La demolizione a Punta Perotti fu violazione della proprietà privata
martedì, 20 gennaio 2009in: Politica ed economia
Ultima novità della complessa disputa giudiziaria dell’ecomostro di Punta Perotti: la Corte di Strasburgo condanna lo Stato Italiano per violazione della proprietà privata con risarcimenti irrisori alle società coinvolte.
Ai proprietari delle società di costruzione non è andato proprio giù il fatto d’esser stati assolti per aver edificato dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie e ritrovarsi con le costruzioni abbattute dal Comune di Bari. Quindi si sono rivolti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per chiedere la condanna dello Stato italiano affinché applicasse la confisca anche a chi è stato assolto.
Ad onor di cronaca: correva il 2006, quando l’ecomostro di Punta Perotti fu abbattuto. Oggi la Corte di Strasburgo ha emesso la sentenza: la Sud Fondi del gruppo Matarrese, Iema e Mabar saranno risarcite per la violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell’uomo e riceveranno un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.
Meglio pagare altri duecento (e passa) mila euro a delle società, piuttosto che deturpare l’ambiente costruendo a pochi metri dalla battigia: le associazioni ambientaliste non sono d’accordo. Staremo a vedere perchè da quanto risulta, l’epopea non è ancora finita.
VIA | Repubblica.it, City.it
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martedì, gennaio 20, 2009 @ 1:24 pm
La distruzione di ecomostri è una cosa positiva. Non avrei mai pensato che potesse essere di dubbia legittimità perchè mi vien da pensare che, se sono stati costruiti dove non si poteva, probabilmente c’era un’avvallo politico corrotto. Però ripensandoci potrebbe anche essere che una nuova giunta abbia voluto cavalcare l’onda ecologista per guadagnarsi dei voti e abbia quindi agito in modo irregolare nell’abbattimento, scavalcando diritti legittimi.
domenica, novembre 15, 2009 @ 12:28 am
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