Un kindle ripaga il suo debito ecologico con 22,5 libri di carta

giovedì, 2 settembre 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Life cycle assessment del kindleUn lettore di e-book come il Kindle paga il suo debito ecologico entro il primo anno di utilizzo, se si leggono in formato digitale almeno 22,5 libri, che altrimenti si sarebbero comprati nuovi, in formato cartaceo. Il calcolo sull’impatto ambientale nell’intero ciclo di vita del kindle e’ del Cleantech Group.

22,5 libri corrispondono a 168 kg di CO2, che possono essere risparmiate continuando a leggere libri elettronici dopo il primo anno. Sapevamo già che cambiare tecnogadget ogni 6 mesi non fosse sostenibile, ora abbiamo una soglia temporale scientificamente calcolata. Continua a leggere: Un kindle ripaga il suo debito ecologico con 22,5 libri di carta

Granate piene di semi per lanciare un giardino

martedì, 24 agosto 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

kabloom seedbom, guerrilla gardening

Le granate kabloom seedbom sono un concentrato di semi e terriccio con nutrienti per facilitarne l’attecchimento. Si lanciano in zone difficilmente accessibili (zone devastate da incendi, aree incolte o parchi urbani abbandonati) e si aspetta che la natura faccia il suo corso.

Chi si dedica al guerrilla gardening intende riempire di piante e fiori zone che ne sono prive. E’ una azione che, se fatta con criteri naturalistici, migliora l’ambiente e rasserena lo spirito di chi ci vive, umano o animale che sia. Per lanciare qualche pallina di semi serve poco tempo e pochissima attrezzatura (potete usare la fionda, se proprio ci tenete).

Se avete accesso all’area da rinverdire e se avete un manipolo di amici a cui non dispiace sporcarsi… mettete dei fiori nei vostri cannoni e divertitevi organizzando una battaglia a palle di fango!

Magliette vecchie -> borsette nuove!

lunedì, 16 agosto 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

magliette e t-shirt da cucireAvete delle canottiere che vi piacciono ancora ma che non indossate più? Potete trasformarle in borsette.

A volte basta una macchia, un buchino, uno strappo per decretare la fine di una maglietta. A volte quella maglietta ci piaceva proprio e ci dispiace buttarla via. Finisce in fondo ad un cassetto, ad ingombrare e ingiallire. Che tristezza.

Su Craftynest (il nido artigianale) ci sono le istruzioni, passo passo, per trasformare una maglietta in una borsetta.

borsette riciclate

Mi sembra un ottimo modo per allungare la vita di un oggetto, esercitare la testa e le mani con un hobby creativo e tenersi cari gli oggetti a cui ci siamo affezionate.

Barattoli “preziosi”- il packaging diventa sostenibile

venerdì, 13 agosto 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

Ogni cosa dovrebbe avere una seconda opportunità”, questa è la filosofia di JUST SUGAR una giovane azienda di Trebaseleghe (provincia di Padova) che per commercializzare i propri preziosi (anelli, collane, orecchini) ha scelto una tipologia di packaging altrettanto “preziosa”: barattoli per alimenti usati.

Attraverso un sistema di raccolta differenziata le lattine che una volta contenevano cibi come pelati, fagioli, tonno, mais, pisellini e quant’altro vengono recuperate, lavate, verniciate con prodotti all’acqua e riutilizzate come contenitori.
La raccolta delle lattine è affidata ad associazioni di volontariato che le prelevano direttamente da privati e da ristoratori. A queste la JUST SUGAR riconosce una quota in denaro che viene devoluta in beneficenza oppure direttamente utilizzata per l’acquisto di materiali e attrezzature necessarie alle stesse associazioni.

Anche il privato cittadino, che nel momento dell’acquisto diviene a tutti gli effetti proprietario del barattolo, può decidere di raccogliere e regalare (o al limite vendere) alla Just Sugar le sue lattine ormai vuote e inutilizzate.

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A scuola con etica e sostenibilità

lunedì, 9 agosto 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

L’idea nasce a Genova da un gruppo di donne e mamme che molti genovesi conoscono con il nome di “Vicini di banco, un’associazione che inizia a muovere i suoi primi passi a partire dal 2007  rispondendo ad un bando del Ministero delle politiche giovanili (Giovani che cambiano l’Italia) e da allora è sempre attenta a promuovere azioni di economia etica.

A dare forma all’idea ci hanno pensato le mani degli artisti di Designer senza frontiere , un’associazione senza scopo di lucro impegnata nell’aiuto allo sviluppo economico, culturale e sociale dei Paesi nel sud del Mondo.

Nasce così il primo kit per la scuola a filiera etica. Si tratta di zaini, cartelle e astucci realizzati in PVC riciclato e contraddistinti dall’originale marchio “Sottobanco“. I prodotti saranno realizzati nelle Filippine dalla Fondazione Preda impegnata da più di trenta anni nella difesa dei diritti dei minori.

Il PVC utilizzato arriva direttamente dai cartelli pubblicitari dismessi; data l’origine della materia prima questi prodotti non solo sono resistenti all’acqua e al tempo e ai nostri vivaci bambini, ma si presentano come pezzi unici e originali, ecco dunque che non si vedranno mai due zaini uguali nella fantasia e nei colori, proprio perché essi sono il frutto di mille combinazioni dei vari cartelloni pubblicitari.

