Energy Empire: giocando si impara!
mercoledì, 17 febbraio 2010in: Comunicazione e cultura, Energia e carburanti
Nasce un nuovo gioco da tavolo: Energy Empire. Gli ideatori sono Martina Manieli, Gianluca Carta e Giuseppe Nieddu, tre giovani laureati che spinti dalla passione per la scienza hanno dato vita non solo al gioco, ma anche ad un’associazione di promozione sociale il cui nome ScienzUp è già tutto un programma: lo scopo principale è quello di comunicare ed educare alla sostenibilità ambientale e per farlo si può ricorrere a diverse strategie, una di questa è proprio il gioco.
Energy Empire prende forma a conclusione di un master sulle energie rinnovabili organizzato nell’ambito del progetto T.E.R.S.O. (Talenti, Energia, Ricerca, Sviluppo, Organizzazione) finanziato dalla Fondazione per il Sud all’interno dei progetti per lo Sviluppo del capitale umano di eccellenza. Presentandosi come un mix tra Monopoli e Trivial Pursuit, nel gioco troviamo: un tabellone su cui è rappresentata l’Europa, Carte della Rinnovativita’, carte della Ricerca, carte Domande, Cartoncini dei Certificati Verdi, Tavola Pitagorica, Contagiri, Banconote degli Ecoins e un dado a dodici facce. I giocatori vanno da un minimo di due a un massimo di cinque e ognuno di essi rappresenta una Nazione.
Possono giocare tutti, grandi e piccini purché si abbia un minimo di 14 anni, una piccola conoscenza scientifica, tanta curiosità, fantasia e buon senso. Il vincitore è colui che, barcamenandosi tra costi, strategie di intervento e ricerca, riesce a trovare valide alternative alle fonti fossili non rinnovabili, ponendosi al primo posto tra i Paesi energeticamente efficienti ma a basso impatto ambientale.
Grazie ad Energy Empire si può educare al mondo delle rinnovabili evidenziandone sia gli aspetti positivi che negativi. Eggià perché non sempre la parola rinnovabile vuol dire anche sostenibile! Bisogna saper valutare.
Attualmente ne esistono solo 100 esemplari, ma l’augurio è che un gioco dalle caratteristiche didattiche così attuali e forti venga presto messo in commercio, e se è vero che giocando si impara a diventare adulti, allora speriamo anche che questi adulti imparino ad essere più responsabili verso questa nostra bella Terra. Secondo l’etologo Mainardi,
il gioco sembra essere necessario sopratutto in quegli animali (mammiferi e alcuni uccelli) scarsamente provvisti di attività completamente innate, e che, invece, devono apprendere per adattare il loro comportamento a quello di altri individui della loro stessa specie e per acquisire pratiche e informazioni sul “come si fa“.
E allora impariamo “come si fa” giocando!
Per Info sul gioco si può contattare direttamente i tre giovani ideatori.
FONTE | Università di Cagliari
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