Impianti di filtrazione domestica, è cosa buona e giusta?
venerdì, 6 giugno 2008in: Buone pratiche e consigli
Tra i due litiganti il terzo gode. Così, molti consumatori nel dubbio tra acqua del rubinetto e minerale scelgono di installare in casa un filtro di depurazione. Ma anche su questi impianti è in corso una diatriba. Qualche tempo fa Altroconsumo ha svolto un test prelevando 18 campioni d’acqua del rubinetto prima della filtrazione e dopo il trattamento confrontandone la qualità.
Secondo l’associazione questi impianti “spesso tendono a peggiorare l’acqua, addolcendola troppo e talvolta immettendo batteri non presenti prima della filtrazione. Con effetti di spreco inammissibili, data l’emergenza idrica”.
La premessa è che, tranne rari casi, l’acqua che ci arriva in casa è potabile. E allora perché installare un depuratore? Altroconsumo parla di “luoghi comuni”. Innanzitutto non è vero che la durezza dell’acqua sono sempre un danno per la nostra salute. Alcuni filtri addolciscono troppo l’acqua, facendola scendere al di sotto del limite di durezza indicato per legge. Anzi, con l’utilizzo di questi filtri rischiamo di fare peggio perché se la manutenzione non viene svolta come si dovrebbe la conseguenza potrebbe essere il proliferarsi di batteri.
E poi c’è lo spreco ambientale. Anche se non si utilizzano più bottiglie di plastica, Altroconsumo fa notare come questi impianti per ottenere un litro di acqua filtrata a casa, se ne utilizzano ben tre di acqua potabile.
E ancora: siamo proprio sicuri che il nostro portafogli ci guadagnerà dall’applicazione in casa di questi filtri? Secondo l’associazione bevendo l’acqua del rubinetto una famiglia tipo spende poco più di 1 euro all’anno, mentre il costo medio degli impianti di depurazione è di oltre 2000 euro, con la manutenzione.
Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti, prodotti chimici, accessori e componenti per il trattamento delle acqua primarie) però si difende. In merito alla qualità dell’acqua del rubinetto, pur accogliendone la potabilità, fa notare come a partire dal 2003 il Ministero della Salute abbia emanato una trentina di Decreti per consentire alle Regioni di derogare dalle tabelle di qualità dell’acqua per parametri ritenuti pericolosi, cioè elencati. Aqua Italia sottolinea inoltre come “il parametro Clorito ecceda i limiti di legge e ciò certamente non depone a favore dell’acqua di rete. Riguardo poi ai Nitrati (ma ciò vale per tutti i parametri “pericolosi”) occorre ricordare che i parametri stessi sono valori massimi consentiti che non sono affatto quelli desiderabili. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce, ad esempio, il limite di 10 mg/L per l’acqua destinata ai bambini anziché il 50 mg/L ora in vigore. (…).
Qualsiasi acqua, in condizioni di ristagno o di riposo – spiega ancora Aqua Italia – ha sempre un aumento della carica batterica “banale” che non ha alcuna rilevanza igienico-sanitaria ma che può, al massimo, provocare un peggioramento organolettico allorquando diventa eccessiva all’interno di serbatoi di accumulo. Per questo motivo la disinfezione coi raggi UV ed una manutenzione periodica sono sempre richieste nel caso l’acqua sia trattata appunto con membrane osmotiche ed i soci di Altro consumo confermano con la loro testimonianza che il funzionamento degli impianti è buono e che “…in caso di bisogno l’assistenza è stata rapida ed efficiente.”
Fonte | Help Consumatori – Altroconsumo
Foto | luna_tica
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