Libri amici e nemici delle foreste, Greenpeace pubblica la classifica degli editori
venerdì, 14 maggio 2010in: Buone pratiche e consigli
Anche leggere libri può far male all’ambiente. Soprattutto se la carta con cui sono stati prodotti ha contribuito senza responsabilità all’abbattimento di ettari ed ettari di foreste. Non volendo diventare noi tutti degli ignoranti e non volendo abbandonare il piacere della lettura un modo per frenare questo massacro ce lo suggerisce Greenpeace. L’associazione ha infatti stilato una classifica degli editori “buoni” e “cattivi”. L’occasione è stata il Salone Internazionale del Libro in corso a Torino fino al 17 maggio.
Per realizzare la graduatoria Greenpeace ha chiesto agli editori italiani informazioni sull’origine della carta che impiegano per produrre i loro libri. Purtroppo soltanto il 18% ha dichiarato di acquistare solo ed esclusivamente carta sostenibile aderendo al progetto dell’associazione “Editori amici delle foreste”. Da tempo infatti Greenpeace sta contattando in tutto il mondo scrittori e le loro aziende invitandoli a farsi portavoce della difesa dei polmoni della terra e a spostare tutta o parte della loro produzione su carta riciclata o su carta certificata Forest Stewardship Council (FSC). Ecco i nomi di questo 18% virtuoso: Bompiani, Dindi, Fandango, Foglio Clandestino, Gaffi, Hacca Edizioni, Il rovescio, Lonely Planet, Prospettiva, Edizione Ambiente e La Coccinella.
Proseguendo nella lettura della classifica vediamo che un 6% stampa i propri libri solo su carta FSC: tra essi Marsilio e Fanucci. Il 55% degli editori interpellati – commenta Greenpeace – ha risposto al questionario dimostrando trasparenza, ma ha dichiarato di non poter fornire informazioni chiare sulla propria carta e quindi non ha una politica sostenibile. In questo corposo gruppo si trovano i principali gruppi editoriali italiani, Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol, che da soli costituiscono più della metà del mercato italiano dei libri.
Il restante 20% è quello dei più “cattivi”, nonostante ripetuti solleciti, non ha fornito alcuna informazione utile per poter valutare la sostenibilità della propria carta. Tra questi Feltrinelli che da solo controlla quasi il 4% del mercato librario. Peggio altri editori, come Gambero Rosso e Baldini Castoldi Dalai, definite da Greenpeace addirittura come “non classificabili”.
Il contributo che le scelte aziendali di questi editori può essere grande visto che, secondo l’associazione, negli ultimi anni l’Italia ha incrementato esponenzialmente le proprie importazioni di carta dall’Indonesia fino a diventare il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente APP (Asia Pulp and Paper). APP è il più grande produttore di carta del Paese e il secondo a livello mondiale. Si stima che dall’inizio delle proprie attività, negli anni Ottanta, APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste nella sola isola di Sumatra che conserva ancora più di due miliardi di tonnellate di carbonio.
Anche il contributo che noi cittadini possiamo dare è importante. Scegliendo gli editori più virtuosi potremo spingere i concorrenti ultimi della classe a puntare sulla sostenibilità e magari leggere il prossimo anno una classifica “Salvaforeste” più rosea!
Via | Greenpeace
Video| You Tube – Greenpeace
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