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	<title>EcoWiki &#187; Natura ed ecologia</title>
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	<description>ambiente ecologia energia natura</description>
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		<title>Il bisogno di affetto e il cibo dato agli animali</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone pratiche e consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Amo gli animali, per questo porto le briciole di pane ai cigni&#8221; mi dice la signora mostrandomi il suo sacchetto di carta pieno di pane. &#8220;Loro mi conoscono e quando mi vedono vengono vicino.&#8221; La signora forse non ha notato che gli uccelli riconoscono il gesto e il sacchetto, indipendentemente da chi getta loro le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/04/pane-cigni.jpg" alt="" title="pane-cigni" width="240" class="alignleft size-full wp-image-13063" />&#8220;Amo gli animali, per questo porto le briciole di pane ai cigni&#8221; mi dice la signora mostrandomi il suo sacchetto di carta pieno di pane. &#8220;Loro mi conoscono e quando mi vedono vengono vicino.&#8221;</p>
<p>La signora forse non ha notato che <strong>gli uccelli riconoscono il gesto e il sacchetto, indipendentemente da chi getta loro le briciole</strong>. Si avvicinano ai turisti coi panini sulla panchina e ai bambini con le mani unte dentro i sacchetti di patatine. La signora preferisce cullarsi nell&#8217;idea di aver instaurato una relazione privilegiata con quegli uccelli e ci tiene a farmi notare quanto velocemente accorrano. </p>
<p>La signora che gode nel vedersi circondata di cigni e anatre ha un reale bisogno di relazioni umane, ma soddisfa questo bisogno (giusto e sacrosanto) nel modo sbagliato. <strong>Accudire qualcuno fa bene all&#8217;autostima</strong>, ci fa sentire utili, necessari e &#8220;vivi&#8221;. Quando parenti o amici non sono disponibili a ricevere le nostre attenzioni, il bisogno di prendersi cura di un altro essere vivente cerca altri sfoghi e può spostarsi sugli animali.</p>
<p><span id="more-13062"></span></p>
<p>Lo stesso meccanismo di <strong>barattare cibo in cambio di affetto</strong> lo abbiamo visto con i <a href="http://www.ecowiki.it/obesity-day-parliamo-di-animali-grassi.html">padroni di animali obesi</a>: pur di vedere accorrere la bestia ricorrono all&#8217;esca del cibo e non sono in grado di resistere alle insistenti richieste di bocconcini fuori pasto dei loro animali.   </p>
<p>Dare cibo agli uccelli selvatici può avere effetti strani, come quello di <a href="http://www.ecowiki.it/il-cibo-per-uccellini-inverte-la-rotta-migratoria-delle-capinere.html">invertire la rotta migratoria delle capinere</a>, che vanno a svernare dove sanno che la gente darà loro del cibo. </p>
<p>Se volete davvero aiutare la fauna selvatica, cercate di documentarvi bene, ad esempio scoprendo <a href="http://www.ecowiki.it/neve-cibo-uccelli-selvatici.html">quale cibo dare alle diverse specie di uccelli</a>. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/sbh/6229390836/">Steve-h</a></p>
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		<title>Un giardino per le farfalle dentro una bomboniera</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una scatolina con dentro i semi per far crescere un giardino per le farfalle. Questa l&#8217;originale bomboniera progettata dagli entomologi di Eugea e adatta a tutte le liete occasioni della primavera come matrimoni, comunioni e cresime. L&#8217;oasi per le farfalle si può piantare anche in in balcone, non servono grandi spazi ma basta un vaso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/04/giardino-farfalle.jpg" alt="" title="giardino-farfalle" width="240" height="240" class="alignleft size-full wp-image-13059" />Una scatolina con dentro i <strong>semi per far crescere un giardino</strong> per le farfalle. Questa l&#8217;originale bomboniera progettata dagli entomologi di Eugea e adatta a tutte le liete occasioni della primavera come matrimoni, comunioni e cresime. </p>
<p>L&#8217;<strong>oasi per le farfalle</strong> si può piantare anche in in balcone, non servono grandi spazi ma basta un vaso. Le farfalle vi troveranno le piante di cui hanno bisogno per vivere: sia quelle che producono nettare con cui si cibano gli adulti, che quelle dove deporre le uova e far crescere i bruchi. </p>
<p>Il <a href="http://store.eugea.it/page/1">giardino delle farfalle</a> contiene semi di cosmos, zinnia, facelia e finocchio selvatico. Quest&#8217;ultimo e&#8217; la pianta nutrice del Macaone, la più bella farfalla italiana. La confezione contiene i semi (separati) delle 4 specie di piante e costa poco più di 8 euro. </p>
<p><a href="http://www.eugea.it/">Eugea</a> e&#8217; una società spin off dell&#8217;università di Bologna, fondata da entomologi. </p>
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		<title>Ai pesci piacciono le wind farm offshore</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/ai-pesci-piacciono-le-wind-farm-offshore.html</link>
		<comments>http://www.ecowiki.it/ai-pesci-piacciono-le-wind-farm-offshore.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[eolico offshore]]></category>