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L’alternativa al degrado passa anche attraverso la moda

giovedì, 5 agosto 2010 a cura di Sefora
in: Buone pratiche e consigli

Chi dice che la moda oltre ad essere bella non possa essere anche etica e sostenibile?
Si chiamano Etheletic. Il classico e intramontabile design è del tutto simile a quello delle Converse, le scarpe che ognuno di noi ha calzato almeno una volta nella vita, ma queste hanno una marcia in più. Sono le prime scarpe al mondo ad aver ottenuto il marchio Fairtrade, con  il quale si certifica che il prodotto che si sta acquistando non è frutto dello sfruttamento e della povertà dei Paesi poveri, ed infatti  le sneakers ethletic vengono assemblate in Pakistan secondo un progetto di sviluppo etico e sostenibile che supporta i lavoratori e le loro famiglie.

I plantari sono anatomici e le suole sono interamente realizzate in gomma naturale al 100%, questo significa che il contenuto in plastica è pari a zero; a garanzia del rispetto per l’ambiente e le sue risorse sulla suola troviamo impresso il marchio FSC , che ci dice che la gomma, il cotone e la maggior parte delle materie prime di cui la scarpa è composta sono ecologiche e biologiche.

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Ricetta di un detersivo naturale per lavastoviglie

lunedì, 2 agosto 2010 a cura di Panthea
in: Buone pratiche e consigli, Salute e alimentazione

 

Sto rivedendo la pulizia della casa, per rendere ogni azione più ecologica ed economica, e ho deciso di provare a risparmiare anche sul detersivo chimico… Braccino corto? Sicuramente, ma soprattutto il desiderio di rendere il lavaggio dei piatti innocuo per la salute e per l’ambiente.

Ho preso la ricetta del detersivo a base di limone per lavare i piatti (a mano o in lavastoviglie) dai Detersivi BioAllegri, e ne ho leggermente modificata la preparazione; ecco quindi la ricetta: Continua a leggere: Ricetta di un detersivo naturale per lavastoviglie

Etichette eco per l’abbigliamento sportivo

mercoledì, 28 luglio 2010 a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Eco Index - etichetta per vestiti ecologici

Una etichetta standard potrebbe dirvi quanta energia rinnovabile, quali materie prime, quante sostanze chimiche e quanti alberi sono stati piantati per compensare le emissioni legate al capo di abbigliamento di cui volete valutare l’acquisto (e al suo imballaggio). Sarà possibile confrontare capi diversi e marche diverse, perché tutti useranno lo stesso software per calcolare l’impronta ecologica dei prodotti.

Il software open source per calcolare l’EcoIndex e’ distribuito dalla Zero Waste Alliance, una ong dedita alla riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento tossico legato alla produzione di beni. Il comportamento stimato dell’acquirente concorre al totale: capi che si usano poco o che non vengono riciclati dopo l’uso perdono punti. Vengono premiate le raccolte post consumo e i lavaggi consigliati a bassa temperatura. Continua a leggere: Etichette eco per l’abbigliamento sportivo

Consorzio Intercomunale Priula un esempio per l’Italia: 78% di raccolta differenziata

lunedì, 26 luglio 2010 a cura di Fresna
in: Buone pratiche e consigli, Natura ed ecologia

consorzio priula Continuiamo a parlare di Consorzi e rifiuti. Nel precedente post sulle buone pratiche in tema di raccolta differenziata abbiamo descritto il caso TV TRE a Treviso. Oggi è la volta del Consorzio Intercomunale Priula, che ha conquistato il primo posto del Premio speciale Cento Consorzi (sempre in provincia di Treviso) del concorso Comuni Ricicloni di Legambiente. Fra tutte le realtà prese in considerazione dall’associazione, Priula ha raggiunto il massimo della percentuale di raccolta differenziata: il 78%! Anzi sul sito del Consorzio nel 2009 viene indicata una percentuale pari al 79%.

Il territorio servito è di 640,16 Kmq, per un totale di 24 Comuni, quasi 95.000 utenze e 243.000 abitanti. Come leggo nel rapporto di Legambiente “la gestione nei 24 comuni è resa omogenea mediante l’applicazione di un Regolamento Tecnico per i Servizi, di un unico Regolamento per l’applicazione della Tariffa e la determinazione di tariffe uguali per tutte le utenze dei comuni consorziati”.

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Comportamenti ecologici in spiaggia

mercoledì, 21 luglio 2010 a cura di Panthea
in: Buone pratiche e consigli

La spiaggia è un bene di tutti e come tale va preservata. Vediamo cosa fare e cosa è meglio evitare:

  • Ovviamente non si lasciano in giro rifiuti, né in acqua né sulla battigia. Anche perché alcuni insospettabili ci mettono un po’ a sparire…
  • Alcune eco spiagge sono gestite da bagnini che attuano la raccolta differenziata. Un gesto da incoraggiare e diffondere!
  • Per chi ha il brutto vizio di fumare, ecco i filtri di sigaretta in canapa biodegradabile.
  • Scegliere creme contenenti filtri UVA e UVB di origine minerale (come l’ossido di zinco) aiuta a non lasciare una chiazza da petroliera ogni volta che si entra in acqua, cosa che invece succede con i solari a schermo chimico, dannosi per l’ambiente acquatico.
  • Attenzione alle batterie di radio e altri apparecchi elettronici portatili: se cadono nella sabbia è un attimo perderle ma inquinano tantissimo e sono pericolose soprattutto per i bambini.
  • Raccogliere le conchiglie e la sabbia in molti luoghi è vietato (ad esempio nelle riserve naturali e nei parchi marini) e in effetti è un gesto inutile: una volta a casa quanti di questi souvenir finiscono in pattumiera?
  • Nelle pratiche di snorkelling e diving bisogna prestare particolare attenzione a non danneggiare la fauna marina, soprattutto i coralli.
    • E per finire, se qualche spiaggia che visitiamo ci appare sporca e piena di rifiuti, è nostro dovere segnalarlo ma anche non contribuire, e se possibile rimediare.

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