mercoledì, 11 gennaio 2012
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
La Cornell University ha lanciato un programma di scienza diffusa, accessibile a tutti, per studiare il comportamento riproduttivo dei piccioni.
Partecipare e’ facile, si scarica il kit con le istruzioni per raccogliere i dati (in inglese e spagnolo) e si può cominciare a guardare i piccioni del proprio quartiere. Bisogna poi riportare i dati specificando bene il colore degli uccelli osservati e il loro comportamento. (Ad esempio: oggi alle 10:30, in via Settembrini a Milano, un piccione nero corteggiava una rossa)
Le osservazioni possono essere fatte in qualsiasi ambiente, in qualsiasi momento dell’anno (i piccioni non hanno una stagione riproduttiva fissa come gli altri uccelli, ma si corteggiano in continuazione) e non servono conoscenze ornitologiche avanzate (insomma, sappiamo tutti distinguere un piccione da un passerotto o da un merlo, vero?).
Continua a leggere: Piccioni in amore, tutti li possono studiare in città
mercoledì, 21 dicembre 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
L’incenso portato dai Re Magi era l’olibano, o franchincenso, prodotto nel corno d’Africa e in Arabia e commerciato per secoli lungo le vie carovaniere dell’incenso.
L’incenso e’ la resina estratta da vari alberi del genere Boswellia. Un gruppo di ricercatori guidato da Frans Bongers dell’università di Wageningen ha studiato per due anni circa 6mila alberi, sia coltivati che selvatici, per estrarne una proiezione sulla salute delle popolazioni.
Si e’ visto che pochissime piante giovani riescono a diventare adulte e che molti adulti sono malati e producono quindi pochi semi. La popolazione si trova ad un collo di bottiglia e senza il rinnovamento si marcia verso l’estinzione. Di questo passo la produzione di olibano potrebbe dimezzarsi in 15 anni e terminare per mancanza di piante in 50.
Continua a leggere: Ops… sta finendo l’incenso ai Re Magi
lunedì, 28 novembre 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Noci, arance e fiori di carta sono le più antiche decorazioni per l’albero di Natale che la tradizione ricordi. Farsi da soli, magari con i bambini, le noci da appendere e’ facilissimo.
1) Spaccate le noci a metà, aprendole con un coltello.
2) Togliete la noce e inserite un nastrino colorato con un nodino.
3) Richiudete incollando le due metà della noce.
Facile, vero? :)
Se volete preparare le vostre palline in compagnia e scambiare due parole con me, nel pomeriggio di sabato 3 dicembre al Broletto di Novara ci sarà un laboratorio per bambini sul tema “Natale riciclato”. Portatevi le noci e i nastrini e tornerete a casa con le vostre palline naturali.
martedì, 18 ottobre 2011
a cura di Anna Simone
in: Natura ed ecologia
Nell’immaginario collettivo l’Everest rimanda alla natura incontaminata. E’ così o quasi. Questione di bagni.
Sul monte più alto del mondo, 8.848 metri, mancano le toilette pubbliche e gli scalatori finora hanno utilizzano i cumuli di neve per ricoprire i loro bisogni fisiologici.
La querelle sui wc chimici
Un gruppo ambientalista del Nepal, per voce di Phinjo Sherpa, direttore del gruppo Eco Himal, ha chiesto al Governo di installare dei servizi pubblici sull’Everest perché “I rifiuti umani sono un problema. Sarebbe positivo poter usufruire di due o tre servizi igienici”.
L’Everest è pieno di detriti e rifiuti umani reduci delle spedizioni del passato che a causa delle bassissime temperature si decompongono solo a distanza di decenni. Tuttavia, altri sono contrari alla proposta in quanto il ghiaccio potrebbe spostarsi e mandare giù le strutture dei wc chimici che diventerebbero pericolose.
Continua a leggere: Mancano i gabinetti in cima all’Everest
giovedì, 22 settembre 2011
a cura di Anna Simone
in: Natura ed ecologia
Si chiama Enviropig™, la “linea” di maiali geneticamente modificati che riducono l’inquinamento da fosforo. Sono in grado di assimilare il fosforo contenuto nei cereali da foraggio. Di conseguenza abolendo l’integrazione di fosforo minerale nella dieta, le feci suine conterranno meno fosforo e si avrà un concime animale meno inquinante.
Il maiale a bassa produzione di fosforo
E’ Yorkshire la razza di maiale scelta per il potenziamento genetico. Le aziende agricole potranno allevare i suini del progetto Enviropig ™ per contribuire a ridurre i residui inquinanti di fosforo. Cosa li rende geneticamente modificati ma sostenibili?
Continua a leggere: Il maiale ogm neutralizza l’inquinamento da fosforo
lunedì, 12 settembre 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Un muro di bolle potrebbe risolvere almeno in parte i problemi causati dall’inquinamento acustico subacqueo. Le sorgenti di rumore sono, oltre alle eliche e ai sonar di navi e sottomarini, le esplorazioni geologiche e le piattaforme petrolifere.