		<category><![CDATA[pesca sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[I pesci che vivono vicino alla più grande wind farm danese, al largo dell&#8217;isola di Anholt, hanno beneficiato dei basamenti delle turbine eoliche. Le acque in quel posto sono profonde circa 20 metri e le rocce che proteggono i basamenti delle turbine dall&#8217;erosione sono state colonizzate da molte specie. Le scogliere artificiali hanno attratto pesci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/04/eolico-offshore-pesci.jpg" alt="lompo, pesci nelle scogliere artificiali danesi" title="" width="240" class="alignleft size-full wp-image-12982" />I pesci che vivono vicino alla più grande wind farm danese, al largo dell&#8217;isola di Anholt, hanno <strong>beneficiato dei basamenti delle turbine eoliche</strong>. </p>
<p>Le acque in quel posto sono profonde circa 20 metri e le rocce che proteggono i basamenti delle turbine dall&#8217;erosione sono state colonizzate da molte specie. Le <strong>scogliere artificiali</strong> hanno attratto pesci come il tordo dorato (<em>Ctenolabrus rupestris</em>) o il lompo (<em>Cyclopterus lumpus</em>) che in questo ambiente trovano cibo e riparo. Queste nuove specie hanno aumentato la biodiversità dell&#8217;habitat. </p>
<p>A dirlo sono i ricercatori del <a href="http://www.aqua.dtu.dk">DTU Aqua</a> (National Institute of Aquatic Resources in Denmark) che hanno monitorato la zona prima e dopo l&#8217;installazione delle pale, avvenuta circa 9 anni fa. </p>
<p>Non ci sono stati danni ai pesci bentonici, che si trovano sui fondali sabbiosi come quelli della famiglia degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ammodytidae">Ammodytidae</a>, alla base della rete trofica (sono mangiati dalle platesse, giusto per intenderci).</p>
<p><span id="more-12980"></span></p>
<p>I ricercatori non estendono questi risultati a tutte le wind farm danesi. Horns Rev si trova in una zona di forti correnti, dove, ad esempio, le alghe non riescono ad attecchire. In zone meno movimentate come il Kattegat l&#8217;effetto delle scogliere artificiali potrebbe essere maggiore. </p>
<p>Il <strong>divieto di pesca sotto le turbine,</strong> che di fatto ha creato una mini area protetta, era troppo limitato e non ha fatto aumentare le popolazioni di pesci che, nel loro ciclo di vita, hanno bisogno di un&#8217;area maggiore di quella occupata dalle turbine. Claus Stenberg ha però suggerito che diverse wind farm posizionate l&#8217;una accanto all&#8217;altra potrebbero avere un buon effetto sui pesci. </p>
<p>Foto | Haplochromis<br />
Via | <a href="http://www.aqua.dtu.dk/English/News.aspx?guid={94DA444B-77BC-42FB-9277-A6183D0A0E82}">DTU Aqua</a></p>
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		<title>Caro Monti ti scrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 20:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sefora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Patriarca Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[no Tav]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;così mi distraggo un po’. E siccome sei in buona compagnia, anche agli altri scriverò. Al Governo tecnico, a Caselli, Manganelli, a Di Pace e Mortola, ai politici dei grandi partiti e a quei tanti giornalisti zelanti, che non raccontano, ma commentano, le novità. E&#8217; attraverso le parole di Lucio Dalla che Elena Patriarca, 51 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecowiki.it/caro-monti-ti-scrivo.html/no_tav_" rel="attachment wp-att-12759"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12759" src="http://www.ecowiki.it/media/2012/03/NO_TAV_-450x300.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p><em>&#8230;così mi distraggo un po’.</em><br />
<em> E siccome sei in buona compagnia, anche agli altri scriverò.</em><br />
<em> Al Governo tecnico, a Caselli, Manganelli, a Di Pace e Mortola,</em><br />
<em> ai politici dei grandi partiti</em><br />
<em> e a quei tanti giornalisti zelanti,</em><br />
<em> che non raccontano, ma commentano, le novità.</em></p>
<p>E&#8217; attraverso le parole di Lucio Dalla che Elena Patriarca, 51 anni, biologa scrive al Governo Monti denunciando, attraverso un&#8217;ironia sottile e acuta, il totale fallimento sociale, economico e ambientale che sta dietro alla politica SI TAV.</p>
<p>Continua la lettera di Elena, continua con un ironico grazie :</p>
<p><em>&#8220;A tutti voi, un doveroso grazie perché proteggete gli italiani dai NO TAV e dalla loro deprimente ottusità.</em> <em>I NO TAV protestano, dicono sempre di NO.</em><br />
<em>Dicono che la Torino-Lione costerà 22 miliardi di Euro e si oppongono.</em><br />
<em>io, invece, sono tranquilla, perché so che costerà di più. Perché qui in Italia il lavoro per le grandi opere non</em> <em>lo fa chi lo prende. Se, per esempio, un certo lavoro lo fa il topo per 2 euro, c’è prima il gatto, che si prende</em> <em>20 euro, e  prima ancora il cane (200 euro) e il bastone (2.000 euro), il fuoco (20.000 euro), l’acqua (200.000</em> <em>euro), il toro (2.000.000 euro), il macellaio (20.000.000 euro), l’Angelo della Morte (200.000.000 euro) e il</em> <em>Signore (2.000.000.000 euro).</em><br />
<em>Qui in Italia, gli appalti delle grandi opere prendono spesso strane vie, che ci consentono di salvaguardare</em> <em>quello che è cosa nostra e di fare tutto in famiglia.</em> <em>I NO TAV tirano sempre fuori la Corte dei Conti, che ha detto che la spesa per la Torino-Lione farà crescere</em> <em>enormemente il debito pubblico. E allora? E’ la crescita, no?! E poi voi avete spiegato al Paese che i soldi ce</em><br />
