100 km in 20 anni: la fuga delle farfalle dal clima troppo caldo

giovedì, 19 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Le farfalle scappano dal caldo più velocemente degli uccelli.

In Europa, le temperature medie si sono spostate verso nord di 250 km in 20 anni. Gli uccelli che trovano ottimali quelle temperature si sono spostati di soli 37 km, mentre le farfalle sono riuscite ad inseguire le loro condizioni di vita ideali fino a metà strada, ovvero 111 km.

Gli ecosistemi non si spostano alla stessa velocità delle temperature perché ogni specie che li compone ha la sua propria velocità di adattamento. Le farfalle, ad esempio, hanno un ciclo vitale breve e ogni generazione conquista un po’ di terreno. Gli uccelli hanno invece la tendenza a riprodursi per più anni di seguito sempre nella stessa zona, quella che hanno conquistato da giovani.

Questi dati sono stati analizzati dal professor Åke Lindström della Lund University in Svezia e pubblicati sull’ultimo numero di Nature.

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Proteggere le zampe dei cani dal freddo

lunedì, 16 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Spruzzare le zampe dei cani di olio li aiuta a sopportare meglio il contato con il suolo freddo. Ovvio, senza arrivare al punto di ungerli talmente tanto da farli scivolare! Il consiglio (rivolto agli americani abituati ad ungere le loro padelle con olio spray che da noi e’ molto meno usato) l’ho trovato su Veterinary Dermatology, rilanciato anche da physorg.

A molti cani non dà fastidio il freddo alle zampe e alcuni ricercatori della Yamazaki Gakuen University di Tokyo hanno finalmente capito come mai. I cani possono camminare nella neve o sul ghiaccio senza avvertire il freddo che sentiremmo noi, grazie ad un finissimo sistema di scambio termico, con recupero di calore.

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L’ex aeroporto di Atene ora viene coltivato

venerdì, 13 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Un gruppo di ateniesi sta trasformando il vecchio aeroporto in un orto sociale. Si prendono cura della terra, si procurano da mangiare, stanno insieme e non si lasciano schiacciare dalla disperazione. Ecco la risposta ecologica alla crisi economica.

A raccontare la loro esperienza e’ Nicola Netién del Permaculture Research Institute Hellas. In occasione delle olimpiadi del 2004 l’aeroporto fu sostituito da uno più grande e i progetti di riqualificazione dell’area furono accantonati per mancanza di fondi. Poi si sparse la voce che al posto di un parco pubblico sarebbe arrivata una (redditizia) colata di cemento e a quel punto la gente ha iniziato a rimboccarsi le maniche.

La Grecia ha un problema piuttosto serio con la salinizzazione dei suoli: il 30% della terra coltivabile ha questo problema e sui restanti e’ in atto una forte erosione. Perdere la capacità di produrre cibo, specie in questo momento, dovrebbe essere una delle maggiori preoccupazioni del governo, invece ad occuparsene sono i privati cittadini.

La gente ha perso fiducia nella soluzione dei problemi ad alto livello e si sta auto-organizzando. Per un disoccupato, portare a casa un cesto di roba da mangiare e’ un modo soddisfacente e concreto di prendersi cura del proprio futuro.

Foto | Garret Wade

Piccioni in amore, tutti li possono studiare in città

mercoledì, 11 gennaio 2012 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

La Cornell University ha lanciato un programma di scienza diffusa, accessibile a tutti, per studiare il comportamento riproduttivo dei piccioni.

Partecipare e’ facile, si scarica il kit con le istruzioni per raccogliere i dati (in inglese e spagnolo) e si può cominciare a guardare i piccioni del proprio quartiere. Bisogna poi riportare i dati specificando bene il colore degli uccelli osservati e il loro comportamento. (Ad esempio: oggi alle 10:30, in via Settembrini a Milano, un piccione nero corteggiava una rossa)

Le osservazioni possono essere fatte in qualsiasi ambiente, in qualsiasi momento dell’anno (i piccioni non hanno una stagione riproduttiva fissa come gli altri uccelli, ma si corteggiano in continuazione) e non servono conoscenze ornitologiche avanzate (insomma, sappiamo tutti distinguere un piccione da un passerotto o da un merlo, vero?).

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Ops… sta finendo l’incenso ai Re Magi

mercoledì, 21 dicembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

L’incenso portato dai Re Magi era l’olibano, o franchincenso, prodotto nel corno d’Africa e in Arabia e commerciato per secoli lungo le vie carovaniere dell’incenso.

L’incenso e’ la resina estratta da vari alberi del genere Boswellia. Un gruppo di ricercatori guidato da Frans Bongers dell’università di Wageningen ha studiato per due anni circa 6mila alberi, sia coltivati che selvatici, per estrarne una proiezione sulla salute delle popolazioni.

