Il governo abroga l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente

lunedì, 30 giugno 2008 a cura di harlock
in: Natura ed ecologia, Politica ed economia

il governo taglia gli enti per l\'ambienteLa semplificazione annunciata dal governo italiano sugli enti ritenuti inutili ha mietuto le prime vittime. Dopo aver congelato l’abrogazione delle provincie nelle grandi città metropolitane ed evitato di spazzare via enti dubbiosi come le comunità montane prossime alle spiagge, a lasciarci le penne sono tre tra i più conosciuti enti italiani di protezione e conservazione dell’ambiente.
Sulla Gazzetta Ufficiale n 145 è infatti pubblicato il decreto legge 25 giugno 2008 n112, “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’ , la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.   (GU n. 147 del 25-6-2008   – Suppl. Ordinario n.152)“  che nell’art. 28 riporta l’stitituzione, dell’Istituto di ricerca per la protezione ambientale (in sigla, IRPA).


A cadere sotto i colpi del ministro ed essere accorpati sotto lo stesso tetto sono esattamente: l’ Agenzia  per la protezione dell’Ambiente e per i servizi  tecnici (APAT), l’ Istituto Nazionale per la fauna selvatica (INFS) e l’Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM).
Quindi tre enti complementari tra loro, ognuno con il proprio specifico ambito, non esattamente sconosciuti e il cui operato era limitato più dalla cronica mancanza di fondi che da spese ingiustificate, spariscono per fare spazio a questo nuovo istituto.
Le voci di dissenso e di preoccupazione non mancano e basti pensare che sia ambientalisti, sia cacciatori riportano la notizia come “scelta grave”.
Scelta grave perchè il misero risparmio che si ottiene da questa operazione comporta il rischio di cancellare o perdere importanti risultati ottenuti in campo ambientale e lascia un grande dubbio (forse certezza?) che in futuro la salvaguardia di ambiente ed ecosistemi in Italia sarà sempre più precaria….

fonte | APAT

foto | duncan su Flickr

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