Le regioni ricorrono contro il nucleare
venerdì, 25 settembre 2009in: Energia e carburanti, Politica ed economia
Lo Stato vorrebbe decidere da solo dove far sorgere le nuove centrali nucleari e le regioni si ribellano alla legge 99/2009 (Disposizioni per lo Sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia). Dopo le capofila Calabria, Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna anche Umbria, Lazio, Marche, Basilicata e Sicilia hanno intrapreso la via del ricorso alla Corte Costituzionale.
Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, cerca di venderci il nucleare come economico e pulito “Garantire all’Italia energia elettrica a prezzi allineati con quelli degli altri Paesi europei nel pieno rispetto dell’ambiente e’ possibile solo con una quota di nucleare. Speriamo che la Corte costituzionale confermi questo orientamento”. Certo, in Italia capita solo che vengano affondate navi cariche di rifiuti radioattivi… non bastano le parole a creare fiducia.
Greenpeace contesta da anni le uscite stampa in cui si sbandiera quanto sia economico il nucleare. Scajola poi cerca di farci credere che non saremo tassati per costruire centrali nucleari, anzi, sottintende che sono gli ambientalisti a metter le mani nelle tasche dei contribuenti “Anche a me piacerebbe puntare tutto sulle rinnovabili ma e’ impossibile perché sono ancora troppo costose e vanno sussidiate con incentivi che pesano sulle bollette di tutti noi”. quelli spesi nelle rinnovabili sono soldi che vengono ammortizzati e che alla lunga generano un guadagno. Quelli nel nucleare fanno guadagnare solo chi vende energia e farmaci antitumorali.
Stefano Saglia, Sottosegretario dello stesso ministero, durante la presentazione del Laboratorio di Energia Nucleare (think tank per creare consenso sul ritorno del nucleare in Italia) ha dichiarato che “Il governo procede con la realizzazione dei decreti legislativi necessari nei tempi previsti e auspica che le Regioni non ricorrano contro i provvedimenti perché siamo disponibili al dialogo”.
La mobilitazione e’ partita su suggerimento delle associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e WWF, che hanno fatto notare come il Titolo V della Costituzione sia in contrasto con quanto desiderato dal governo. Le regioni hanno diritto di sedere al tavolo in cui si decide dove costruire le centrali e dove depositare le scorie radioattive.
Via | Agi
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