La crisi finanziaria e le spese ambientali

martedì, 14 ottobre 2008 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

per salvare le industrie allentiamo il pacchetto clima dell'EuropaAnche Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ambiente, pare dell’idea di Andrea Ronchi di sfruttare la crisi finanziaria globale per ridurre l’impegno italiano nel taglio delle emissioni inquinanti e clima-alteranti. La scusa ufficiale per non rispettare gli impegni del pacchetto clima è che ci sono meno fondi disponibili e che, comunque, se anche si facesse qualcosa quel qualcosa non sarebbe abbastanza.

Se l’Italia applicasse i limiti alle emissioni che l’Europa vuole imporre, contribuirebbe per lo 0,3 per cento alla riduzione del gas serra globale. L’Europa nel suo complesso, per il due per cento.

Ora, parafrasando il criterio usato dal buon vecchio Kant per decidere se una azione era o no da fare: vivresti in un mondo in cui tutti fanno le cose come le fai tu?
E’ come dire: siamo su una barca che affonda, però visto che noi abbiamo solo un secchiello invece che una pompa, preferiamo guardare il panorama invece che svuotare la barca. Il Giornale titola: Stop al pacchetto ambiente: sacrificio inutile.

Per chi volesse leggerlo, le Nazioni Unite hanno commissionato uno studio che dice come investire nelle tecnologie pulite sarebbe un bene per la società: nuovi posti di lavoro, più salute pubblica, maggiore benessere diffuso. Quello che fa la Prestigiacomo è mettere gli interessi particolari e immediati di alcuni prima di quelli globali e a lungo termine di tutti. Oltre a non essere etico, non è nemmeno lungimirante.

Foto | Odalaigh

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