<em>li danno le banche, che notoriamente sono enti benefici, come dimostrano i bellissimi calendari che </em><em>regalano alla fine dell’anno.</em></p>
<p><em></em><span id="more-12758"></span><br />
<em>Per convincerci che non dobbiamo dar credito ai NO TAV, avete usato due solide motivazioni tecniche: una</em> <em>valida per i valsusini, di natura tecnico-patologica (si tratta infatti di una sindrome) e una che si applica a</em> <em>quelli che vengono da fuori, di natura tecnico-sociologica.</em> <em>La sindrome NIMBY, come ci avete spiegato, è congenita e genetica, e irrimediabilmente porta i NO TAV</em><br />
<em>valsusini a non tollerare le talpe nel loro cortile. Molti valsusini NO TAV hanno cercato di controbattere,</em> <em>dicendo che non è quella la loro motivazione e ricorrendo allo slogan “né qui né altrove”, ma media e</em> <em>politici hanno saputo tenacemente perseverare nella tesi del NIMBY. </em></p>
<p><em>Ciò ha creato forte apprensione fra le</em> t<em>alpe, evidenziando nel contempo una certa sensibilità dei politici alle tematiche ambientaliste (cito</em> <em>Bersani: “Mica vogliamo penalizzare le talpe?”).</em> <em>Ma se in questa storia c’è un lato oscuro, ce ne deve essere per forza anche uno luminoso e infatti, fra gli</em> <em>amministratori della Valle di Susa e della limitrofa Val Sangone (interessata da un tratto della Torino-Lione),</em> <em>ci sono anche dei SI’ TAV, che hanno partecipato e partecipano con grande interesse alla discussione sui</em><br />
<em>benefici dell’opera. </em></p>
<p><em>I SI’ TAV sono portatori di una sindrome che determina atteggiamenti estremamente</em> <em>propositivi, diametralmente opposti a quello dei NO TAV. E’ la sindrome DIIMBY (do it in my back yard), che</em> <em>li porta a ottenere benefici altrimenti insperabili per le famiglie che risiedono nell’area interessata dal</em><br />
<em>progetto, col risultato di un’ulteriore crescita del debito pubblico.</em><br />
<em>Un onorevole esponente di tali amministratori, ad esempio, ha promesso al suo elettorato la realizzazione</em> <em>di una metropolitana per collegare Torino (ancora piuttosto malservita dalla propria metropolitana) e</em> <em>Giaveno, Comune propositivo posto a circa 30 km dal centro cittadino.</em><br />
<em>Il secondo tipo di NO TAV, quello che viene da fuori, ha connotazioni mitologiche e ipermatematiche:</em> <em>mezzo anarchico, mezzo insurrezionalista (cioè che ha problemi endocrini) e per la terza metà antagonista</em> <em>(cioè con problemi della sfera sessuale). La terminologia inglese consente una designazione più rapida del </em><em>fenomeno: black bloc, specie di Lego con mattoncini tutti neri, che in genere piacciono poco ai bambini,</em><br />
<em>fatta eccezione per quelli destinati a diventare da grandi architetti o stilisti.</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Questa seconda tipologia di NO TAV si caratterizza per gli atteggiamenti violenti. Colpiti dal lancio di</em> <em>lacrimogeni, dalle manganellate e dai getti degli idranti, questi NO TAV indossano dei k-way, si coprono il </em><em>volto (a volte addirittura ricorrono alle maschere antigas), lanciano pietre, sparano fuochi artificiali e si</em> <em>fanno spremute di limoni. Da tempo si sospetta che ricevano sostegno economico da parte della ditta</em> <em>Sanofi-Aventis, in relazione all’attività di sponsorizzazione del prodotto Maalox.</em><br />
<em>Recentemente è stata svelata la strategia che utilizzano nelle loro efferate azioni: “Si parte tutti insieme, si</em> <em>torna tutti insieme”. Si ritiene che all’origine di tale pensiero vi siano le posizioni rivoluzionarie di Leonhard</em> <em>Euler e John Venn, sui quali stanno indagando i servizi segreti.</em><br />
<em>Applicando il metodo sperimentale, è stato purtroppo dimostrato che negli ultimi tempi ha avuto luogo</em> <em>ibridazione fra i due tipi di NO TAV: sottoposti al test del lacrimogeno, vecchietti NO TAV valsusini sono stati</em> <em>visti coprirsi il volto e indossare maschere antigas. I NO TAV appartenenti alla frangia del movimento</em> <em>“Cattolici per la vita della valle” hanno manifestato forme di confusione recitando la Salve Regina; ora</em> <em>dicono: “a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrimogeni”.</em><br />
<em>Spetta in ogni caso a un NO TAV locale l’azione più efferata di cui si è reso responsabile il movimento. Il NO</em> <em>TAV in questione ha ripetutamente apostrofato un carabiniere con il termine di “pecorella”, dicendogli</em> <em>infine “ti voglio bene”. Mai avrei pensato che un individuo potesse arrivare a tanta abiezione e che le forze</em> <em>dell’ordine fossero sottoposte ad insulti simili. E non è solo una mia percezione: ispirato dall’evento, il</em> <em>regista del film ACAB ha deciso di preparare il sequel, che si intitolerà ACAB 2 – la vendetta di pecorella.</em><br />
<em>Grazie a Dio, giornali, telegiornali e giornali radio hanno saputo dare il giusto peso all’infelice uscita del</em> <em>giovane squilibrato. Il mostro è stato sbattuto in prima pagina e in apertura dei servizi; sono state evocate</em> <em>le Brigate Rosse e si è finalmente definita la linea della tolleranza zero, che sarà anche il titolo di un</em> <em>prossimo programma televisivo di approfondimento politico, probabilmente condotto dal dottor Forbice.</em><br />
