Eurobarometro: il clima preoccupa poco gli italiani
venerdì, 12 settembre 2008in: Comunicazione e cultura, Politica ed economia
Il problema mondiale più grave, per il 68% degli Europei, e’ la povertà e la mancanza di cibo e acqua. I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sono al secondo posto e preoccupano il 62% degli intervistati. Il terrorismo internazionale e’ prioritario per il 53% delle persone e il 24% e’ preoccupato per la crisi economica. Se ci troviamo alle strette, e’ colpa dell’industria per il 76% degli europei, ma, per il 67%, anche dei comportamenti individuali poco virtuosi.
La prima considerazione riguarda la differenza tra la percezione dei problemi da parte della gente e la spesa pubblica, decisa da politici eletti dalla gente. Se gli elettori sono preoccupati per la povertà e il clima, perché i governi spendono molti più miliardi di Euro per obbiettivi secondari come armare eserciti e aiutare aziende a non fallire quando dovrebbero? Evidentemente, a furia di scegliere il meno peggio alle elezioni e di fare i programmi su consiglio dei lobbisti invece che raccogliendo le richieste dal basso, finisce che alcuni argomenti restano esclusi dall’agenda di governo.
La seconda considerazione riguarda le differenze tra Italiani ed Europei. Nel resto d’Europa la gente e’ più interessata al cambiamento climatico che non in Italia. Gli altri europei pensano che le misure adottate dall’EU non siano sufficienti a prevenire i danni e lamentano, comunque, una scarsa attenzione al problema. In pratica, vorrebbero che si facesse di più e che si informasse di più. In Italia i documentari sul clima sono considerati “noiosi” da parte della TV pubblica, più propensa a intrattenere con giochi a premi e vallette svestite che a informare su quanto sta succedendo nel mondo.
Nel dettaglio, i maschi europei sono più sensibili al clima delle donne, che si preoccupano più della povertà e non saprebbero dire se i biocarburanti sono o no una soluzione ecologica. I giovani sono più preoccupati per le questioni ambientali degli anziani, che invece temono attacchi terroristici, non sono informati sui cambiamenti climatici e, quando lo sono, pensano siano ormai irreversibili. Anche chi ha una bassa educazione teme i terroristi, mentre chi e’ andato a scuola almeno fino ai 20 anni si preoccupa dei cambiamenti climatici. Chi vota a destra e’ più propenso a temere i terroristi di chi vota a sinistra e pensa che la questione climatica sia stata esagerata.
Il rapporto completo Europeans’ attitudes towards climate change e’ disponibile sul sito della Commissione Europea
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venerdì, settembre 12, 2008 @ 2:43 pm
E’ ingenuo pensare che i politici rispondano a questi sondaggi perche’ il cittadino e’ un soggetto diverso dall’elettore. La stessa persona esprime preoccupazioni diverse a seconda delle istanze: come cittadino coscienzioso e’ preoccupato per la fame nel mondo, come elettore invece vuole che gli si riducano le tasse e che i confini del suo paese siano ben difesi da un esercito sufficientemente armato.