I pericoli della bicicletta
martedì, 12 maggio 2009in: Auto e trasporti
Sta facendo discutere un articolo (vedi anche il blog) di V. Borgomeo a proposito dell’aumento degli incidenti dei ciclisti. Sembra uno spauracchio a NON usare la bici, in realtà sottolinea la barbarie vigente sulle strade italiane, confermabile con gli incidenti per tipo di veicolo (vedi grafico sopra), quelli ai pedoni tout court o fare un confronto con altri paesi.
I dati sono quelli presi dal rapporto sugli Incidenti Stradali dell’Istat (Tavole), dove vengono forniti i dettagli delle disgrazie. Mancano purtroppo delle disaggregazioni per città, utili per fare veder la virtuosità o la noncuranza delle amministrazioni comunali in termini di sicurezza effettiva, accessibilità agli spazi verdi (se esistono), trasporto pubblico, rumore ecc.
E’ allora utile incrociare i dati sul pericolo con quelli (pochi) sulla struttura delle città. Vediamo, sempre sul sito Istat, un interessante Indicatori sui Trasporti Urbani che, fornisce un indicatore della ciclabilità nelle grandi città.
Guardando alla densità di piste ciclabili ed ai morti totali (non solo in bici) per incidenti, si nota una correlazione negativa tra le città, che sembra dire: più ciclabili = meno incidenti! Lo so, questo è solo un rozzo giochetto di numeri, ma – ricordiamolo – avere un’alternativa all’auto significa meno auto, più spazio per ciclisti, pedoni (anziani, donne con bambini ecc.)

AGGIORNAMENTO
La correlazione inversa tra l’uso della bici e gli incidenti è provata (tra i paesi) nello splendido studio Safety in numbers dell’Organizzazione Nazionale dei Ciclisti Inglesi (grafico in basso).

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mercoledì, maggio 13, 2009 @ 3:22 pm
[...] proposito del pezzo scritto ieri su Ecowiki – I pericoli della bicicletta – in risposta ai dati forniti da V. Borgomeo su La Repubblica, mi piace aggiungere il commento di [...]
giovedì, maggio 14, 2009 @ 2:54 pm
Segnalo anche il contributo di ermagister su Romapedala
http://www.romapedala.splinder.com/post/20534794/Statistica+di+base+for+giornal
venerdì, maggio 15, 2009 @ 1:34 pm
oddio, fare delle statistiche sbagliate è umano, ma usare dati irrilevanti (numero assoluto di morti) e vedere una correlazione che non c’è, è diabolico! E tutto per cosa? Per promuovere l’equazione “ciclabili = meno incidenti”. Se chi pare occuparsi di problemi di trasporto sostenibile non si informa sugli studi e sugli approcci dei paesi più avanzati in questo campo (Danimarca tra i primi), cosa ci dobbiamo aspettare dagli altri? Ripeto: la ciclabile per eccellenza è la strada. Meno male che nell’aggiornamento citi il “safety in numbers”, un concetto che, come la pericolosità delle piste ciclabili, ha una spiegazione alla base, non semplici grafici senza senso…
mercoledì, agosto 26, 2009 @ 5:21 pm
[...] per me che vado in bici su strade pericolose. Pericolose perché invase da auto in doppia fila, poche piste ciclabili rotte e invase da auto, [...]
martedì, novembre 3, 2009 @ 11:39 am
[...] ne ho messe tante: i pericoli, le proposte…niente che possa ridarci il tuo [...]