Lavori verdi: scovare ed eliminare l’inquinamento indoor
lunedì, 7 giugno 2010in: Bioedilizia ed ecodesign
Se alla domanda “che lavoro fa tuo padre?” un bambino vi risponde con un “mio padre è un disinquinatore domestico”, non c’è da strabuzzare gli occhi, avete capito bene.
Matthew Waltezke (35 anni) è un biologo domestico laureato in Florida presso l’Institute for Bau-Biologie & Ecology.
Se vivi a Manhattan ti basta cliccare su healthydwellings.com, fissare un appuntamento e con una spesa che parte dai 375 dollari riceverai a casa la prima visita di Waltezke. Nel giro di tre ore effettuerà la sua analisi e sarà in grado di fornire una valutazione completa e dettagliata sullo stato di stress della tua abitazione individuando i principali fattori di inquinamento domestico cui si è quotidianamente esposti (onde elettromagnetiche, sostanze volatili tossiche provenienti dalle pitture da pareti o dall’uso di detergenti chimici, plastiche cancerogene, sostanze presenti nell’acqua del rubinetto, muffe ecc ecc).
A questo punto parte l’operazione “casa pulita”, e quindi l’eliminazione delle varie fonti inquinanti con l’uso di tecniche alternative e rimedi naturali, un esempio? Ridipingere le pareti con vernice al carbonio che assorbe fino al 97% delle onde elettromagnetiche. Oppure coprire i muri con carta da parati in canapa naturale, installare filtri per l’acqua del rubinetto, l’uso dell’aceto per la pulizia della casa e molto altro ancora. Insomma esiste una soluzione per ogni problema.
Il biologo domestico Matthew Waltezke spiega che la persona media spende il 90% della sua vita all’interno della propria abitazione e che, contrariamente a quanto si crede, l’inquinamento domestico è superiore del 50% all’inquinamento che si respira nelle strade.
Uno dei problemi più evidenti è come negli ultimi anni la salute dei nostri figli è diminuita velocemente. Ci sono più casi di autismo, asma, allergie, mal di testa frequenti, insonnia, tumori, disfunzioni del sistema endocrino. Molto di questo è imputabile proprio alla tossicità a cui siamo esposti a causa della sempre più ridotta purezza dei nostri ambienti di vita.
La bioedilizia è un movimento internazionale fatto di persone che integrando diverse discipline si occupano di progettare case e luoghi di lavoro in modo tale da non incidere sulla salute umana: questo gruppo è noto come l’Istituto Internazionale di Bau-Biologia ed Ecologia ™ (IBE).
Il termine tedesco “Bau-Biologie” significa “bioedilizia” o “edificio per la vita”. Nasce in Germania da un gruppo di professionisti, provenienti da varie discipline, preoccupati per l’incapacità degli alloggi del dopoguerra di sostenere la salute e l’ecologia. Nel Nord America l’IBE viene avviato a partire dal 1987, con la missione di sensibilizzare l’opinione pubblica alla costruzione di edifici che rispettino le leggi della natura. Il movimento di bioedilizia possiede 25 principi fondamentali racchiusi in un’unica parola <<equilibrio>>.
La visone che ha IBE riguardo alla bioedilizia è quella di saper andare al di là del materiale, dei metodi e delle pratiche di costruzione standard. E’ necessario integrare l’ecologia e la biologia, l’ingegneria e le tecniche di conservazione dell’energia combinandole con l’economia in modo tale che da ciascuna di queste decisioni derivi una vivibilità più sana e sostenibile sia per “l’occupante” che per il pianeta; dopotutto come disse Henry David Thoreau “che cos’è l’uso di una casa se non hai un pianeta decente per mettercela?”.
Personalmente trovo esagerata la figura del disinquinatore domestico, tuttavia ritengo fondamentale che la sostenibilità degli interventi edilizi non si fermi alla sola valutazione dei materiali, dei prodotti e delle soluzioni tecniche adottate, ma consideri la qualità dell’intero organismo, comprendendo sia come esso si armonizza con i cicli ambientali, sia quante e quali risorse verranno impegnate per la sua costruzione e la sua fase di esercizio individuando così soluzioni capaci di integrare le esigenze del risparmio energetico con condizioni ottimizzate di comfort ambientale e salute.
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