Le spadare illegali

lunedì, 17 novembre 2008 a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia

pesca del pesce spadaLe reti spadare sono la prima causa di morte per i cetacei nel Mediterraneo. Sono lunghe fino a 20 Km e i pesci grossi vi si impigliano mentre cercano di nuotare parallelamente ad essa per superare il “muro” alto fino a 15 metri. Il pesce spada (Xiphias gladius) che viene pescato costituisce solo il 20% di quello che le reti ammazzano e che non ha valore commerciale, ma solo “ecologico” come tartarughe, delfini e capodogli a rischio di estinzione.

Le spadare sono illegali, ma si usano ancora. Da giugno si possono sequestrare le reti anche in porto e questo grazie alle pressioni della Comunità Europea che ha costretto il Governo italiano ad applicare la normativa europea. I pescatori di Bagnara, in Calabria, bloccano i binari ferroviari per ribadire la loro volontà di infrangere le leggi e continuare a pescare con le spadare. I pescatori di Bagnara in 4 mesi guadagnano quanto gli altri pescatori in molti anni.

La ferrettara è una rete di massimo 2 Km, introdotta dall’ex ministro De Castro per essere usata entro le 3 miglia dalla costa, dove sarebbe economicamente poco produttiva e che assomiglia tantissimo, da chiusa, alle spadare. Secondo Report serve a “mimetizzare” l’uso delle reti illegali. La guardia costiera non ha soldi per sequestrare le reti, stoccarle o distruggerle, quindi le si lascia “in custodia” ai pescatori a cui la spadara è stata sequestrata.

Le associazioni ambientaliste denunciano da anni la situazione, Rapporto spadare Greenpeace e schede spadare del WWF. Nonostante quasi tutti i pescatori di pesce spada abbiano ricevuto gli aiuti di stato per “aiutarli” a cambiare metodo, come l’amo o l’arpione, le spadare continuano ad essere troppo redditizie per essere abbandonate.

Via | Report
Foto delle proteste di Bagnara di Maria Francesca Calvano

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