Regata fotovoltaica in Frisia
giovedì, 22 gennaio 2009in: Appuntamenti, Auto e trasporti
La Frisian Solar Challenge e’ una delle maggiori regate fotovoltaiche al mondo. Vi partecipano imbarcazioni costruite dalle università di mezza Europa e, come potete vedere nel filmato, l’esibizione di alta tecnologia si svolge in un accattivante clima goliardico.
Lo scorso dicembre EUROSOLAR ha premiato la Frisian Solar Challenge come miglior evento europeo per la promozione delle energie rinnovabili nei trasporti.
Come vi abbiamo anticipato, Ecowiki sta lavorando per organizzare una regata fotovoltaica sul Lago Maggiore, la prossima estate. Tra gli altri collaboreremo con ElctricMotorNews, che da anni diffonde informazioni sui motori elettrici e la mobilità alternativa.
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giovedì, gennaio 22, 2009 @ 11:56 am
Senza dubbio l’iniziativa e’ interessante, ma… io ho sempre visto le competizioni di questo tipo (regate, corse, ecc…) come un “banco di prova” dove non solo sperimentare nuove tecnologie, ma anche dimostrare a tutti che sono in grado di competere (appunto!) con le altre e magari di dimostrarsi migliori.
Quindi non si tratta di un esercizio fine a se stesso.
Ora, quello che mi chiedo (e non e’ una domanda retorica) e’: a cosa serve una barca fotovoltaica?
Non e’ piu’ ecologico, piu’ efficace e piu’ efficiente un battello a vela?
A occhio mi viene in mente che questa tecnologia potrebbe essere una buona soluzione per piccoli trasporti all’interno di un’area portuale (o di due molto vicine, ma siamo li’). O magari per il trasporto fluviale controcorrente.
Bisognerebbe valutare quanto e’ vasto questo campo di applicazione (e gli altri che non mi vengono in mente) e quanto vantaggio si possa ricavare dall’applicazione di questa soluzione tecnologica.
Senza dati di sorta l’idea di una barca fotovoltaica mi sa solo di complicazione in un campo dove un mezzo pulitissimo gia’ esiste.
giovedì, gennaio 22, 2009 @ 4:21 pm
Caro Zak, una barca fotovoltaica sarebbe un’ottima applicazione per tutto il settore. Immagina il risparmio di carburante nei trasporti, le apparecchiature di bordo, e così via. La vela permette lo spostamento del mezzo con grossi limiti (Eolo), il fotovoltaico no.
Ecco perché stanno studiando come applicare i pannelli fotovoltaici alle vele.
giovedì, gennaio 22, 2009 @ 4:51 pm
PiccoloSocrate, bisogna a questo punto essere molto precisi.
Esiste una serie di apparecchiature di bordo che risulterebbe molto conveniente e opportuno alimentare con energia solare. Per queste cose i pannelli fotovoltaici applicati alle vele sarebbero la vera ciliegina sulla torta.
Un altro discorso sono le barche interamente fotovoltaiche. Di quali potenze stiamo parlando? Di quali valori di coppia? Leggi: che tipo di nave riesco a far muovere e quanto veloce?
A occhio e croce, l’attuale tecnologia fotovoltaica sara’ difficilmente in grado di fornire le potenze di cui hanno bisogno le grosse navi commerciali, e al piu’ si trattera’ di lance per piccoli trasporti fluviali o in ogni caso su brevi distanze.
Eolo e’ un grosso limite delle imbarcazioni a vela, ma questo mezzo e’ in grado di sfruttare un’energia pulita in modo MOLTO efficiente e con poche complicazioni tecnologiche. I motori elettrici alimentati via fotovoltaico sono in grado di sviluppare le stesse potenze altrettanto a lungo e con costi paragonabili? No. E purtroppo ho qualche dubbio sul fatto che lo saranno mai. Una nave, per quanto grande, semplicemente non dispone della superficie per raccogliere l’energia solare necessaria a sviluppare le potenze necessarie (stiamo parlando di potenze tali da dare enormi problemi strutturali su alberi di trasmissione di diametro un metro).
Ridimensionare, quindi. Ma la vela (si tratta di un calcolo spannometrico, ma se non lo ritenessi valido non ne esporrei le conclusioni) costituisce a mio avviso una soluzione migliore per tragitti importanti; il solare sara’ limitato a imbarcazioni di servizio, o alle operazioni di servizio (strumentazione, manovra) delle barche a vela.
Per rimanere in tema, bisognerebbe organizzare delle regate piu’ “grandi” (in mare) facendo partecipare barche a vela, ibride ed elettriche, e vedere chi vince.
Io scommetterei sull’ibrida.
martedì, aprile 14, 2009 @ 11:58 am
[...] dalla fusione dei loro cognomi ha avuto origine il nome. I due vinsero la prima edizione della Frisian Solar Challenge, nel 2005, con la squadra della Technical University of Delft. L’anno dopo fondarono la [...]