GPL a Viareggio e rigassificatori nel resto d’Italia

martedì, 30 giugno 2009 a cura di lumachina
in: Energia e carburanti

Scoppia un vagone con del GPL a Viareggio e il botto spazza via case, macchine e vite umane intorno alla stazione. Siete ancora convinti che il governo faccia una buona cosa costruendo rigassificatori che, in caso di esplosione, spazzerebbero via tutto quel che c’è in un raggio di decine di chilometri?

Dicono che i rigassificatori sono sicuri e non esplodono, ma quello di Livorno sorgerà vicino ad una base militare, diventando un ottimo bersaglio (oltre che minacciare il santuario dei cetacei).

Dicono che ci serve più gas per vivere, per riscaldarci e cucinare, ma ENI ed EDISON vendono all’estero l’energia prodotta in Italia con impianti a metano. Il gas serve a loro per fare soldi, non a noi per vivere. In una puntata di Report del 2007 si dice come si fa a fare soldi coi rigassificatori, anche senza farli funzionare: “Guardiamo questa delibera, del 2005, dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas: stabilisce di incentivare nuovi investimenti remunerandoli al 10,6% per 15 anni; prospetta una funzione di hub del territorio italiano per il resto del continente europeo – in parole povere vuol dire fare dell’Italia una infrastruttura logistica per vendere gas all’estero. Ma non erano per l’emergenza nazionale? Poi con l’articolo 13 assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento. Significa che costruisci un rigassificatore, hai poco gas o nessuno si serve della tua struttura, ma prendi lo stesso i soldi. Chi paga? Noi con la bolletta del gas.”

Su Pacelink raccontavano di come D’Alema abbia fatto cessare le proteste slovene sul rigassificatore del Golfo di Trieste promettendo di non opporsi all’ingrandimento della centrale nucleare di Krško, in zona sismica.

I rigassificatori producono acqua fredda (inquinamento termico) e ipocloriti di sodio (inquinamento chimico) che vanno trattati prima di essere scaricati in mare. Secondo i nostri due ultimi ministri dell’Ambiente, Pecoraro Scanio e Stefania Prestigiacomo, l’impatto ambientale dei rigassificatori e’ trascurabile e hanno accelerato, facilitato e approvato la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).

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