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	<title>EcoWiki &#187; Energia e carburanti</title>
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	<description>ambiente ecologia energia natura</description>
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		<title>2012 anno dell&#8217;energia sostenibile per tutti</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/2012-anno-dellenergia-sostenibile-per-tutti.html</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>
		<category><![CDATA[2012 anno dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla poverta]]></category>
		<category><![CDATA[obbiettivi del millennio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ONU ha deciso di dedicare il 2012 a migliorare l&#8217;accesso, l&#8217;efficienza e la sostenibilità ambientale nell&#8217;uso dell&#8217;energia. Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha scelto l&#8217;energia sostenibile come una delle cinque priorità del suo secondo mandato. L&#8217;energia deve essere pulita, attualmente le rinnovabili costituiscono il 19% della produzione mondiale. Le Nazioni Unite sono convinte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012_anno_energia_sostenibile.jpg" alt="" title="2012 anno energia sostenibile" width="240" height="102" class="alignleft size-full wp-image-12232" />L&#8217;ONU ha deciso di dedicare il 2012 a migliorare l&#8217;accesso, l&#8217;efficienza e la sostenibilità ambientale nell&#8217;uso dell&#8217;energia. Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha scelto l&#8217;energia sostenibile come una delle cinque priorità del suo secondo mandato. </p>
<p><strong>L&#8217;energia deve essere pulita</strong>, attualmente le rinnovabili costituiscono il 19% della produzione mondiale. Le Nazioni Unite sono convinte che con la spinta politica giusta si possa alzare questa percentuale fino al 75% entro il 2050. </p>
<p>Nei Paesi sviluppati si punterà ad <strong>abbassare l&#8217;intensità energetica</strong>, migliorando l&#8217;efficienza e liberando cosi risorse da destinare altrove. Nei Paesi in via di sviluppo diventerà operativo un network di professionisti con l&#8217;obiettivo di diffondere buone pratiche e <a href="http://www.sustainableenergyforall.org/activities/energy-access-practitioner-network">strategie ottimizzate di elettrificazione</a>. </p>
<p><span id="more-12231"></span></p>
<p><strong>Consentire a tutti l&#8217;accesso all&#8217;energia</strong> significa fornirla anche al miliardo e 400milioni persone che non ce l&#8217;ha e darla con continuità all&#8217;altro miliardo che la può usare solo ad intermittenza. Fornire energia e&#8217; uno degli obbiettivi del millennio e fa parte dei programmi di lotta alla povertà. </p>
<p>I finanziamenti spesso confluiscono in mega opere come grandi dighe, ma dovrebbero andare alle micro soluzioni locali per la generazione diffusa. Le Nazioni Unite chiedono di <a href="http://www.sustainableenergyforall.org/about/news/47-power-can-challenge-poverty-and-that-makes-universal-energy-access-a-must">abbandonare la retorica della crescita macroeconomica</a> e di puntare a soluzioni che diano risorse a chi ne ha bisogno invece che a chi già ne dispone.</p>
<p>Gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 sono:</p>
<ul>
<li>Assicurare accesso universale ai moderni servizi energetici</li>
<li>Raddoppiare la velocità di miglioramento nell&#8217;efficienza energetica.</li>
<li>Raddoppiare la quota di energia rinnovabile nel mix mondiale. </li>
</ul>
<p>Info: <a href="http://www.sustainableenergyforall.org">www.sustainableenergyforall.org<br />
<a/></p>
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		<title>Energia e idrogeno dal mare, a basso costo</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/energia-e-idrogeno-dal-mare-a-basso-costo.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Zanchettin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[centrali idroelettriche]]></category>
		<category><![CDATA[energia dalle maree]]></category>
		<category><![CDATA[energia dalle onde]]></category>
