GM si scusa per aver prodotto SUV inefficienti
martedì, 9 dicembre 2008in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura
I macchinoni proposti dalla General Motors erano inutilmente dispendiosi e sotto gli standard industriali, per cui la casa automobilistica sull’orlo del fallimento ha deciso di chiedere pubblicamente scusa agli Americani. GM ammette di aver tradito la fiducia dei suoi clienti quando ha disperso la sua attenzione nelle sottomarche, quando ha spinto troppo per la vendita di pick-up e SUV, lasciato che la qualità delle sue vetture scendesse sotto gli standard e proposto piani di compensazione che si sono rivelati insostenibili. Promette di aver imparato la lezione e che farà buon uso del prestito che riceverà dal governo.
Più auto ibride, più biocarburanti, motori a idrogeno, auto elettriche, più efficienza nei consumi e design più attraente. Queste le promesse industriali per il futuro, sommate all’impegno a proteggere l’ambiente (vagamente), a produrre auto che consumano meno (senza dare cifre), a ridurre la dipendenza energetica dall’estero (ancora senza dare cifre o tempi) a restituire il prestito con gli interessi (se l’economia riprende entro il 2011, altrimenti chissà).
L’ammissione di colpa non e’ totale, GM cerca di portare il contribuente dalla sua parte scrivendo che “proprio come te/voi, noi siamo stati severamente colpiti da eventi estranei al nostro controllo” e si riferisce alla crisi economica mondiale. Poi arriva la velata minaccia, “se ci lasciate andare in bancarotta 1) e’ colpa vostra, 2) ci saranno milioni di disoccupati”. Minaccia addolcita dalla proposta “produrremo auto che voi vorrete comprare e sarete eccitati di possedere”. Nel gran finale arriva la citazione ai diritti fondamentali (garantiremo la vostra libertà di movimento) per concludere con una sventolata patriottica della bandiera.
Quello che mi preoccupa e’ che questo esercizio di retorica da manuale (capo cosparso di cenere, promesse, ideali universali e mancanza di numeri) potrebbe piacere agli americani, che in questo momento vorrebbero solo poter ricominciare a credere nel sogno americano come hanno sempre fatto. Il libero mercato, che della loro tradizione e retorica dovrebbe far parte e che sta punendo GM per la sua inefficienza, stavolta non ha un ruolo nel sogno. Il libero mercato direbbe che la competizione dovrebbe favorire i più forti e fornire beni a prezzi ragionevoli, e che GM non e’ più forte abbastanza da stare nel mercato. Direbbe che gli americani potrebbero comprare altre macchine o usare altri mezzi di trasporto.
General Motors‘s commitment to the American People
Foto | Michi1308
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mercoledì, dicembre 17, 2008 @ 3:42 pm
[...] della propria brand equity di azienda realmente rivolta alla tutela ambientale e lo fa in un momento piuttosto delicato per il settore automobilistico colpito dalla crisi, ma anche sostenuto dai finanziamenti dei [...]
mercoledì, gennaio 7, 2009 @ 3:22 pm
[...] della propria brand equity di azienda realmente rivolta alla tutela ambientale e lo fa in un momento piuttosto delicato per il settore automobilistico colpito dalla crisi, ma anche sostenuto dai finanziamenti dei [...]