Recupero pile al piombo, Antitrust dice no al sistema unico COBAT
lunedì, 20 ottobre 2008in: Politica ed economia
Lo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2006/66 (concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti), approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 23 settembre, non convince l’Antitrust. La norma individua come unico referente per la raccolta e il trattamento delle batterie al piombo esauste il Consorzio obbligatorio Batterie al Piombo esauste e rifiuti piombosi (COBAT).
Istituito con una legge nazionale nel 1988, il COBAT ha un’unica funzione, quella del la raccolta, il trasporto e del riciclo delle batterie al piombo esauste in impianti specifici consortili. Ma per l’Antitrust, il garante della concorrenza del nostro mercato, un unico referente per questa attività è troppo poco. Per questo l’Autorità, in una segnalazione inviata ai presidenti di Camera e Senato e al Governo, ha chiesto “una pluralità di soggetti legittimati ad operare anche in competizione tra loro, in modo da ottenere maggiori efficienze di servizio con conseguenti benefici anche sotto il profilo ambientale”.
Inoltre secondo il Garante l’individuazione di un unico “sistema” può avere la conseguenza di privare il Paese di una risorsa di assoluto rilievo come il piombo secondario, il quale, se non trattato all’interno dell’unico canale disponibile rappresentato dal COBAT, potrà unicamente essere dirottato al recupero in altri Paesi.
Fonte | Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Foto | valentina.schiappapietre
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venerdì, agosto 27, 2010 @ 4:48 pm
Se leggete l’articolo “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie” al link del portale Indymedia:
http://piemonte.indymedia.org/article/9715
è pubblicata una lettera “riservata” del Prof. Guido Rossi inviata all’armatore Paolo Clerici … che mi fa troppo scompisciare dal ridere!