Ripiantare gli alberi di Natale?
giovedì, 7 gennaio 2010in: Buone pratiche e consigli
A Pompei gli alberi di Natale potranno essere piantati in un parco pubblico grazie all’iniziativa “mettiamo radici“.
Io, da naturalista, mi chiedo che cosa ci faccia un abete a Pompei. Non serve aver dato l’esame di fitosociologia, basta la wikipedia per sapere che gli abeti non sono piante adatte al clima di Pompei.
Abete rosso: specie tipica dell’orizzonte montano medio e superiore e di quello subalpino inferiore, trova condizioni climaciche tra i 1200 e i 1800 m di altitudine.
Consiglio ai pompeiani la Banca dell’Albero di Legambiente, con olivi e altre specie in attesa di trapianto.
Fare Verde si propone di piantare altri alberi di Natale in un parco comunale di Crotone, a livello del mare. Gli abeti avrebbero qualche possibilità in più se fossero messi tutti a Campobasso, a 800 metri slm, dove la stessa associazione organizza un altro punto di raccolta, attivo fino al 13 gennaio.
A Roma parte la raccolta differenziata degli alberi di Natale, che saranno avviati al compostaggio. Ai cittadini che consegneranno il proprio albero ai centri di raccolta, l’AMA offre in omaggio un sacchetto di compost.
A Londra si ricicla anche l’enorme albero di Trafalgar Square e i cittadini hanno a disposizione addirittura un servizio di raccolta a domicilio. In questo modo si potranno avviare al compostaggio circa 35 tonnellate di conifere.
Coldiretti, che difende l’abete naturale da quello di plastica, sostiene che la coltivazione delle conifere costituisce un buon investimento climatico perché gli alberi assorbono CO2 dall’atmosfera. Vero, ma che fine fa quella stessa CO2 una volta che l’albero viene bruciato o marcisce in discarica?
Piantare alberi va benissimo, ma sarebbe meglio scegliere essenze locali, adatte al clima, invece di usare i parchi urbani per sbandierare la propria ignoranza botanica travestendola da impegno contro i cambiamenti climatici.
Foto | OliBac
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giovedì, dicembre 30, 2010 @ 12:39 pm
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