Si e’ visto che pochissime piante giovani riescono a diventare adulte e che molti adulti sono malati e producono quindi pochi semi. La popolazione si trova ad un collo di bottiglia e senza il rinnovamento si marcia verso l’estinzione. Di questo passo la produzione di olibano potrebbe dimezzarsi in 15 anni e terminare per mancanza di piante in 50.

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Natale fai da te: le palline con le noci

lunedì, 28 novembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

Noci, arance e fiori di carta sono le più antiche decorazioni per l’albero di Natale che la tradizione ricordi. Farsi da soli, magari con i bambini, le noci da appendere e’ facilissimo.

1) Spaccate le noci a metà, aprendole con un coltello.
2) Togliete la noce e inserite un nastrino colorato con un nodino.
3) Richiudete incollando le due metà della noce.

Facile, vero? :)

Se volete preparare le vostre palline in compagnia e scambiare due parole con me, nel pomeriggio di sabato 3 dicembre al Broletto di Novara ci sarà un laboratorio per bambini sul tema “Natale riciclato”. Portatevi le noci e i nastrini e tornerete a casa con le vostre palline naturali.

Mancano i gabinetti in cima all’Everest

martedì, 18 ottobre 2011 a cura di Anna Simone
in: Natura ed ecologia

bagni EverestNell’immaginario collettivo l’Everest rimanda alla natura incontaminata. E’ così o quasi. Questione di bagni.

Sul monte più alto del mondo, 8.848 metri, mancano le toilette pubbliche e gli scalatori finora hanno utilizzano i cumuli di neve per ricoprire i loro bisogni fisiologici.

La querelle sui wc chimici

Un gruppo ambientalista del Nepal, per voce di Phinjo Sherpa, direttore del gruppo Eco Himal, ha chiesto al Governo di installare dei servizi pubblici sull’Everest perché “I rifiuti umani sono un problema. Sarebbe positivo poter usufruire di due o tre servizi igienici”.

L’Everest è pieno di detriti e rifiuti umani reduci delle spedizioni del passato che a causa delle bassissime temperature si decompongono solo a distanza di decenni. Tuttavia, altri sono contrari alla proposta in quanto il ghiaccio potrebbe spostarsi e mandare giù le strutture dei wc chimici che diventerebbero pericolose.

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Il maiale ogm neutralizza l’inquinamento da fosforo

giovedì, 22 settembre 2011 a cura di Anna Simone
in: Natura ed ecologia

maiale mangia fosforoSi chiama Enviropig™, la “linea” di maiali geneticamente modificati che riducono l’inquinamento da fosforo. Sono in grado di assimilare il fosforo contenuto nei cereali da foraggio. Di conseguenza abolendo l’integrazione di fosforo minerale nella dieta, le feci suine conterranno meno fosforo e si avrà un concime animale meno inquinante.

Il maiale a bassa produzione di fosforo

E’ Yorkshire la razza di maiale scelta per il potenziamento genetico. Le aziende agricole potranno allevare i suini del progetto Enviropig ™  per contribuire a ridurre i residui inquinanti di fosforo. Cosa li rende geneticamente modificati ma sostenibili?

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Un muro di bolle contro i rumori sottomarini

lunedì, 12 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

inquinamento acustico sottomarino e disturbo dei cetaceiUn muro di bolle potrebbe risolvere almeno in parte i problemi causati dall’inquinamento acustico subacqueo. Le sorgenti di rumore sono, oltre alle eliche e ai sonar di navi e sottomarini, le esplorazioni geologiche e le piattaforme petrolifere.

Il rumore sottomarino rende difficile la caccia agli animali che usano il sonar, ostacola le comunicazioni dei cetacei e spinge le balenottere con cuccioli a spostarsi in zone più silenziose, dove però i cuccioli faticano a nutrirsi. Gli organi interni dei molluschi, come calamari, seppie e polpi, non riescono a funzionare se esposti alle basse frequenze dei rumori prodotti dall’uomo.

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Più ricchi quelli che abitano vicino ai parchi

mercoledì, 7 settembre 2011 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

aree protette e sviluppo sostenibileVicino al Parco nazionale della foresta di Kibale si vive meglio che altrove e la gente non arriva alla disperata scelta di vendere la terra per sopravvivere alla miseria.

Tra il 1996 e il 2006 la foresta protetta dal parco ha mantenuto la sua copertura forestale, la sua biodiversità arborea e le sue popolazioni di primati, mentre questi indicatori sono scesi drasticamente nelle aree circostanti. Dove manca la protezione di un parco, le foreste vengono tagliate, le terre cedute e gli spazi per l’agricoltura di sussistenza spariscono.

Lisa Naughton-Trevesa, del dipartimento di geografia dell’università del Wisconsin, e Colin A. Chapmanc, del dipartimento di antropologia della McGill University di Montreal hanno seguito 252 famiglie per capire se i divieti dei parchi avevano un effetto sulla vita di chi vi abita vicino.

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