<em>Spero che basti, anche se, per sicurezza e stante la grande disponibilità di rotatorie stradali, spesso del tutto</em> <em>inutili, avrei preferito l’impiccagione del soggetto in una qualsiasi di queste.</em> <em>La violenza, dunque, e la legalità violata. In proposito voglio rivolgere un grazie personale al capo della</em> <em>polizia Manganelli e al prefetto di Torino Di Pace. </em></p>
<p><em>Insieme formano una coppia perfetta, assolutamente</em> <em>bipartisan: Manganelli di Pace.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Io c’ero, il 27 giugno 2011 alla Maddalena, e ho potuto verificare con i miei occhi come oltre 2000 </em><em>rappresentanti delle forze dell’ordine abbiano saputo sgominare qualche centinaio di NO TAV che pure si </em><em>trovava legalmente sul posto (in parte su terreni di proprietà e dopo aver pagato il plateatico per il</em><br />
<em>campeggio). Tutto questo, sostenuti solo da un’ordinanza prefettizia di dubbia legittimità e con il semplice </em><em>lancio di poche centinaia di lacrimogeni al CS. Sparati anche nel bosco, in modo da costringere i ribelli, </em><em>anziani compresi, a non poter tornare sull’unica strada presente e a dover fuggire risalendo i ripidi sentieri </em><em>di versante. Ho visto nei filmati su Internet come le tende in cui avevano campeggiato i NO TAV siano state </em><em>sapientemente tagliate, marcate con l’urina e le feci, e ho saputo che gli eroi dell’allora Ministro Maroni</em><br />
<em>hanno distrutto libri, rubato soldi e scrupolosamente asportato la biancheria femminile, presumibilmente </em><em>lasciata dagli anarchici in disordine. Precisi, così bisogna essere, precisi e ordinati. </em></p>
<p><em>E visto che nell’area</em> <em>c’erano anche delle brutte e ingombranti tombe del neolitico era bene spianarle, come hanno provveduto </em><em>subito a fare quelli che avete mandato sul posto.</em><br />
<em>Precisi sono stati anche quei finanzieri che hanno sputato, tirato pietre e sparato lacrimogeni dal viadotto </em><em>Clarea direttamente sui manifestanti, decine di metri più in basso, il 3 luglio 2011. Prendevano bene la</em> <em>mira, quei bravi ragazzi, posso garantirlo perché l’ho visto, ma anche in questo caso ci sono foto e filmati.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Mi spiace che tali documenti non siano stati mostrati in tv, altrimenti tutti avrebbero potuto capire che se </em><em>non è stato colpito un numero maggiore di manifestanti è stato solo per la distanza e non per mancanza di</em> <em>abilità dei tiratori. </em><em>Zelanti operatori si muovono alla Maddalena. Come quelli che, il 27 febbraio scorso, hanno continuato a</em> <em>darsi da fare per piazzare recinzioni nonostante Luca Abbà abbia cercato di distrarli cadendo da un traliccio.</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Un cretinetti, Luca Abbà, come ha scritto il Giornale mentre il demente stava in coma farmacologico al CTO</em> <em>di Torino. Bisogna riconoscerlo: il Giornale, a differenza di Marco Bruno (quello di “pecorella”), sa quali </em><em>sono i toni e i termini appropriati alle situazioni.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>E poi, vogliamo finalmente far sapere a quelle frange estremiste che  rivendicano l’equità sociale chi</em>  <em>veramente la pratica? Questo cretinetti di Luca Abbà è uno dei proprietari dei terreni dove deve sorgere il</em>  <em>cantiere; lui e gli altri NO TAV hanno infatti comprato tanti pezzi il terreno nella zona. Pensavano che la</em> <em>proprietà privata sarebbe stata tutelata e che per rendere disponibili i terreni per il cantiere, i medesimi </em><em>avrebbero dovuto essere regolarmente espropriati. Macché! Incurante del fatto che le ordinanze</em><br />
<em>prefettizie dovrebbero essere provvedimenti eccezionali, da utilizzarsi solo in casi indifferibili e </em><em>nell’impossibilità di avvalersi di ordinari strumenti normativi, il Prefetto Di Pace ha emesso la settima</em> <em>Ordinanza in pochi mesi. </em></p>
<p><em>Così, prima ancora della partenza delle lettere di esproprio, i terreni, compreso </em><em>quello di Abbà, sono stati recintati. Non è forse un fulgido esempio di genuino comunismo delle origini? O,</em> <em>se preferite, di condivisione evangelica dei beni? Si faccia allora sapere a tutti che la bontà del Prefetto, e</em><br />
<em>dei Ministri che ne avvallano l’operato, supera i cavilli legali!</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Ma torniamo alla precisione. Come quella delle forze dell’ordine che hanno sgombrato la A32 solo qualche</em> <em>giorno fa, il 29 febbraio 2012. C’ero anch’io e ho visto, ma su Internet ci sono anche dei filmati, purtroppo</em> <em>trasmessi solo da qualche tv. Si dovrebbe rendere conto maggiormente dello zelo dei nostri operatori</em> <em>dell’ordine. Hanno attaccato alla grande, come sempre facendosi promotori dell’azione, senza che fosse </em><em>volata una pietra, mandando avanti idranti e lacrimogeni al CS. E chi dice che ciò era dovuto, per </em><em>sgomberare l’autostrada, non riconosce tutto il loro merito, la passione che li ha guidati ben oltre. </em></p>