		<category><![CDATA[produzione di odrogeno]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva da Ponte nelle Alpi il prototipo per produrre energia elettrica e idrogeno dal moto ondoso della marea a basso costo e a basso impatto ambientale. In più si può arrivare ad avere acqua destalinizzata e acqua calda, il tutto eliminando le emissioni di CO2. Ma come funziona? Il sistema trasforma direttamente l’energia potenziale delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/giant_onde1.jpg" alt="Giant, produzione di energia dalle onde del mare" title="giant_onde1" width="240" height="182" class="alignleft size-full wp-image-11939" />Arriva da Ponte nelle Alpi il prototipo per produrre energia elettrica e idrogeno dal moto ondoso della marea a basso costo e a basso impatto ambientale. In più si può arrivare ad avere acqua destalinizzata e acqua calda, il tutto eliminando le emissioni di CO2.</p>
<p>Ma come funziona? Il sistema trasforma direttamente l’energia potenziale delle onde in elettricità usando un sistema elettronico e un generatore speciale ( <a href="http://www.giantgiem.it/home.html">GIANT</a> ); le sue prestazioni permettono un rientro degli investimenti in minor tempo rispetto agli altri sistemi che sfruttano il moto ondoso e anche all’eolico o all’idroelettrico, si può anche incrementare la potenza installata in un secondo momento perché il sistema è modulare.</p>
<p><span id="more-11935"></span></p>
<p>L’impatto ambientale è minimo, non servono fondamenta o tralicci, non vi è rumore, non si usano materiali inquinanti, si vede solo un semplice galleggiante.</p>
<p>Il Giant ha una parte fissa chiamata statore e una parte mobile chiamata rotore, montata sul galleggiante, che produce elettricità (in bassa frequenza). <a href="http://www.ecowiki.it/energia-dalle-onde-del-mare-in-portogallo.html">I sistemi che ricavano energia dalle onde</a> già in funzione non possono dare elettricità per la bassa velocità delle onde, la frequenza delle onde è in media una ogni 5 secondi.<br />
Questa elettricità in bassa frequenza và a un alimentatore switchin che la trasforma in corrente continua e da questo a un inverter che la porta a 220Volt ( o 380 trifase ) della linea Enel per la vendita o l&#8217;utilizzo in loco; a metà di questo processo con un impianto semplificato è possibile ottenere idrogeno low cost, il tutto senza emissione di anidride carbonica.</p>
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		<title>Consumi ed emissioni cambiano con l&#8217;età delle persone</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/consumi-ed-emissioni-cambiano-con-leta-delle-persone.html</link>
		<comments>http://www.ecowiki.it/consumi-ed-emissioni-cambiano-con-leta-delle-persone.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 11:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[consumi energetici]]></category>
		<category><![CDATA[demografia]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di CO2]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Max Planck Institute]]></category>
		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Come variano le nostre emissioni di CO2 nel corso della vita? Pare che salgano fino alla pensione, per poi diminuire. Ad un bimbo fino ai 10 anni basta poco per stare bene, poi arriva il motorino, il computer, il cambio di vestiti per stare alla moda, le sigarette&#8230; insomma, la sola bolletta elettrica passa da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/co2_invecchiamento.jpg" alt="consumi umani ed emissioni di CO2 in relazione all&#039;eta&#039; anagrafica" title="" width="246" height="323" class="alignleft size-full wp-image-11919" />Come variano le nostre emissioni di CO2 nel corso della vita? Pare che salgano fino alla pensione, per poi diminuire.</p>
<p><strong>Ad un bimbo fino ai 10 anni basta poco per stare bene</strong>, poi arriva il motorino, il computer, il cambio di vestiti per stare alla moda, le sigarette&#8230; insomma, la sola bolletta elettrica passa da meno di 100 dollari all&#8217;anno a 10 anni fino a 250 a 20. Nello stesso periodo per la benzina si passa dai 30 dollari ai 400. Un bel salto che continua a crescere, anche se più lentamente, per i 40 anni che seguono. </p>
