Quando la pubblicità “ambientale” è ingannevole
giovedì, 8 gennaio 2009in: Comunicazione e cultura
In Inghilterra nel 2008 solo il 7% delle pubblicità che hanno fatto riferimento all’ambiente è risultata ingannevole. Da noi non ci sono statistiche simili a quelle inglesi, ma disponiamo sia dell’Antitrust sia del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria promosso dall’Istituto di Autodisciplina il quale vieta sia la comunicazione commerciale ingannevole sia l’attività di comparazione quando questa è ingannevole.
Entrambe le Autorità vigilano sull’operato delle aziende e sui messaggi pubblicitari da esse prodotti. L’Antritrust ha appena multato 9 grandi aziende del ramo energetico proprio per messaggi ingannevoli mentre è dell’ottobre scorso la pronuncia del Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria contro la “Sant’Anna Bio Bottle”. Il produttore di acque reclamizzava il suo prodotto come ecosostenibile al 100% cosa che è stata dimostrata essere falsa.
Paolina Testa ha rilasciato a Pubblicità Italia una intervista in cui ammonisce su un fatto molto importante: l’ecocompatibilità a cui spesso si fa riferimento è una caratteristica del prodotto se e solo se la compatibilità è garantita in tutta la filiera di produzione e distribuzione.
Spesso i prodotti non sono eco-compatibili in quanto tali, ma hanno esclusivamente un impatto ambientale inferiore rispetto al passato. Il rischio, sottolinea l’avvocato Testa, è “l’ overpromise” ovvero di promettere di più di quanto effettivamente si riesce a mantenere.
Se da un lato è auspicabile che le aziende divengano totalmente etiche nel loro agire e nella loro comunicazione, dall’altro ritengo che in assenza di etica da parte di terzi sia la conoscenza delle persone che fruiscono la pubblicità a dover sopperire.
Leggo da Wikipedia: “è eco-sostenibile ciò che porta ad agire l’uomo in modo che il consumo di risorse sia tale che la generazione successiva riceva la stessa quantità di risorse che noi abbiamo ricevuto dalla generazione precedente”.
Questo significa che quando il saldo tra consumo e rigenerazione è zero allora si parla di sostenibilità al 100%, altrimenti possiamo dire che un prodotto e un servizio reclamizzato è più o meno sostenibile di prima o di altri, ma non sostenibile al 100%.
Foto | Sant’Anna
Puoi seguire tutte le novità tramite il RSS 2.0 Feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.











sabato, febbraio 7, 2009 @ 1:50 pm
[...] L’ambiente come fattore competitivo -> Nuove auto ecologiche nel 2009 -> Quando la pubblicità ambientale è ingannevole -> L’impatto ambientale di Google -> Crescono gli investimenti in sostenibilità -> Il caffè [...]