La Shell chiede scusa (per finta)

venerdì, 9 aprile 2010 a cura di lumachina
in: Comunicazione e cultura

La Shell si scusa con tutti gli abitanti del Delta del Niger per i molti anni di violazioni dei diritti umani, di cui la Shell assume la piena responsabilità – spiega Bradford Houppe, Vice-Presidente del Comitato Etico dell’impresa – Le operazioni di Shell nel Delta del Niger devono essere oggetto di una seria, approfondita e umile revisione.

La compagnia petrolifera e’ stata costretta a smentire gli elogi ricevuti per questa iniziativa perché era tutto falso.

Per far pressione sugli azionisti, in vista dell’assemblea generale del prossimo 18 maggio, un gruppo ambientalista inglese, The Yes Men, ha messo su un sito web ( www.shellapologises.com ) in cui annunciava al mondo questo passo.

La Shell non si e’ scusata per il petrolio e il sangue che ha sparso in giro per il mondo. La compagnia e’ stata portata in tribunale dalla sezione olandese di Friends of the Earth.

La strategia adottata da The Yes Men e’ ribaltata: invece della solita campagna di accuse sul gas flaring e inviti al boicottaggio per motivi umanitari, ormai inefficaci perché sia il pubblico che i media vi sono abituati, hanno pubblicato una notizia capace di arrivare sulle prime pagine dei giornali, lasciando all’ufficio stampa e pubbliche relazioni della multinazionale il compito di smentire i complimenti ricevuti.

Li hanno costretti a dire pubblicamente “no, non abbiamo chiesto scusa, non siamo bravi e buoni come ci dipingono”, cosa che non avrebbero dovuto fare se presi di mira alla vecchia maniera. Non se basterà ad evitare le centinaia di perdite di petrolio, dovute al cattivo stato delle condutture, che ogni anno inquinano i territori attraversati dagli oleodotti. Perdite di petrolio trascurabili ai fini economici della compagnia, ma che avvelenano l’acqua potabile, i campi e l’ambiente di esseri umani come noi.

Via | Salva le foreste

Ecowiki.it
eFFeLLe edizioni