<p><strong>Da anziani si viaggia di meno,</strong> si smette di guidare, si comprano meno vestiti e l&#8217;unico consumo che continua ad aumentare dopo i 65 anni e&#8217; il gas. Si sa che il metabolismo cambia, ci si muove di meno e si ha più freddo, quindi si alza il riscaldamento. </p>
<p><span id="more-11918"></span></p>
<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/consumi.jpg" alt="beni di consumo nel corso della vita" title="" width="400" height="345" class="alignleft size-full wp-image-11922" /><br clear=all></p>
<p>A studiare la distribuzione demografica delle emissioni e&#8217; stato un cervello in fuga italiano, Emilio Zagheni, ricercatore del <a href="http://www.demogr.mpg.de/en/institute/default.htm">MPIDR</a> (Max Planck Institute for Demographic Research) di Rostock, in Germania. Zagheni ha preso in considerazione quanto si spende mediamente per attività ad alte emissioni, ovvero le bollette di gas ed elettricità, la spesa per l&#8217;abbigliamento, i viaggi aerei, le sigarette, la benzina.</p>
<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/bollette.jpg" alt="come cambiano le bollette nel corso della vita" title="" width="404" height="345" class="alignleft size-full wp-image-11923" /><br clear=all></p>
<p>Il lato buono della medaglia e&#8217; che le proiezioni delle Nazioni Unite per il 2030 dicono che gli over 65 aumenteranno dall&#8217;essere l&#8217;8% della popolazione mondiale fino al 13%. Il mondo invecchia e le emissioni dei vecchi pesano un po&#8217; meno di quelle dei giovani. Prima di veder calare le emissioni globali a causa dell&#8217;invecchiamento della popolazione dovremo però aspettare almeno fino al 2050. </p>
<p>Via | <a href="http://www.mpg.de/4635546/CO2_age_structure">MPIDR</a></p>
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		<title>L&#8217;olio di palma e&#8217; un biocarburante peggiore del petrolio</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/lolio-di-palma-e-un-biocarburante-peggiore-del-petrolio.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 13:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[I biocarburanti tanto decantati nelle fiere sulla mobilità sostenibile fanno tanto male al clima quanto i carburanti derivati dal petrolio. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell&#8217;università di Leicester dopo aver terminato la prima grande ricognizione della letteratura scientifica esistente in materia mai stata fatta. Non si sono limitati a mettere insieme i risultati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/biocarburanti_palma.jpg" alt="biodiesel fatto con olio di palma indonesiano" title="" width="240" height="218" class="alignleft size-full wp-image-11912" />I biocarburanti tanto decantati nelle fiere sulla mobilità sostenibile fanno tanto male al clima quanto i carburanti derivati dal petrolio. </p>
<p>A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell&#8217;università di Leicester dopo aver terminato la prima grande ricognizione della letteratura scientifica esistente in materia mai stata fatta. </p>
<p>Non si sono limitati a mettere insieme i risultati, hanno messo sotto osservazione i criteri scientifici con cui sono stati trattati i dati delle emissioni di CO2 dalle coltivazioni di palma da olio nel sud-est asiatico, <a href="http://www.ecowiki.it/leuropa-vuole-regole-ecologiche-sui-biocarburanti.html">dati su cui sono basate le politiche comunitarie</a>, visto che una buona parte degli oli aggiunti alle benzine in Europa vengono dalle palme dell&#8217;Indonesia. </p>
<p><span id="more-11911"></span></p>
<p>L&#8217;ingrediente incriminato e&#8217; l&#8217;olio di palma coltivato sui terreni torbosi, che perdono la capacità di trattenere CO2. Giusto per essere precisi, le emissioni aumentano del 60%. </p>
<p>Quello ottenuto dall&#8217;olio di palma e&#8217; il peggior biodiesel ottenibile da piante alimentari. Il bioetanolo e il biodiesel ricavati da oli esausti possono ancora offrire dei vantaggi, ma usare gli altri sbandierando i motti salvaclima e&#8217; una fandonia. </p>
