L’energia eolica in Sicilia fermata da mafia e carte bollate nonostante crescano gli ordinativi

lunedì, 23 marzo 2009 a cura di PiccoloSocrate
in: Energia e carburanti

La congiuntura economica è delicata: stress nei mercati finanziari ed economia reale che non cresce. L’unico settore che in Italia è cresciuto del 500% nel 2008 viene bloccato dalla mafia (ricordate gli arresti a Mazara del Vallo?) e dalle autorizzazioni della pubblica amministrazione.

Il settore per la produzione di energia eolica italiana nel 2009 vedrà una delle sue principali aziende licenziare più della metà dei suoi dipendenti, dopo averli già cassaintegrati. Motivo? Le commesse sono in attesa (o bloccate) delle autorizzazione della conferenza dei servizi (un istituto del legislatore nato per semplificare e snellire i processi autorizzativi).

In tempo di crisi e calo degli ordinativi, la Siteco così come molte altre aziende siciliane, sarà costrette ad interrompere le commesse in corso e a respingerne di nuove. Un vero peccato, perchè a sostenere lo sviluppo delle risorse rinnovabili nella Trinacria si era scomodato in una lectio magistralis nell’Università di Palermo, Jeremy Rifkin, consigliere per l’energia di Barack Obama.

I lavoratori, ovviamente, non riescono a capacitarsi: l’azienda riceve più commesse di quante ne potrebbe produrre in “pieno impiego”, riceve addirittura commesse dall’estero (Albania in particolare) ed è costretta a licenziare.

Strano, ma vero. Siamo in Italia. Per ulteriori informazioni, potete consultare il dossier Siteco sul sito del Sole24ore.

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