Il rumore sottomarino rende difficile la caccia agli animali che usano il sonar, ostacola le comunicazioni dei cetacei e spinge le balenottere con cuccioli a spostarsi in zone più silenziose, dove però i cuccioli faticano a nutrirsi. Gli organi interni dei molluschi, come calamari, seppie e polpi, non riescono a funzionare se esposti alle basse frequenze dei rumori prodotti dall’uomo.
Continua a leggere: Un muro di bolle contro i rumori sottomarini
mercoledì, 7 settembre 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Vicino al Parco nazionale della foresta di Kibale si vive meglio che altrove e la gente non arriva alla disperata scelta di vendere la terra per sopravvivere alla miseria.
Tra il 1996 e il 2006 la foresta protetta dal parco ha mantenuto la sua copertura forestale, la sua biodiversità arborea e le sue popolazioni di primati, mentre questi indicatori sono scesi drasticamente nelle aree circostanti. Dove manca la protezione di un parco, le foreste vengono tagliate, le terre cedute e gli spazi per l’agricoltura di sussistenza spariscono.
Lisa Naughton-Trevesa, del dipartimento di geografia dell’università del Wisconsin, e Colin A. Chapmanc, del dipartimento di antropologia della McGill University di Montreal hanno seguito 252 famiglie per capire se i divieti dei parchi avevano un effetto sulla vita di chi vi abita vicino.
Continua a leggere: Più ricchi quelli che abitano vicino ai parchi
martedì, 2 agosto 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Il Biodiversity Institute della Oxford Martin School ha intenzione di mappare tutte le zone ritenute sacre dalle varie religioni del mondo. Queste zone sono spesso dei punti caldi per la biodiversità, visto che sono state rispettate attraverso i secoli.
Ad essere mappati saranno, per esempio, i templi shintoisti in Giappone, le foreste gestite dalla Chiesa Ortodossa in Etiopia, i boschi sacri dell’India e, per citare un caso vicino a noi di gestione già congiunta, il sistema dei Sacri Monti del Piemonte, dove sono degli Enti parco a gestire anche il turismo religioso e la conservazione artistica delle cappelle.
La mappatura dovrebbe essere il primo passo per avviare una collaborazione attiva nella gestione del territorio tra comunità locali ed organismi dediti alla protezione ambientale.
Continua a leggere: La mappa mondiale delle foreste sacre
giovedì, 14 luglio 2011
a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura, Natura ed ecologia
Vedere uno scimpanzé al fianco di esseri umani fa sembrare meno grave il rischio di estinzione di queste scimmie.
Le persone che vedono una fotografia in cui uno scimpanzé (Pan troglodytes) si trova da solo sono più portate a credere alla gravità dei problemi ambientali di questi animali, rispetto a chi guarda la stessa foto in cui l’essere umano e’ stato rimosso. Basta una persona nella foto e la specie non sembra più minacciata.
Steve Ross, fondatore del progetto ChimpCARE, spiega che a peggiorare il problema sono anche i telefilm in cui recitano degli scimpanzé, ad esempio il mio amico Charly, che secondo l’Auditel ogni giorno quasi 800mila persone guardano su Rai2.
Continua a leggere: Danno di immagine per gli scimpanzé in TV
martedì, 5 luglio 2011
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Le flatulenze dei dromedari australiani sono state esagerate per fini commerciali, senza basi scientifiche solide, e la stima del numero dei dromedari in libertà e’ molto discutibile.
Questa, in sintesi, la risposta della International Society of Camelid Research and Development (ISOCARD) alla proposta di abbattere dromedari per ridurre le emissioni di CO2.
La proposta di uccidere i dromedari rinselvatichiti per acquisire crediti di carbonio era della Northwest Carbon e la procedura suggerita era la caccia dall’elicottero. Mi chiedo se la CO2 emessa dagli elicotteri sarebbe stata pagata ammazzando qualche cammello in più.
ISOCARD ha fatto notare come la Northwest Carbon abbia stimato le emissioni dei dromedari estrapolandole dalle emissioni delle vacche. I dromedari hanno una efficienza metabolica più alta delle mucche: mangiando il 20% di cibo in meno riescono a produrre il 20% di latte in più. Il loro apparato digerente e’ diverso, più simile a quello dei maiali che ai ruminanti classici, e riescono ad approfittare di pascoli magri.
In parole povere, i dromedari fungono da capro espiatorio per una nazione che trae la sua energia da centrali a carbone.
Foto | law_keven
ULTIMI COMMENTI
Geniale ! Soprattutto per chi non ha spazio !
Giusto, fanc*lo al PIL.
Molto carina come idea, la vedo un regalo perfetto per gli amanti della natura, è la prima...
Ciao Luca, interessante quello che dici sulla competizione femminile. In effetti nelle riviste...
mah…è un tema al quale ho pensato ultimamente, sul serio! sul fatto che la società...