ciclabile (bike sharing e piste ciclabili), il potenziamento della rete di distribuzione di metano e Gpl per auto ed i relativi incentivi per istallare i serbatoi sulle auto esistenti. Un commento: in attesa di un piano nazionale per energia, mobilità e rifiuti, l’energia e l’ambiente tornano in parlamento (e nella sinistra) anche con il petrolio al minimo, sorpresa!

Via | Partito Democratico
Foto | Martingarri

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