Non saremo mai abbastanza ricchi
lunedì, 16 novembre 2009in: Politica ed economia, Salute e alimentazione
USA e Cina hanno avuto l’onestà (e la faccia tosta) di dire chiaro e tondo che non intendono sforzarsi troppo per ottenere riduzioni consistenti delle emissioni. Il vertice di Copenhagen e’ stato svuotato di risultati prima ancora di iniziare e non mi aspetto molto nemmeno dal vertice della FAO sulla sicurezza alimentare che si apre oggi a Roma. Semplicemente credo che non saremo mai abbastanza ricchi per occuparci dei poveri e che non siamo ancora abbastanza minacciati per occuparci di ambiente.
Il mercato funziona solo se il desiderio della gente e’ perpetuamente insoddisfatto. Se passasse il messaggio “siamo ricchi sfondati, più che benestanti e obesamente saturi di ogni ben di dio” la gente smetterebbe di cambiare cellulare ogni anno, vestiti ogni due mesi e potremmo finalmente accorgerci che non ci manca nulla, anzi, abbiamo anche qualcosa da spartire con gli altri.
No, la pubblicità deve farci sentire inadeguati, deve farci guardare a chi sta meglio di noi per farci desiderare gli oggetti in vendita. Mai guardare a chi sta peggio, che magari passa la voglia di spendere. Il mercato deve prometterci la felicità racchiusa negli oggetti e teme come la peste il giorno in cui la gente si sentirà abbastanza felice da non aver bisogno di promesse.
Allo stesso modo la politica deve farci sentire insicuri e insoddisfatti per poterci promettere tempi migliori. La paura spinge al voto più della gratitudine.
Un modo per uscire da questa spirale di masochismo politico ed economico esiste: si chiama decrescita felice.
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