<p>Tutto questo senza considerare che le piantagioni di palma tolgono foresta abitabile agli oranghi e alle tigri di Sumatra, <a href="http://www.ecowiki.it/la-guerra-di-spot-sulla-carta-pigna-e-app-vs-terra-e-greenpeace.html">sfrattati anche dalle coltivazioni di alberi da carta</a>. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/jurvetson/383416585/">jurveston</a><br />
Via | <a href="http://www2.le.ac.uk/offices/press/press-releases/2011/november/new-study-suggests-eu-biofuels-are-as-carbon-intensive-as-petrol">Leicester university</a></p>
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		<title>TU-103: il batterio che trasforma i vecchi giornali in biocarburante</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/tu-103-il-batterio-che-trasforma-i-vecchi-giornali-in-biocarburante.html</link>
		<comments>http://www.ecowiki.it/tu-103-il-batterio-che-trasforma-i-vecchi-giornali-in-biocarburante.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 09:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il TU-103 e&#8217; capace di trasformare i vecchi giornali in biocarburante. Si tratta di un nuovo batterio della classe dei Clostridia studiato da un gruppo di ricercatori di biologia molecolare e cellulare della Tulane University. Il TU-103 e&#8217; stato scoperto negli escrementi di alcuni animali, intento a degradarne la parte costituita da cellulosa. Solo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/biocarburante_giornali.jpg" alt="bio-butanolo ottenuto dalla cellulosa" title="" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-10996" />Il TU-103 e&#8217; capace di trasformare i vecchi giornali in biocarburante. Si tratta di un nuovo batterio della classe dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clostridia">Clostridia</a> studiato da un gruppo di ricercatori di biologia molecolare e cellulare della <a href="http://tulane.edu/news/newwave/082511_fuel.cfm">Tulane University</a>.</p>
<p>Il TU-103 e&#8217; stato scoperto negli escrementi di alcuni animali, intento a degradarne la parte costituita da cellulosa. Solo in seguito si e&#8217; visto che poteva adattarsi ad estrarre nutrimento dai vecchi giornali senza bisogno di pretrattamenti particolari. Il <a href="http://tulane.edu/ott/tu-269-mullin-butanol-production-new.cfm">processo di estrazione del butanolo</a> e&#8217; in attesa di brevetto. </p>
<p><span id="more-10994"></span></p>
<p>La demolizione della <a href="http://www.ecowiki.it/tag/carta-riciclata">cellulosa</a> avviene in presenza di ossigeno, cosa impossibile agli altri clostridi. Questa caratteristica abbatte di molto i costi di produzione del butanolo perché permette di lavorare in situazioni meno artificiali e dispendiose da mantenere. </p>
<p>Non mi e&#8217; chiaro il beneficio di recuperare materiali agricoli di scarto o la carta proveniente dalla raccolta differenziata urbana a fini energetici, perché dopo la trasformazione in butanolo il tutto viene comunque &#8220;termovalorizzato&#8221; in un motore. Sarebbe interessante vedere i risultati dell&#8217;analisi del ciclo di vita per capire quanto convenga in termini ambientali. </p>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Butanolo">butanolo</a> ha prestazioni migliori dell&#8217;etanolo per quanto riguarda l&#8217;alimentazione dei motori: ha una resa energetica migliore, e&#8217; meno corrosivo e può essere inserito senza modificare il motore o le tubature di distribuzione. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/shironekoeuro/4040697914/">ShironekoEuro</a></p>
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		<title>Dalla mucca&#8230; energia!</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/dalla-mucca-energia.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>smilingfrogs</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[humus anenzy]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Polo Environmental Group]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento letame]]></category>

