Il lavoro già fatto può essere una zavorra che mina l’obbiettività

venerdì, 9 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura, Politica ed economia

costi irrecuperabili e comunicazione politicaIl ricordare i morti in guerra stimola il desiderio di continuare la guerra per evitare che i caduti “siano morti invano”. Allo stesso modo l’aver investito miliardi nella ricerca petrolifera riduce la propensione a cambiare genere di investimento verso soluzioni più sostenibili.

Il volume di denaro e fatica investiti in una impresa si comportano come una zavorra e impediscono di cambiare rotta anche se le opzioni a disposizione sono più vantaggiose. Gli economisti conoscono il problema dei costi irrecuperabili, ma questo fatto capita nelle scelte politiche come nelle decisioni personali.

John Paul Schott del dipartimento di psicologia della Washington University in St. Louis ha osservato come cambia l’atteggiamento del pubblico nei riguardi della guerra (Iraq e Afganistan) in relazione alla percezione del valore speso fino a quel momento e che, ritirandosi dalla guerra, sarebbe stato “sprecato”.
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Quando arriva El Niño scoppiano più guerre civili

giovedì, 25 agosto 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

conflitti e cambiamenti climaticiQuando arriva El Niño le tensioni in 90 Paesi tropicali hanno maggiori probabilità di trasformarsi in un bagno di sangue. L’aumento delle temperature e la riduzione delle piogge raddoppiano le possibilità che scoppi una guerra civile.

A studiare la correlazione tra i cicli meteorologici mondiali e i conflitti e’ stato un gruppo interdisciplinare della Columbia University, giunto alla conclusione che un quinto delle guerre degli ultimi 50 anni hanno avuto una concausa meteorologica, compresi i 20 anni di guerra civile in Sudan con 2 milioni di vittime.

Sono stati studiati 234 conflitti in 175 nazioni, avvenuti tra il 1950 e il 2004. Per conflitto si intende un evento in cui sono morte più di 25 persone in un anno; in più della metà dei casi analizzati sono morte più di mille persone.

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Ecco i 5 referendum (eco) di Milano

mercoledì, 8 giugno 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Oggi ci preme raccontarvi di Milano, dove il 12 e 13 giugno si vota anche per dare un volto più ecologico alla città.

1) Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di ecopass, e la pedonalizzazione del centro. Il traffico ci ruba soldi, tempo e salute, lo smog di Milano uccide 7 persone su 100, per un totale di 2.250 vittime all’anno.

2) Raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo. Vi ricordate i 90mila alberi promessi ad Abbado per tornare a dirigere la Scala? Ecco, la Moratti non aveva trovato i soldi nemmeno per i 3.500 che si era impegnata a piantare.

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Il fallimento dell’acqua virtuale nel commercio internazionale

martedì, 7 giugno 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

impronta idrica nel commercio dei generi alimentariIl calcolo dell’acqua virtuale rischia di peggiorare, invece che di risolvere, il problema idrico dei Paesi che importano ed esportano beni.

L’acqua virtuale e’ una misura dell’acqua utilizzata ed “esportata” insieme al bene oggetto di commercio. Per questo motivo era stato suggerito di includere una valutazione dell’acqua virtuale nella stima di convenienza di un accordo commerciale. Giusto per fare un esempio: non ha senso produrre arance da esportare in una regione dove manca acqua.

David Seekell, dell’università della Virginia, ha però fatto notare che il meccanismo che dovrebbe garantire un più equo consumo dell’acqua si inceppa perché non c’è già più acqua a sufficienza per produrre i beni a cui siamo abituati nel solito modo.

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Come nutrire un mondo affamato?

lunedì, 9 maggio 2011 a cura di Francesca Casiraghi
in: Politica ed economia, Salute e alimentazione

agricoltura e fame nel mondoLa vera sfida dei prossimi decenni sarà capire come incrementare fortemente l`offerta agricola senza espandere gli ettari di terra utilizzata. Si stima che il mondo ospiterà più di 9 miliardi di persone entro il 2050, una previsione che potrebbe essere disattesa dalla variabile “cambiamento climatico” che porta un certo grado di incertezza nelle proiezioni sull`offerta agricola. Occorre una rivoluzione.

Una rivoluzione che ristabilisca le priorità nella ricerca agricola, come il bisogno di nuove varietà di colture che crescano con meno acqua e con meno fertilizzanti, oppure che siano più resistenti al caldo e agli insetti.

Ugualmente importante è la ricerca riferita alla rotazione delle colture, alla gestione del terreno e alla riduzione degli sprechi. Ma tutto questo richiede soldi: la FAO stima che per raggiungere questi obiettivi di ricerca e per poterli esportare nei paesi in via di sviluppo entro il 2050 sono necessari investimenti pari a 83 miliardi di dollari US all`anno.

