Petrolio nel Lambro: il peggior disastro naturale in Lombardia
mercoledì, 24 febbraio 2010in: Energia e carburanti, Natura ed ecologia

Un atto doloso per il più recente crimine ambientale italiano: nella notte tra lunedì e martedì ignoti hanno distrutto le valvole delle tre cisterne stracolme di idrocarburi dell’ex-raffineria Lombarda Petroli, che non avrebbe neppure dovuto contenerli.
Adesso son tutti in allerta per l’ennesimo disastro naturale causato da un’ondata di gasolio ed oli combustibili riversati nelle acque del fiume Lambro, in Lombardia. Ai carabinieri della Procura di Monza non rimane che indagare, avendo a disposizione i filmati di telecamera a circuito chiuso dell’azienda di Villasanta e le deposizioni dei due titolari, i fratelli Tagliabue.
Al momento nessuno risulta indagato. Tra indagini e cartacce burocratiche sarà difficile vedere il colpevole davanti ad un giudice entro breve mentre purtroppo per questa bomba ecologica hanno già pagato anatre e germani, trovati morti sulle rive del fiume. Decine di animali ripescati senza vita: il centro di recupero animali selvatici Wwf di Vanzago è in allerta e in queste ore vengono portati alcuni germani reali interamente coperti di gasolio.
Purtroppo i danni dello sversamento si ripercuoteranno su tutta la catena alimentare e si registrano già gravissime conseguenze sul settore agricolo che gravita intorno al sistema fluviale. Ulteriori conseguenze andranno pagate sul lungo periodo cominciando da adesso: intanto ieri è stato messo fuori uso per 24 ore il depuratore di Monza San Rocco che tratta le acque fognarie di oltre mezzo milione di brianzoli e oggi il forte odore di gasolio sprigionato dalle acque del Lambro inquinato è entrato nel centro di Lodi, provocando disagi e proteste dei residenti.
Nessuno ha ancora ipotizzato quanto tempo stagnerà sulla città. Allertato il 118, rimane alto il rischio di malori anche per i vigili del fuoco attualmente impegnati a Salerano e Borgo San Giovanni. Le uniche ipotesi sono state avanzate dalla Protezione Civile dell’Emilia Romagna: il petrolio rimarrà nel Po per cinque giorni.
Una parte del materiale inquinante interesserà l’asta del fiume nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara fino a lunedì. Gli interventi urgenti attivati nella Regione Lombardia ed in corso di attuazione in Emilia-Romagna hanno limitato le quantità di olio combustibile in transito sul Po. L’Arpa ha provveduto alle analisi chimico-fisiche sulle acque e alla realizzazione di tre sbarramenti in provincia di Piacenza per il contenimento e il parziale recupero del materiale inquinante.
Una colorazione iridescente delle acque superficiali caratterizza le acque del fiume Lambro, ma probabilmente tra un mese non se ne ricorderà più nessuno.
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