La domanda di beni e servizi ecologici aumenta nei BRIC
mercoledì, 21 gennaio 2009in: Politica ed economia
Nei paesi emergenti del BRIC (Brasile, Russia, India & Cina) sta crescendo la richiesta di prodotti e servizi ecosostenibili: ad affermarlo è Accenture in uno studio pubblicato recentemente sulle pagine del Sole24ore.
I nuovi consumatori cinesi (si dicono) sensibili al problema dei gas serra e cercano di diminuire le ore in cui accendono i termosifoni; gli indiani provano a lasciare il più possibile l’auto a casa oppure non acquistano prodotti prodotti a migliaia di km mentre i russi, a causa del clima, puntano a migliorare il livello di isolamento termico delle loro abitazioni.
Secondo lo studio Accenture, i nuovi consumatori sono addirittura più attenti ai consumi ecocompatibili rispetto a noi delle aree di vecchia industrializzazione: più preoccupati quindi più disposti a spendere per prodotti/servizi dotati di certificazione di minimo impatto sul clima. Dai sondaggi risulta che solo il 24% dei consumatori delle economie più mature cambierebbe fornitore di energia per sceglierne a parità di prezzo uno a basso impatto di Co2 contro un 61% dei consumatori “emergenti”.
Accenture avverte le aziende: la domanda mondiale di prodotti green è in espansione, dimentichiamo il concetto di BRIC come paesi dove smerciare le nostre vecchie auto o i frigoriferi da rottamare. La classe tripla A è richiesta anche in quei paesi che non pensavamo fossero ecologically correct.
Questa situazione sarà una valida opportunità per i produttori di beni esportabili: il loro mercato si prospetta più ampio e di facile accesso. Esportare tecnologie, impianti, public utilities che rispettano gli standard di eco-sostenibilità richiede invece più tempo, più assistenza legislativa da parte dei governi. Altrimenti i costi (ed i prezzi) non saranno mai competitivi per esser utilizzati su larga scala.
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