<p><em>Oltre le </em><em>rampe dell’autostrada, oltre la vicina statale, fino all’interno del centro abitato le forze dell’ordine hanno</em> <em>fatto giustizia di chi faceva disobbedienza civile con la loro obbedienza incivile: a suon di manganelli hanno </em><em>tirato fuori NO TAV e giornalisti dagli esercizi commerciali in cui si erano rifugiati.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Operazioni di questo tipo dovrebbero aver luogo più frequentemente. Anche perché va evidenziato che il </em><em>grosso del popolo NO TAV è fatto di anziani esagitati, che gravano sulle finanze dello Stato per via della </em><em>pensione e sono i principali responsabili dell’intasamento dei Pronto Soccorso.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Un pensiero grato va inoltre alla gran parte dei giornalisti (le eccezioni non si sentano incluse). I NO TAV</em> <em>hanno lungamente manifestato in modo non violento, anche con scioperi della fame e della sete e persino</em><br />
<em>stando aggrappati per giorni ad un albero, come ha fatto Turi Vaccaro. Ma voi vi siete sempre premurati di </em><em>non far perder tempo, parlandone, agli italiani. Al massimo un rapido accenno dopo i cortei più partecipati</em><em>, sui programmi regionali, il coretto del trio Cota-Saitta-Fassino: “Ora si faccia l’opera”.</em></p>
<p><em> Per circa 20 anni </em><em>questi amministratori e quelli che li hanno preceduti hanno ripetuto lo stesso concetto, ed è stata questa la</em> <em>discussione con quella stragrande maggioranza dei valsusini contraria al TAV. “Decine di migliaia di persone</em> <em>in piazza?, non sono d’accordo? Fortunatamente non ci sono stati incidenti; ora si faccia l’opera”.</em><br />
<em>Con questo non si pensi che i politici e i media non abbiano dato abbastanza ascolto e spazio al tema del</em> <em>TAV. Per poterne parlare, ad esempio, la sera dopo la manifestazione del 25 febbraio scorso, alla quale si</em> <em>dice abbiano preso parte circa 70.000 NO TAV, il capo della Polizia ferroviaria Mortola (altro nome </em><em>evocativo!, e che curriculum…) ha fatto in modo che i manifestanti che dovevano rientrare col treno a </em><em>Milano trovassero la stazione di Porta Nuova piena di poliziotti, nel tipico assetto antisommossa che si usa</em><br />
<em>per controllare se la gente ha il biglietto. Con manganellate e lancio di lacrimogeni in stazione (uno </em><em>direttamente su un treno) nessun clandestino è sfuggito!</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Tutta la mia solidarietà, infine, al procuratore Caselli. Ha ricevuto insulti e minacce e molti NO TAV se ne</em> <em>sono rammaricati. Si tratta di Caselli, un mito, e per questo della pericolosità degli individui arrestati</em> <em>nessuno può dubitare: non importa che venga detto cosa hanno fatto, è una questione di fede.</em><br />
<em>I NO TAV chiedono a Caselli perché non siano stati arrestati gli agenti delle forze dell’ordine responsabili di</em> <em>aver violato le regole di ingaggio, ad esempio sparando lacrimogeni ad altezza d’uomo.</em> <em>Ma davvero i NO TAV non riescono a capire? A quegli agenti mica è stato dato l’encomio, no? L’encomio,</em> <em>infatti, si dà a quelli che fanno il loro dovere e, se glielo si dà, tutti dovrebbero capire che si tratta di</em> <em>eccezioni e che il modo di punire gli altri consiste nel non congratularsi con loro.</em></p>
<p style="text-align: center"><em>Elena Patriarca, anni 51, moderata, non valsusina, ma contribuente italiana (biologa, libero</em> <em>professionista). Soprattutto, riconoscente per il TAV, per il fatto che ci abbiate spiegato che di una</em> <em>questione di ordine pubblico si tratta, benché presto ci fornirete un’analisi tecnica dei costi/benefici</em> <em>dell’opera di cui, se tanto mi dà tanto, ecco un’anticipazione:</em></p>
<p style="text-align: center"><em>Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,</em><br />
<em>ogni Cristo scenderà dalla croce,</em><br />
<em>anche gli uccelli faranno ritorno.</em><br />
<em>Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,</em><br />
<em>anche i muti potranno parlare,</em><br />
<em>mentre i sordi già lo fanno.</em><br />
<em>(Grata, questa volta sinceramente, a Lucio Dalla).</em></p>
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		<title>La nostra pillola anticoncezionale fa fare meno girini</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 11:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[anfibi]]></category>
		<category><![CDATA[endocrine disruptors]]></category>
		<category><![CDATA[estrogeni]]></category>
		<category><![CDATA[pillola anticoncezionale]]></category>
		<category><![CDATA[rane]]></category>
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		<description><![CDATA[La pillola anticoncezionale (umana) rovina la vita sessuale delle rane. Quando gli estrogeni finiscono nell&#8217;ambiente in cui vivono, i maschi gracidano come adolescenti immaturi e alle femmine passa la voglia di farsi corteggiare. Il risultato e&#8217; un calo degli accoppiamenti e, quindi, meno girini a rinnovare la popolazione. Tra gli animali vertebrati, gli anfibi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/sesso-anfibi.jpg" alt="" title="ranocchie in amore" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-12714" />La pillola anticoncezionale (umana) rovina la vita sessuale delle rane. </p>
