Addio Hummer, GM non trova compratori per il marchio dei SUV
venerdì, 26 febbraio 2010in: Auto e trasporti

La General Motor ha cercato di vendere il suo marchio Hummer per quasi due anni: il pre-accordo siglato con la società cinese Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machines, non si è mai trasformato in un atto di vendita vero e proprio perché l’azienda cinese non ha mai fornito tutti i documenti (finanziamenti e piano degli sviluppi futuri) con cui il Governo di Pechino avrebbe dovuto dare il suo benestare.
Non è ancora stata pianificata la chiusura definitiva della divisione dei bestioni inquinanti della GM e c’è sempre la possibilità che spunti un’offerta, ma considerando che il marchio non è stato venduto come “marchio pregiato” finora, è alquanto impossibile che venga svenduto come marchio di bassa fascia.
L’operazione da 150 milioni di dollari – approvata dai vertici GM nell’ottobre 2009 – saltata definitivamente. John Smith, vice-presidente di GM per la pianificazione aziendale afferma:
“Abbiamo esaminato una serie di possibilità per Hummer e siamo delusi dal fatto che l’accordo con Sichuan Tengzhong non ha potuto essere completato. GM lavorerà in stretto contatto con i 3mila dipendenti, i fornitori ed rivenditori GM per porre fine alle attività in modo ordinato e responsabile”.
Tutto sommato la scomparsa degli Hummer non sarà una grave perdita per il mondo: ne vedremo ancora qualcuno scorrazzare in lungo ed in largo a consumare ancora litri e litri di carburante per portare a spasso una sola persona. Sarà un’uscita dal mercato più simbolica che altro in termini ambientali: non sono solo gli Hummer il problema dei Suv nel mondo, ma sarà pur sempre un buon risultato.
GM e Sechuan Tengzhong, tuttavia, potrebbero dare vita ad un progetto eco-sostenibile dedicato ai veicoli del futuro. Meno cavalli, ruote più piccole ed un processo efficiente di fabbricazione e smaltimento. Il destino dei suv sembra ormai segnato, l’epoca è oramai al declino.
Tutto iniziò nel 1999 quando i primi bestioni arrivarono ad inquinare le trafficate strade americane: il modello H1 era l’esempio di come sprecare 3.400 kg e buttare 140mila dollari. Derivava direttamente dagli Humveee, veicoli militari prodotti fin dai primi anni 80 dalla Am motors. Lo Hig Mobility Multiporpose Wheeled Vehicle (Hmmwv, poi soprannominato “Humvee”) aveva fatto il suo ‘debutto’ con l’invasione americana di Panama (1989) per poi affermarsi con la guerra del Golfo (1991) in Kuwait e Iraq.
GM nel 1999 lanciò la versione civile dell’H1, sponsorizzata anche dall’attore Arnold Schwarzenegger. Nel 2002 l’H2, di appena 2,9 tonnellate e nel 2005 l’H3, modello snello di sole due tonnellate e 7 km con un litro. Le vendite Usa, che nel 2006 viderò il picco di 71mila unità, l’anno scorso avevano registrato un drastico calo fino a 9mila. Il caro-greggio si è fatto sentire anche in America.
Il marchio Hummer è stato un prodotto dei tempi e nel mondo di oggi, più attento all’ambiente, non ha più senso.
(Aaron Bragman, analista di Global Insight)
E concludiamo con un video di Youtube, dedicato al de-pimp dell’Hummer.
Una nuova forma d’arte?
VIA | New York Times
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venerdì, febbraio 26, 2010 @ 10:55 am
….e mentre noi speriamo di togliere dalla strada i bestioni da passeggio per ecoimbecilli leggo stamattina su Metro che il presidente di Codacons(Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) si lamenta perchè a Roma non sa dove parcheggiare il suo Tuareg! :(