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Appunti di lumachina sulla comunicazione nucleare

mercoledì, 20 aprile 2011 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura, Politica ed economia

Quali tecniche retoriche si stanno usando per parlare di nucleare in Italia? Come cambia la strategia ora che il governo ha fatto marcia indietro su tutto il programma di costruire nuove centrali nucleari?

Stasera torno a parlare di comunicazione ambientale ad una conferenza intitolata “nucleare: conoscere per decidere”.

Su ecowiki i post dedicati al nucleare sono stati relativamente pochi: abbiamo lasciato agli altri media il compito di seguire la cronaca e abbiamo preferito evidenziare i trucchi usati dai comunicatori tesi a guadagnare il consenso del pubblico senza basarsi su solide argomentazioni logiche.

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Il governo dice no al nucleare

martedì, 19 aprile 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

moratoria sul nucleareLo stop alla realizzazione delle centrali nucleari sta nel decreto legge omnibus.

Il governo ha avuto talmente tanta paura di perdere il referendum da preferire il male minore, ovvero scontentare gli industriali che ci avevano investito. Le poltrone dei politici valgono di più di quelle dei nuclearisti.

Avendo rassicurato gli italiani che non avremo centrali in patria, il governo spera anche di smorzare l’affluenza alle urne per gli altri temi (acqua e legittimo impedimento). Con lo spauracchio radioattivo la gente si sarebbe mossa con maggiore decisione, oggi questo traino e’ venuto a mancare.

Non caschiamo nella trappola!

Differenze nel cervello di chi vota a destra o a sinistra

venerdì, 8 aprile 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia, Scienza e tecnologia

neuropsicologia politicaIl cervello di chi vota a destra e’ un po’ diverso da quello di chi preferisce la sinistra.

In particolare, secondo le ricerche di Ryota Kanai, post-doc all’University College di Londra, la corteccia cingolata anteriore e’ maggiormente sviluppata nei giovani di sinistra mentre l’amigdala destra ha dimensioni maggiori della media dei coetanei che votano a destra.

Le funzioni di queste due parti del cervello spiegherebbero la maggior facilità dei progressisti a gestire dati complessi e discordanti e la facilità con cui i conservatori identificano un pericolo, come emerso da studi precedenti. Secondo Kanai l’orientamento politico e’ in parte determinato geneticamente e in parte modellato dall’esperienza. Il modo di ogni persona di concettualizzare la realtà si riflette concretamente nelle sue strutture cerebrali.

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Eco-ristrutturazione per la villa di Berlusconi a Lampedusa

venerdì, 1 aprile 2011 a cura di redazione Ecowiki
in: Politica ed economia

riciclo dei barconi dei migrantiA poche ore dall’acquisto sono già iniziati i lavori di ristrutturazione della villa acquistata dal presidente del consiglio a Lampedusa in stile “semplice e mediterraneo“.

I segni lasciati dall’alluvione di due anni fa diventeranno parte integrante della decorazione. Il livello del fango sarà concettualizzato da un mosaico su tutti i muri e le tessere in guscio di tartaruga rappresenteranno il ritorno della vita sull’isola. Il legno dei barconi degli sbarchi e’ già stato spedito ad un laboratorio brianzolo specializzato in arredamento in stile shabby-chic. “Io non voglio dimenticare le sofferenze di questa gente nemmeno quando sarò qui in vacanza” ha commentato il cavaliere in conferenza stampa insieme alla sua squadra di designer guidata da Fuffas.

Le due palme che danno il nome alla villa saranno sostituite con due ripetitori per portare le reti Mediaset in Tunisia, “indispensabili per trasmettere i nostri valori a Sud del Mediterraneo” si legge in una nota. I ripetitori assomiglieranno in tutto e per tutto agli alberi di cui prenderanno il posto grazie al lavoro di una ditta statunitense specializzata nel mascherare antenne e altri apparati di servizio nel contesto urbano.

La piscina sarà riscaldata in modo naturale, importando acqua “termale” dal Giappone. Quale migliore dimostrazione che il nucleare e’ sicuro e le scorie non sono per nulla pericolose?

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La paura della Cina finanzia meglio del desiderio di proteggere l’ambiente

mercoledì, 9 marzo 2011 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

la Cina investe in tecnologie puliteLa Cina fa molta più paura dei cambiamenti climatici all’americano medio e questo spinge investimenti verso le tecnologie pulite.

Fino a poco tempo fa le motivazioni per deviare finanziamenti verso il verde erano l’indipendenza energetica, la convenienza economica e il rispetto per l’ambiente. All’ARPA-E Energy Innovation Summit Alex Taussig ha visto cambiare lo scenario dopo l’affermarsi della Cina come potenza economica mondiale.

Il desiderio di fare del bene ha meno forza della paura di una minaccia esterna. Lo sforzo di essere giusti si può rimandare, mentre la pressione di un nemico va respinta nell’immediato. La protezione ambientale si può delegare ad altri e compensare altrove, mentre la sfida cinese non si può scaricare sulle spalle di nessuno.

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