<p>Quando gli estrogeni finiscono nell&#8217;ambiente in cui vivono, <strong>i maschi gracidano come adolescenti immaturi</strong> e alle femmine passa la voglia di farsi corteggiare. Il risultato e&#8217; un calo degli accoppiamenti e, quindi, meno girini a rinnovare la popolazione. Tra gli animali vertebrati, <a href="http://www.ecowiki.it/specie-in-via-di-estinzione-crisi-globale.html">gli anfibi sono la classe a maggior rischio di estinzione</a>.  </p>
<p>Gli estrogeni contenuti nelle nostre pillole riescono ad arrivare alle acque dove si accoppiano gli anfibi grazie agli scarichi della rete fognaria. La molecola in questione e&#8217; l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etinilestradiolo">etinilestradiolo</a> e lo assumono anche i maschietti umani con problemi di prostata e le donne in menopausa con problemi di osteoporosi. </p>
<p><span id="more-12712"></span></p>
<p>Frauke Hoffmann dell&#8217;università di Berlino ha scoperto che queste sostanze inibiscono la riproduzione degli anfibi. Oltre a far sembrare meno sexy i rospi, questo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interferenti_endocrini">interferente endocrino</a> associa la sua opera a quella degli altri estrogeni dispersi nell&#8217;ambiente che stanno dando <a href="http://www.ecowiki.it/i-maschi-diventano-piu-femminili-per-linquinamento.html">problemi di virilità ai maschi di molte altre specie</a>, dai pesci ai mammiferi.</p>
<p>Gli anfibi sono parte vitale del controllo di molti insetti, se li facciamo fuori tutti, poi ci troveremo a dover combattere disarmati contro le epidemie diffuse dalle zanzare. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/zwww/6134526833/">WallTea</a><br />
<a href="http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0032097">Estrogens Can Disrupt Amphibian Mating Behavior</a> on PloS One</p>
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		<title>Uccelli costretti a cantare più acuto in città</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[cince]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acustico]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli uccelli che vivono in città cantano con toni più acuti dei loro cugini di campagna. Pare che debbano farlo per via degli echi originati dalle superfici degli edifici. Il fenomeno della differenza nel canto era noto da tempo, ma si pensava che rondini, cince e merli urbani dovessero sforzarsi per sovrastare il rumore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/canto_uccelli.jpg" alt="" title="canto degli uccelli in città" width="240" height="159" class="alignleft size-full wp-image-12705" />Gli uccelli che vivono <strong>in città cantano con toni più acuti</strong> dei loro cugini di campagna. Pare che debbano farlo per via degli echi originati dalle superfici degli edifici. </p>
<p>Il fenomeno della differenza nel canto era noto da tempo, ma si pensava che rondini, cince e merli urbani dovessero <strong>sforzarsi per sovrastare il rumore di fondo</strong>, fatto in prevalenza da toni bassi. Cantare con toni più alti permetteva di far giungere a destinazione il messaggio con meno interferenze. </p>
<p>Il professor Torben Dabelsteen, del dipartimento di ecologia ed evoluzione dell&#8217;università di Copenhagen, ha notato che il canto degli uccelli in città resta <strong>alto anche quando l&#8217;inquinamento acustico diminuisce</strong> sensibilmente (succede, ad esempio, nelle giornate di blocco del traffico o nel fine settimana). </p>
<p><span id="more-12704"></span></p>
<p>Gli uccelli usano il canto per delimitare il loro territorio, invitandovi i potenziali partner e scoraggiando i competitori dall&#8217;avvicinarsi troppo. Il territorio arriva fin dove si sente il canto, quindi gli uccelli devono tenere in considerazione tutti gli elementi architettonici che influenzano la propagazione dei suoni. </p>
<p>Purtroppo per chi ama il cinguettio, gli uccelli che vivono in città a volte sono costretti ad alzare talmente la frequenza del loro canto da finire oltre la soglia dei suoni che l&#8217;orecchio umano riesce a sentire. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/25553993@N02/5346613557/">chapmankj75</a><br />
Via | <a href="http://news.ku.dk/all_news/2012/2012.2/birds-sing-louder-amidst-the-noise-and-structures-of-the-urban-jungle/">Università di Copenhagen</a> </p>
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		<title>No alla &#8216;deviazione&#8217; dell&#8217;Elvo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simo.simo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[privatizzazione dell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[progetto di captazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione Valle Elvo Viva chiede aiuto per la sua battaglia a difesa del torrente Elvo, uno splendido corso d’acqua che attraversa la provincia di Biella. L&#8217;Elvo rischia di essere prosciugato se verrà realizzato il previsto progetto di &#8216;captazione&#8217;, che ne devierà l’acqua nella vicina diga di Mongrando, ufficialmente allo scopo di ampliare le riserve idriche della zona: ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12467" src="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/Elvo-dalla-Bessa-piccola.jpg" alt="Il torrente Elvo come appare ora" width="236" height="132" />L&#8217;associazione <a href="http://www.valle-elvo-viva.org">Valle Elvo Viva </a>chiede aiuto per la sua battaglia a difesa del torrente Elvo, uno splendido corso d’acqua che attraversa la provincia di Biella.</p>
