La nuova Prius fa anche il bucato

giovedì, 1 aprile 2010 a cura di lumachina
in: Auto e trasporti

pesce d'aprile: la prius con lavatrice incorporata Il cestello della lavatrice incorporata nella nuova Toyota Prius è collegato all’albero motore, di cui sfrutta la rotazione. Durante un tipico tragitto della durata di mezz’ora, ad esempio tra casa-ufficio, è possibile lavare 3 kg di bucato. Un percorso medio è composto da tratti in velocità (su strade a scorrimento veloce) e tratti lenti (durante le code e fermi ai semafori). La centrifuga avviene nei tratti veloci, mentre l’ammollo si svolge durante le pause.

Un microchip integrato con il gps di serie riconosce il percorso e adatta il ciclo di lavaggio alle caratteristiche del viaggio. Pagando un piccolo abbonamento extra per il collegamento satellitare, è possibile migliorare le previsioni di viaggio includendo anche deviazioni per lavori stradali e traffico da incidente. Volendo, si può anche richiedere al proprio navigatore di calcolare il percorso più adatto al ciclo di lavaggio necessario e il computer alternerà nella maniera ottimale tratti veloci a tratti lenti.

Tra i programmi di lavaggio selezionabili alla partenza ci sono i classici delicati, lana e cotone, con la possibilità extra del lavaggio a secco, che utilizza una minima quantità di benzina, funzione comodissima per smacchiare un abito prima di rientrare a casa da una scappatella. La lavatrice è ben mimetizzata nel bagagliaio, di cui occupa un terzo del volume.

La messa in piega è ecologica: consiste nel riporre i vestiti ben piegati in uno scomparto sotto il sedile di guida, dove il peso dell’autista lavora al posto del ferro da stiro. Lo scomparto è dotato di separatori di plastica (riciclata post consumo) attraversati da una fittissima maglia metallica. La maglia serve sia a rimuovere l’elettricità statica dagli abiti (specie quando la macchina funziona a batteria), che a convogliare il calore corporeo dell’autista fin nel cuore del bucato da stirare. Per il tocco finale basta appoggiare il vestito sul cofano bollente e le ultime piegoline svaniranno.

L’acqua viene riscaldata dal kers, una tecnologia derivata dalla Formula1 che permette il recupero dell’energia cinetica, altrimenti dispersa sotto forma di calore durante le frenate. Una deviazione apposita convoglia l’aria calda del motore in una camera di asciugatura, in modo che i capi escano quasi pronti da indossare. La versione coupé è dotata di un filo da bucato, dove stendere i panni per una asciugatura ancora più naturale.

I primi modelli che usciranno sul mercato saranno offerti in anteprima esclusiva ai possessori delle auto ritirate per problemi ai freni. “Abbiamo ripensato tutto proprio a partire dai freni” ha dichiarato il progettista Pisciao Aprisuke. La casa automobilistica giapponese intende in questo modo recuperare la fiducia del pubblico e degli ambientalisti, offrendo un modello veramente innovativo e a basso impatto ambientale.

Foto | saeru

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