Mettere pannelli solari nel Sahara potrà davvero produrre energia per l’Europa
venerdì, 25 luglio 2008in: Scienza e tecnologia
Lo si dice sempre, e il più delle volte lo si fa a titolo puramente ipotetico, di mettere pannelli solari nel deserto per risolvere la questione energetica mondiale. E qualcuno invece si è messo seriamente a fare i calcoli.
Al recente Euroscience Open Forum (ESOF) di Barcellona (dal 18 al 22 luglio) si è parlato anche di come basterebbe lo 0,3% di energia solare catturata nel deserto del Sahara per soddisfare il fabbisogno energetico di tutta l’Europa, usando sia pannelli fotovoltaici che pannelli termici per scaldare acqua e far muovere turbine.
Il problema principale del sole (ma anche del vento e di altre fonti rinnovabili) è la discontinuità con cui la “materia prima” fornisce energia, ed è anche una “scusa” che spesso viene tirata fuori per mettere in dubbio che le fonti rinnovabili potranno essere una vera alternativa al petrolio. Ma anche a questo problema si sta pensando.
Sempre in occasione dell’ESOF gli scienziati hanno anche parlato di progettare una specie di super-rete elettrica che possa trasferire energia lungo cavi ad alto voltaggio, nella quale immettere surplus di energia che proviene da fonti di produzione diversa. Questa rete sarebbe quindi in grado di portare energia solare in Europa quando non ci dovesse essere sole o vento a sufficienza nel vecchio continente.
Ovviamente si sta parlando ancora di scienza e tecnologia ai massimi livelli. Sono sistemi alle prime fasi di studio e di progettazione che costano cifre impensabili. Al momento attuale bisognerebbe investire oltre 400 miliardi di euro per avere entro il 2050 una mega centrare eolica nel Sahara collegata a una super-rete con l’Europa che produrrebbe 100 GW (più di tutta la produzione energetica nel Regno Unito). Se rinunciamo a qualche ponte e centrale nucleare forse ce la possiamo anche fare.
Via | Environmental Graffiti
Foto | Shayan
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lunedì, agosto 24, 2009 @ 11:49 am
[...] Three Gorges, in Cina, e potrebbe essere collegata al progetto Desertec, che prevede di piazzare pannelli fotovoltaici nel Sahara per dare energia [...]
martedì, dicembre 15, 2009 @ 12:13 pm
[...] Potrebbe essere utilizzato anche nei deserti dove si pensa di installare solar farm come nel progetto desertec, vista l’alta presenza di [...]
mercoledì, luglio 21, 2010 @ 5:09 pm
Sapete cos’è il Khamsin o il Ghibli; io l’ho visto varie volte; smeriglia tutto le carrozzerie delle macchine piano piano vengono consumate; arriva ovunque lo trovavo nella macchinetta del caffè al 22° piano; non si vede il lato opposto della strada. Se vi capita di essere fuori sentite come tante punture. In Egitto dura una cinquantina di giorno (Khamasin vuol dire 50) aprile- maggio; ma può capitare anche in altri periodi. Avete idee della difficoltà della costruzione; manutenzione; difesa (dal terrorismo) che comporta un impianto nel deserto?
venerdì, dicembre 3, 2010 @ 1:16 am
Questa si che sarebbe un’idea.. Da qui si potrebbe pensare poi alle macchine elettriche.. se no a quelle ad idrogeno con l’energia elettrica generata dai pannelli fotovoltaici.. forse proprio con le macchine ad idrogeno riusciremo a trovare la soluzione al problema.. Sappiamo che il sole è presente solo (in media) 12h al giorno, quindi nella restante parte della giornata vi sarebbe un’assenza di produzione di energia.. Il problema è qua.. creare una rete elettrica che sia disponibile per un 50% di giornata o creare degli impianti di generazione di idrogeno che verrebbe generato dalla produzione dell’energia elettrica?