Hy-Kers: speculazione verde della Ferrari
martedì, 9 marzo 2010in: Auto e trasporti
Il cavallino rampante cavalca l’onda verde e con una sapiente manovra di eco-marketing tenta di recuperare popolarità e quote di mercato. Se rappresenti il mito basta un prototipo dipinto di verde, un motore supplementare da 100 CV, un nome avveniristico (Hy-Kers) e gli organi di informazione ti proclamano paladino dell’ambiente.
Una volta scesi dal piedistallo utopico del salone dell’auto di Ginevra, Ferrari è una società che confeziona vetture dalle prestazioni potenziali ben oltre i limiti legali per non parlare dei consumi, che partecipa regolarmente ad una competizione che esalta le emissioni atmosferiche (universalmente nota come Formula1) e che ha costruito un impianto fotovoltaico non integrato perché conveniente nonché incentivato.
Va ricordato che il management sotto la guida di Montezemolo ha sempre saputo anticipare il mercato: il progetto “Formula Uomo” che consacra il capitale umano come il cuore pulsante dell’azienda è stato un esempio di “fare impresa”, così come il Total quality management di derivazione asiatica.
Sul fronte ecologia invece si segue pigramente la corrente limitandosi ad una piantumazione “compensativa” di 200 alberi nella propria sede, un impianto fotovoltaico e qualche ibrido in vetrina con la promessa di un’auto ecologica in un futuro quanto mai incerto.
E’ palese che la sostenibilità non può essere un obiettivo strategico per una casa produttrice di automobili sportive di lusso per ricconi bramosi di ostentare il proprio status symbol.
Tuttavia ci si aspetta che la rinomata eccellenza dei centri ricerca Ferrari, finanziati dai milioni di tifosi che vedono nella scuderia di Maranello un simbolo di etica, sia responsabilmente indirizzata ad innovare per l’ambiente.
In attesa del cambiamento godiamoci il rosso fiammante perché il verde ahimè… è ancora evanescente.
“il vero problema non è se le macchine pensino oppure no, ma se gli uomini lo fanno o no” B.F. Skinner
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