La mappa del petrolio artico

lunedì, 1 giugno 2009 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti

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Le ricerche di petrolio difficile da estrarre ma potenzialmente redditizio in Artico hanno portato ad una mappatura dei giacimenti ora disponibile per le compagnie petrolifere. Il petrolio artico, secondo le stime dell’USGS (US Geological Survey), potrebbe essere il 13% di tutto quello finora conosciuto e il metano disponibile arriverebbe al 30%.

Il problema diplomatico e’ che questa “risorsa” si trova in territorio protetto da trattati internazionali e abitato da popolazioni e specie in via di estinzione. L’USGS già l’anno scorso aveva iniziato a fronteggiare le critiche al programma di ricerca “perché cercate petrolio in una zona in cui non e’ legale estrarlo?”. La risposta e’ stata “per fini scientifici”.

La maggior parte del petrolio artico si trova sotto i ghiacci, sott’acqua, nella piattaforma continentale e gli Stati confinanti con l’Artico (Canada, USA, Russia, Norvegia e Danimarca) hanno già lottato in passato per conquistare i diritti minerari. Secondo il diritto internazionale gli Stati hanno diritti minerari fino a 200 miglia nautiche dalle loro coste, ma cercano di estendere questo diritto ai fondali sottomarini. Lo ha fatto la Russia nel 2007 mandando due sottomarini a piantare le sue bandiere sulla dorsale sottomarina Lomonosov. Lo aveva fatto la Danimarca nel 2004, partendo dalla Groenlandia. Canada e Stati Uniti costruiscono porti e rompighiaccio per difendere le “acque” territoriali.

Il fatto che i ghiacci artici si stiano assottigliando non fa altro che facilitare l’estrazione di petrolio. Il meccanismo perverso della dipendenza da combustibili fossili e’ che continuando a bruciarne riscaldiamo il pianeta e rendiamo accessibili risorse che oggi non e’ ancora redditizio estrarre.

Via | Science

Territorial claims in the Arctic
Petroleum exploration in the Arctic
Protocol on Environmental Protection to the Antarctic Treaty

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