<p>L&#8217;Elvo rischia di essere prosciugato se verrà realizzato il previsto <a href="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/progetto-captazione-Elvo1.pdf">progetto di &#8216;captazione&#8217;</a>, che ne devierà l’acqua nella vicina diga di Mongrando, ufficialmente allo scopo di ampliare le riserve idriche della zona: ma il territorio biellese non presenta carenze idriche e il bacino della diga non ha alcun bisogno di altra acqua, dal momento che il suo livello è, per diversi periodi dell’anno, addirittura al di sopra dei livelli di sicurezza, tanto da costituire motivo di preoccupazione per gli abitanti della zona.</p>
<p><span id="more-12458"></span>Il progetto, molto costoso, sarà finanziato con denaro pubblico ma non apporterà nessun beneficio durevole al territorio. Anzi, la deviazione del corso del torrente causerà danni gravi e irreversibili per l’ambiente, per l’ecosistema, per le possibilità di sviluppo turistico della zona: basti pensare che sulle sue sponde sorgono due riserve naturali, la <a href="http://www.bessa.it">Bessa</a> e la <a href="http://www.parks.it/riserva.garzaia.carisio">Garzaia di Carisio</a>, dove nidificano numerose specie di uccelli. Insomma, un vero esproprio ai danni della comunità, per la quale l’Elvo costituisce un elemento importante di identità, cultura, lavoro e svago. </p>
<p>A trarre beneficio da quest’opera inutile sarà solo l’ente che la realizzerà e gestirà: il <a href="http://www.consorziobaraggia.it/">Consorzio di Bonifica della Baraggia</a>, tristemente noto per avere realizzato altri progetti costosi e devastanti per il territorio, duramente e inutilmente contestati dalle popolazioni locali.</p>
<p>Per bloccare questo ennesimo furto delle risorse ambientali del nostro territorio, e fermare un altro spreco di denaro pubblico, l’associazione Valle Elvo Viva sta promuovendo numerose iniziative, tra cui una <a href="http://www.thepetitionsite.com/3/save-the-creek-Elvo/">petizione</a> on line, a cui vi chiediamo di aderire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>100 km in 20 anni: la fuga delle farfalle dal clima troppo caldo</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/100-km-in-20-anni-la-fuga-delle-farfalle-dal-clima-troppo-caldo.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi ecologici]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia del paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[farfalle]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni animali]]></category>
		<category><![CDATA[specie in via di estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le farfalle scappano dal caldo più velocemente degli uccelli. In Europa, le temperature medie si sono spostate verso nord di 250 km in 20 anni. Gli uccelli che trovano ottimali quelle temperature si sono spostati di soli 37 km, mentre le farfalle sono riuscite ad inseguire le loro condizioni di vita ideali fino a metà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/01/migrazioni_clima.jpg" alt="" title="migrazioni causate dal clima che cambia" width="240" height="169" class="alignleft size-full wp-image-12359" />Le farfalle scappano dal caldo più velocemente degli uccelli. </p>
<p>In Europa, le temperature medie si sono spostate verso nord di 250 km in 20 anni. Gli uccelli che trovano ottimali quelle temperature si sono spostati di soli 37 km, mentre le farfalle sono riuscite ad inseguire le loro condizioni di vita ideali fino a metà strada, ovvero 111 km. </p>
<p><strong>Gli ecosistemi non si spostano alla stessa velocità delle temperature</strong> perché ogni specie che li compone ha la sua propria velocità di adattamento. Le farfalle, ad esempio, hanno un ciclo vitale breve e ogni generazione conquista un po&#8217; di terreno. Gli uccelli hanno invece la tendenza a riprodursi per più anni di seguito sempre nella stessa zona, quella che hanno conquistato da giovani. </p>
<p>Questi dati sono stati analizzati dal professor Åke Lindström della Lund University in Svezia e <a href="http://www.nature.com/nclimate/journal/vaop/ncurrent/full/nclimate1347.html">pubblicati sull&#8217;ultimo numero di Nature</a>. </p>
<p><span id="more-12355"></span></p>
<p>Il fatto che <a href="http://www.ecowiki.it/gli-alberi-devono-andare-piu-veloci.html">le varie specie migrino a velocità diverse</a> altera i rapporti nella rete trofica: prede e predatori si separano geograficamente aumentando l&#8217;ampiezza delle oscillazioni del sistema. Le prede esplodono e consumano tutte le risorse disponibili prima dell&#8217;arrivo dei loro predatori. </p>
<p>A questi problemi si aggiunge il fatto che lo spazio in cui migrare non sempre e&#8217; ospitale e &#8220;permeabile&#8221;: per trovare un nuovo boschetto, ad esempio, gli uccelli e le farfalle devono superare pianure dense di zone coltivate e ben annaffiate di insetticidi, città senza ripari adatti e simili. </p>
<p>Queste difficoltà hanno messo <a href="http://www.ecowiki.it/75-degli-uccelli-europei-ridotti-dal-clima.html">in ginocchio il 75% delle specie europee di uccelli</a>. Per aiutare l&#8217;adattamento diventano vitali i corridoi ecologici e tutte quelle misure che rendono permeabile il paesaggio alle varie specie. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/dkeats/4663578302/">Derek Keats</a><br />
