Nascondere il picco del petrolio dietro la crisi?
mercoledì, 23 settembre 2009in: Energia e carburanti
L’amministratore delegato della Total ha chiesto fondi pubblici per trovare ed estrarre altro petrolio, ha dato la colpa del futuro aumento del prezzo alla crisi economica e, in parole povere, ha scaricato il barile sui contribuenti che dovranno pagare le loro ricerche di profitto. “Se non ci muoviamo ora ci sarà un problema e tra due-tre anni sarà troppo tardi. (…) Le riserve petrolifere sono lì, ma se non si investe non arrivano sul mercato. Ciò che dobbiamo decidere oggi è la produzione per il 2010-2015. In questo lasso di tempo dunque potremmo trovarci dinanzi a troppo poco petrolio per far fronte alla domanda.”
Ora, Christopher De Margerie sa benissimo che in tempo di crisi la domanda si contrae. Chiudono le fabbriche, la gente compra meno stupidate, cerca di risparmiare sulla benzina e questo fa calare i profitti. E’ naturale, e’ il mercato che funziona in questo modo. De Margerie dice che i Paesi dell’OPEC hanno ridotto la produzione per bilanciare la domanda e mantenere alti i prezzi.
Sul blog Petrolio, uno sguardo dal picco, i commentatori suggeriscono un collegamento col prezzo del dollaro. A me sembra che la crisi cada a fagiolo per coprire la riduzione di produzione dovuta al picco. Lo dicono anche i grafici del Cambridge Energy Research, commentati da ASPO, a proposito delle riserve stimate e dei costi di estrazione del petrolio.
Dire che oggi servono soldi per trovare petrolio che attualmente non e’ economico estrarre e’ un mettere le mani avanti per giustificare la fine del petrolio che si sarebbe comunque manifestata. Dopo aver passato anni a negare il picco del petrolio, ora serviva una buona scusa per poter giustificare i fatti. “Il calo degli investimenti dipende solo al 30% dalle compagnie private, perché il restante 70% e’ gestito da compagnie statali”.
In attesa dei fondi pubblici, si lotta per i diritti di estrazione del petrolio artico (alla faccia dei rischi per l’ecosistema, a cominciare dalle balene), si cerca di estrarre petrolio dalle sabbie bituminose (tar/oil sands), si usano schiavi per abbassare i costi di produzione e si stocca il petrolio in mare, nelle petroliere, per speculare sull’effetto contango.
Via | BBC
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mercoledì, agosto 18, 2010 @ 11:55 am
[...] per estrarre petrolio difficile (dalle sabbie bituminose, dalle zone protette). Usano la crisi economica per coprire il picco del petrolio. Se la gente sapesse che il petrolio sta finendo e che i prezzi potrebbero salire (cala [...]