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		<description><![CDATA[La società Marco Polo Environmental Group di Vignolo (Cuneo) ricava energia verde dal letame di mucca. L&#8217;energia ottenuta è sia elettrica (inserita nella rete nazionale) sia termica per il teleriscaldamento: il processo che porta all&#8217;ottenimento di questa energia permette, oltretutto, l&#8217;ottenimento di una sostanza naturale chiamata humus anenzy, ideale per ripristinare la diversità biologica dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10201" src="http://www.ecowiki.it/media/2672690320_7e430466991.jpg" alt="mucca" width="240" height="160" />La società <a href="http://www.marcopolo-e.com/index.php?id=marcopolo-e">Marco Polo Environmental Group</a> di Vignolo (Cuneo) ricava energia verde dal letame di mucca. L&#8217;energia ottenuta è sia elettrica (inserita nella rete nazionale) sia termica per il teleriscaldamento: il processo che porta all&#8217;ottenimento di questa energia permette, oltretutto, l&#8217;ottenimento di una sostanza naturale chiamata <a href="http://www.terra-meg.com/1/humus_anenzy_3249544.html">humus anenzy</a>, ideale per ripristinare la diversità biologica dei terreni che spesso risultano impoveriti da monocolture spinte e uso intensivo di pesticidi.</p>
<p>&#8220;Abbiamo creato un nuovo anello nella filiera alimentare, che si inserisce tra la produzione e il consumo &#8211; afferma Antonio Bertolotto, padre della Marco Polo &#8211; recuperiamo le sostanze che creano inquinamento e le trasformiamo in parte in <strong>energia rinnovabile</strong>, in parte in fertilizzanti naturali&#8221;. Il signor Bertolotto ha grande esperienza nel settore; l&#8217;allevamento di bovini, infatti, è da sempre l&#8217;attività di cui si occupa la sua famiglia e, in particolar modo, un grosso problema è lo smaltimento dei liquami prodotti  dagli allevamenti. Da quando, poi, è stata approvata la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_nitrati">normativa sui nitrati</a> e i parametri restrittivi fissati dall&#8217;UE, è divenuto urgente il bisogno di cercare soluzioni efficaci. Ecco che allora <strong>lo scarto diventa risorsa</strong> e quello che per l&#8217;uomo rappresenta comunemente un rifiuto da eliminare diviene la base della produzione di energia verde. Partendo dalle deiezioni animali degli allevatori, attraverso un trattamento microbiologico in assenza di ossigeno, si ottiene energia verde e humus anenzy. Qualche numero può rendere sicuramente più chiari i vantaggi del sistema progettato dalla Marco Polo:</p>
<ul>
<li>Abbattimento di 70 Ton di anidride carbonica ogni ora;</li>
<li>Risparmio di 12 barili di petrolio ogni ora;</li>
<li>Alimentazione di circa 68.000 abitazioni private ogni ora.</li>
</ul>
<p>Un&#8217;idea davvero geniale per utilizzare ciò che normalmente è un prodotto problematico e costoso da scartare: speriamo che la scelta attuata da Bertolotto venga accolta da molti altri allevatori, pronti a far diventare la loro stalla un&#8217;efficientissima centrale energetica!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/paolotonon/">Paolo Tonon</a></p>
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		<title>Google investe nelle rinnovabili</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 09:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sefora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[centrali termosolari]]></category>
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		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Google energy]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9825" title="solare-10" src="http://www.ecowiki.it/media/solare-10.jpg" alt="" width=480" /></p>
<p><justify>Continua la corsa di Google verso la green economy! Da Luglio 2010  la Google energy, società di Google dedicata al settore energetico, ha  siglato un <a href="http://www.tuttogreen.it/google-energy-sigla-il-primo-accordo-di-acquisto-di-energia-da-fonti-rinnovabili/">primo accordo per acquistare 114 megawatt di energia</a> da un parco eolico situato nel nord Dakota e di proprietà della NextExtra, un&#8217;azienda che ha visto importanti investimenti da parte del motore di ricerca più famoso al mondo.             </p>