<a href="http://www.lunduniversity.lu.se/o.o.i.s?id=24890&#038;news_item=5778">Climate adaptation difficult for Europe’s birds</a></p>
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		<title>Proteggere le zampe dei cani dal freddo</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/proteggere-le-zampe-dei-cani-dal-freddo.html</link>
		<comments>http://www.ecowiki.it/proteggere-le-zampe-dei-cani-dal-freddo.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Spruzzare le zampe dei cani di olio li aiuta a sopportare meglio il contato con il suolo freddo. Ovvio, senza arrivare al punto di ungerli talmente tanto da farli scivolare! Il consiglio (rivolto agli americani abituati ad ungere le loro padelle con olio spray che da noi e&#8217; molto meno usato) l&#8217;ho trovato su Veterinary [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/01/cane_neve2.jpg" alt="" title="cane a passeggio sulla neve" width="240" height="165" class="alignleft size-full wp-image-12332" /><strong>Spruzzare le zampe dei cani di olio</strong> li aiuta a sopportare meglio il contato con il suolo freddo. Ovvio, senza arrivare al punto di ungerli talmente tanto da farli scivolare! Il consiglio (rivolto agli americani abituati ad ungere le loro padelle con olio spray che da noi e&#8217; molto meno usato) l&#8217;ho trovato su <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-3164.2011.00976.x/abstract;jsessionid=17A5A6FC9AACC81B4EB8EC733A347199.d03t02">Veterinary Dermatology</a>, rilanciato anche da <a href="http://www.physorg.com/news/2012-01-dogs-ice-paws.html">physorg</a>.</p>
<p>A molti cani non dà fastidio il freddo alle zampe e alcuni ricercatori della Yamazaki Gakuen University di Tokyo hanno finalmente capito come mai. I cani possono camminare nella neve o sul ghiaccio senza avvertire il freddo che sentiremmo noi, grazie ad un finissimo <strong>sistema di scambio termico, con recupero di calore</strong>.</p>
<p><span id="more-12331"></span></p>
<p>Il sangue arterioso caldo in arrivo alle zampe scorre vicinissimo a quello venoso fresco di ritorno, in questo modo il calore passa dalle arteriole alle venuzze e non viene disperso all&#8217;esterno del corpo. Inoltre, il sangue fresco in risalita si riscalda e non trasporta disagio all&#8217;interno del corpo. </p>
<p>I pinguini e le volpi artiche usano lo stesso sistema. Questa scoperta nel cane domestico avvalora l&#8217;ipotesi che il cane discenda da individui molto ben adattati a climi freddi, dove questo carattere avrebbe avuto un sicuro vantaggio selettivo. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/greengardenvienna/4266042078/">Greengardenvienna</a></p>
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		<title>L&#8217;ex aeroporto di Atene ora viene coltivato</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/lex-aeroporto-di-atene-ora-viene-coltivato.html</link>
		<comments>http://www.ecowiki.it/lex-aeroporto-di-atene-ora-viene-coltivato.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Atene]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[guerrilla gardening]]></category>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di ateniesi sta trasformando il vecchio aeroporto in un orto sociale. Si prendono cura della terra, si procurano da mangiare, stanno insieme e non si lasciano schiacciare dalla disperazione. Ecco la risposta ecologica alla crisi economica. A raccontare la loro esperienza e&#8217; Nicola Netién del Permaculture Research Institute Hellas. In occasione delle olimpiadi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/01/orto_atene.jpg" alt="" title="orto pubblico ad Atene" width="240" height="307" class="alignleft size-full wp-image-12320" />Un gruppo di ateniesi sta trasformando il vecchio aeroporto in un orto sociale. Si prendono cura della terra, si procurano da mangiare, stanno insieme e non si lasciano schiacciare dalla disperazione. Ecco la risposta ecologica alla crisi economica.</p>
<p>A raccontare la loro esperienza e&#8217; Nicola Netién del <a href="http://www.permaculture.gr/index.php/2012/01/11/greeks-reclaim-the-land-to-ease-the-pain-of-economic-austerity/">Permaculture Research Institute Hellas</a>. In occasione delle olimpiadi del 2004 l&#8217;aeroporto fu sostituito da uno più grande e i progetti di riqualificazione dell&#8217;area furono accantonati per mancanza di fondi. Poi si sparse la voce che al posto di un parco pubblico sarebbe arrivata una (redditizia) colata di cemento e a quel punto la gente ha iniziato a rimboccarsi le maniche. </p>
<p>La Grecia ha un problema piuttosto serio con la salinizzazione dei suoli: il 30% della terra coltivabile ha questo problema e sui restanti e&#8217; in atto una forte erosione. Perdere la capacità di produrre cibo, specie in questo momento, dovrebbe essere una delle maggiori preoccupazioni del governo, invece ad occuparsene sono i privati cittadini. </p>
<p>La gente ha perso fiducia nella soluzione dei problemi ad alto livello e si sta auto-organizzando. Per un disoccupato, portare a casa un cesto di roba da mangiare e&#8217; un modo soddisfacente e concreto di prendersi cura del proprio futuro. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/garrettwade/5669979399/">Garret Wade</a></p>
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