La smentita dell’Agenzia Internazionale dell’Energia
venerdì, 31 ottobre 2008in: Energia e carburanti, Politica ed economia
L’IEA ha seccamente smentito le anticipazioni del Financial Times riguardo ad un calo della produzione petrolifera del 9% nel prossimo triennio. Le anticipazioni del FT si baserebbero su una versione preliminare del World Energy Outlook 2008 (WEO), il report sull’energia nel mondo, che tutti aspettano per avere il polso della quantità di petrolio disponibile. Questo perché in un periodo di grave crisi finanziaria e dopo aver visto il barile a 147$, a luglio, la cosa peggiore che possa capitare è che petrolio e carburanti, risalgano.
Sembra tutto complicato, ma in realtà il meccanismo è semplice: ci sono seri segnali che i pozzi più importanti stiano finendo, i prezzi hanno iniziato a salire esponenzialmente (anche per la speculazione) fino a luglio, poi l’insolvenza (specie dei sottoscrittori obbligati a usare l’auto) divenuta crisi di liquidità (= vendita di futures sul petrolio). Gli istituti finanziari e l’industria sono entrati in crisi: è recessione. L’industria rallenta = meno domanda di petrolio, il prezzo continua a scendere e l’OPEC taglia la produzione. Tuttavia tornando ai fondamentali: quanto petrolio si riesce/conviene produrre? Il picco del petrolio non significa aumento dei prezzi, ma diminuzione irreversibile delle quantità. Quello che sembra accadere adesso, anche perché la crisi ed i prezzi bassi stanno scoraggiando gli investimenti nei nuovi pozzi, che comunque sono meno ricchi.
A giugno, nel Medium-Term Oil Market Report (pdf pag 38) l’Agenzia aveva parlato di un calo del 5% annuo (vedi pag 23). Il WEO 2008, in uscita il 12 novembre, fornirà una stima della produzione futura, basandosi su una analisi geologica della produzione proveniente dai 500 giacimenti più importanti ed estrapolando i dati per quelli minori. Il blog Petrolio ipotizza che qualche burocrate dell’IEA abbia fatto arrivare alla stampa tali notizie in anteprima, oppure che uno degli analisti, stufo di vedere i propri studi manipolati e “addolciti” (l’IEA è sempre piuttosto ottimistica), abbia cercato di far trapelare la realtà dei fatti. Tra pochi giorni vedremo il tasso “vero”.
Segnalo che, nel frattempo, é uscita la nuova edizione di Hubbert’s Peak: The Impending World Oil Shortage di Kenneth S. Deffeyes, per le Edizioni Princeton; il primo capitolo é on-line, leggetelo.
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