I soldi non fanno la felicità
venerdì, 30 luglio 2010in: Politica ed economia
L’Italia si trova al 69° posto nella lista dei Paesi più felici al mondo. Si vive meglio in Costa Rica, nonostante il nostro PIL sia maggiore di quello dei costaricani, a dirlo è una classifica pubblicata dal NEF con la quale si evidenzia che “i soldi non fanno la felicità”.
Il mito della crescita economica illimitata ci ha portati a credere che il nostro benessere è strettamente dipendente dal Prodotto Interno Lordo del Paese: se il PIL cresce aumenta la qualità della vita. Ma la sfrenata corsa al “miglioramento” ha inevitabilmente condotto verso costi sociali e ambientali il cui insostenibile peso rischia di portarci al collasso. Già quaranta anni fa c’è chi lanciò l’allarme: “Il PIL misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta” così si concludeva il discorso pronunciato il 18 marzo 1968 dal Presidente Kennedy durante un incontro con gli studenti dell’Università del Kansas.
Un discorso forte e sempre attuale. Così attuale che le stesse Istituzioni Europee iniziano a comprendere l’inadeguatezza del PIL come misura della qualità della vita, ed infatti nel settembre 2009 Da Bruxelles è stato annunciato un piano di rinnovo dei parametri includendo nel PIL anche un “indice ambientale” che tenga conto delle emissioni, del deterioramento del paesaggio naturale dell’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua e della produzione dei rifiuti.
Mentre attendiamo nuovi sviluppi da parte della Commissione Europea, c’è chi un passo verso la felicità lo ha già fatto. La New Economics Foundation (NEF) di Londra ha pubblicato il rapporto Happy Planet Index uno strumento che misura il benessere attraverso l’efficienza ecologica con cui si realizza una vita buona e felice.
L’Happy Planet Index, (indice di felicità planetaria) misura la capacità dei diversi Paesi nel convertire le risorse naturali in durata e felicità della vita dei propri cittadini. Per il calcolo occorrono 4 parametri:
- Soddisfazione di vita:è un dato che si ottiene attraverso interviste di singoli e rappresenta l’elemento soggettivo e variabile, dipende sia dalla personalità che dall’ambiente culturale dell’intervistato;
- Aspettativa di vita;
- Fattore Happy Life Years: si ottiene combinando i primi due parametri.
- Impronta ecologica: misura il consumo di terra utile a soddisfare la domanda delle risorse di ogni singolo individuo più la terra che serve per assorbire le emissioni di CO2 derivanti dalle attività e dalla produzione di beni e servizi utilizzati sempre da l’ individuo in questione.
La NEF ha preso in considerazione 143 Paesi: vi sorprenderà (o forse no) scoprire che al primo posto nella HAPPY LIST troviamo il Costa Rica, considerato come il Paese ad Emissioni zero che nel 2007 è riuscito a produrre l’80% dell’energia da fonti rinnovabili e ha piantato ben 6 milioni di alberi per assorbire la CO2.
I Paesi industrializzati e ricchi sono paradossalmente quelli meno felici. L’Italia si trova al 69° posto, la Francia al 71°, la Spagna al 76° mentre gli Stai Uniti d’America sono al 114° posto.
Se ancora adesso vi state chiedendo quale sia il segreto della felicità, l’unica risposta sensata è che la felicità si trova in noi stessi: a che serve avere tanti soldi se poi dimentichiamo che la famiglia, i rapporti con gli altri e il rispetto verso questa nostra Terra sono le uniche cose per cui la vita è degna di essere vissuta?
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venerdì, luglio 30, 2010 @ 12:48 pm
Bell’articolo davvero Sefy.
E’ sempre un piacere leggerti!