<p>Dopo l&#8217;eolico è stata la volta dei<a href="http://www.tuttogreen.it/google-ventures-entra-nel-settore-dei-biocarburanti/"> biocarburanti,</a> con un investimento di circa 20 milioni nella<strong> CoolPlanetBiofuels</strong> in California. Anche l&#8217;Europa ha potuto beneficiare degli investimenti verdi di Google: 3,5 miliardi di euro per costruire un impianto solare fotovoltaico da 18,65 MW di potenza esteso su circa 47 ettari di terreno in località Brandeburg an der Havel nei pressi di Berlino.</p>
<p><span id="more-9822"></span></p>
<p>Ma Google non si ferma e continua la sua scalata nel mondo delle rinnovabili. L&#8217;ultimo investimento annunciato riguarda un parco solare termoelettrico situato nel deserto del Mojave (California) in località Ivanpah. L&#8217;impianto costerà circa 168 miliardi di euro e produrrà tanta energia quanta ne occorre a soddisfare i bisogni energetici di circa 140.000 famiglie. Si tratta di un&#8217; opera dalle dimensioni colossali, il più grande impianto termo solare mai realizzato al mondo.</p>
<p>Si parla spesso (e ancora troppo spesso viene sottovalutato) del consumo energetico e delle emissioni di CO2 derivanti dall&#8217;uso di internet, a tal proposito lo scorso anno Greenpeace attaccò facebook accusandolo di essere alimentato da energia proveniente da idrocarburi e non  da fonti rinnovabili, per tanto non dovrebbe stupire che un colosso come Google che si presenta come il maggior consumatore di energia abbia deciso di investire in questo settore; con un solo colpo Google si è assicurato da possibili aumenti futuri  dei costi del kw, ha dato nuovi posti di lavoro e lo ha fatto in modo più &#8220;pulito&#8221;.</justify></p>
<p>Secondo alcuni a muovere la strategia di Google non è l&#8217;attenzione verso la salvaguardia ambientale, ma semplicemente una mera questione d&#8217;affari: Se questo è il business del futuro, allora Google sta cercando di conquistare la sua fetta di torta.</p>
<p>Mi è stato insegnato che la verità sta sempre nel mezzo e quali che siano le ragioni, mi rassicura sapere che mentre sono qui che scrivo e uso il mio motore di ricerca l&#8217;energia che consumo sia prodotta da fonti rinnovabili e pulite.</p>
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		<title>Sfruttare la paura del nucleare per fare soldi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;opinione pubblica mondiale si e&#8217; svegliata ed e&#8217; ostile all&#8217;energia atomica. Occorre ripensare alla sicurezza significa &#8220;trovare un altro modo di far soldi&#8221; per gli industriali e &#8220;speriamo di non perdere voti&#8221; per i politici. Non leggo nelle menti degli industriali interessati al nucleare (Ansaldo nucleare, Sogin società per la gestione di impianti nucleari, Enel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/nuclear-evolution1.gif" alt="opinione pubblica sul nucleare" title="" width="480" height="241" class="alignleft size-full wp-image-9586" /></p>
<p>L&#8217;opinione pubblica mondiale si e&#8217; svegliata ed e&#8217; ostile all&#8217;energia atomica. <strong>Occorre ripensare alla sicurezza</strong> significa &#8220;trovare un altro modo di far soldi&#8221; per gli industriali e &#8220;speriamo di non perdere voti&#8221; per i politici. </p>
<p>Non leggo nelle menti degli <a href="http://www.forumnucleare.it/index.php/il-forum/missione/soci">industriali interessati al nucleare</a> (Ansaldo nucleare, Sogin società per la gestione di impianti nucleari, Enel e Terna, tra gli altri), ma potrei scommettere che stanno pensando a come gestire il malcontento mondiale nei confronti delle centrali nucleari. Il <a href="http://www.ecowiki.it/forum-nucleare-esempio-di-persuasione-subdola.html">Forum nucleare ha speso camionate di euro</a> per una campagna pubblicitaria subdola e fuorviante e ora vorrà rientrare del suo investimento. Si tratta di girare a proprio vantaggio l&#8217;opinione pubblica, preoccupata per la catastrofe del Giappone. </p>
<p>La paura del nucleare può giustificare delle spese extra, sbloccare altri progetti o far salire i prezzi.  </p>
