L’Ilva di Taranto deve ridurre le emissioni di diossina
lunedì, 8 settembre 2008in: Politica ed economia
Michele Losappio, assessore all’ambiente della regione Puglia, ha ribadito ai dirigenti dell’Ilva di Taranto che se gli stabilimenti non ridurranno l’emissione di diossina al di sotto un nanogrammo per metro cubo, la Regione non firmerà
l’Autorizzazione Integrata Ambientale.
L’Ilva di Taranto è la quarta azienda siderurgica d’Europa e una delle maggiori fonti di diossina del continente. Il 92% delle emissioni di diossina Italiane vengono respirate dai Tarantini. Alcune aziende zootecniche sono state costrette a chiudere, per via della diossina. Taranto e’ tra le zone con la maggior incidenza di tumori del Sud Italia e la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale.
L’Ilva fa sapere di avere in programma molti adeguamenti che dovrebbero ridurre le emissioni inquinanti, come la copertura dei nastri trasportatori dai parchi minerali, e di averne già realizzati alcuni. In particolare l’Ilva sottolinea di aver già speso 360 milioni di Euro sui 470 previsti, ma il segretario regionale della Uil Puglia, Aldo Pugliese, ha fatto presente che “I controlli sulle emissioni di diossina vengono effettuati solo su 7 dei 278 impianti presenti all’interno dell’Ilva di Taranto e ci riferiamo alle emissioni convogliate, mentre non abbiamo dati su quelle diffuse.”
Oltre alla diossina c’è il problema delle polveri sottili: Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink, ha fatto notare che le centraline registrano costantemente nel quartiere Tamburi (a ridosso dell’Ilva) “un picco di PM10 tra le ore 2 e le ore 3 del mattino, indice che con il buio c’è chi riversa nell’atmosfera impunemente ciò che di giorno ad occhio nudo desterebbe troppo allarme”.
Via | La Gazzetta del Mezzogiorno e Corriere del Giorno
Foto | Gin Fizz
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lunedì, ottobre 27, 2008 @ 4:32 pm
[...] delle emissioni di diossina dell’Ilva di Taranto e delle promesse dell’Ilva di ridurle qualche tempo fa. Ora pare che, non essendo vincolante [...]