<p><span id="more-9578"></span></p>
<p>-<em>Possiamo guadagnare di più costruendo una centrale più sicura e lo &#8220;dovremo&#8221; fare perché la gente ce lo chiede. Come siamo attenti alle richieste della gente, come siamo bravi!</em><br />
No, non avete capito, non vogliamo centrali più sicure, non vogliamo le centrali proprio per niente! <a href="http://www.julienews.it/notizia/politica/le-bugie-energetiche-del-governo/65549_politica_0.html">L&#8217;Italia produce già abbastanza energia</a>. </p>
<p>-<em>Possiamo sfruttare la paura del nucleare per costruire i rigassificatori e i termovalorizzatori che, in confronto, possono sembrare meno pericolosi. </em><br />
No, non avete capito, non vogliamo rischi bassi e certi in cambio di una catastrofe solo probabile. Abbiamo diritto alla salute più di quanto voi abbiate voglia di soldi. </p>
<p>-<em>Possiamo alzare le tariffe dell&#8217;energia elettrica scaricando la colpa su chi non ha voluto il nucleare.</em><br />
No, non avete capito, se il nucleare non funziona la colpa e&#8217; vostra! Vogliamo investimenti nelle rinnovabili pulite per renderle ancora più convenienti.</p>
<p>Quello che vogliamo e&#8217; l&#8217;autoproduzione diffusa e la lungimiranza (e con &#8220;lungi&#8221; intendo più dei 5 anni di una legislatura e anche più dei 15 anni del ritorno di investimento!).</p>
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		<title>6 tecniche retoriche per minimizzare un incidente nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 08:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[effetti delle radiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Forum nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[rischio atomico]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccovi, in pillole, i trucchetti retorici che vedrete adoperare quando si parla del disastro nucleare in Giappone. Sappiateli riconoscere e aggiungete nei commenti i trucchetti che conoscete voi! :) 0) Gridare forte e per primi. La prima cosa da fare e&#8217; trovare un podio. La gente cerca una spiegazione, ha bisogno di un narratore che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/burns.png" alt="" title="incidente nucleare in Giappone" width="240" height="240" class="alignleft size-full wp-image-9546" />Eccovi, in pillole, i trucchetti retorici che vedrete adoperare quando si parla del disastro nucleare in Giappone. Sappiateli riconoscere e aggiungete nei commenti i trucchetti che conoscete voi! :)</p>
<p><strong>0) Gridare forte e per primi.</strong><br />
La prima cosa da fare e&#8217; trovare un podio. La gente cerca una spiegazione, ha bisogno di un narratore che inquadri il problema e si ferma sotto il primo che trova. <a href="http://www.ecowiki.it/forum-nucleare-esempio-di-persuasione-subdola.html">Non importa se l&#8217;oratore dice cose false</a> (per par condicio ha il diritto di aprir bocca), basta che parli e qualcuno lo ascolterà.  Anzi, meglio! <a href="http://www.ecowiki.it/bugie_clima_smentite_che_rafforzano.html">Essere smentiti funziona da rinforzo</a>. Se si riesce a dare subito la propria versione dei fatti in modo convincente, sarà poi difficile che il pubblico cambi idea. Per fidelizzare i telespettatori occorre dargli in pasto storie commoventi e personali. Non fategli cambiare canale!</p>
<p><strong>1) Negare l&#8217;evidenza.</strong><br />
Si strombazza che l&#8217;incidente e&#8217; piccolo, che e&#8217; tutto sotto controllo, che le radiazioni non fanno male, che le esplosioni sono cose normali. Lo hanno fatto i russi per Chernobyl perché &#8220;non creare il panico&#8221; e&#8217; la migliore scusa per prendere tempo e nascondere quel che si può. Certo, i simpaticoni del nostro Forum Nucleare sarebbero più credibili se invece di andare in TV a dire che il nucleare e&#8217; sicuro andassero a Fukushima, senza tuta. <strong>Facciamo una colletta per pagare loro il viaggio di istruzione?</strong></p>
<p><span id="more-9540"></span></p>
<p><strong>2) Isolare i contaminati.</strong><br />
Se le autorità locali ammettono che il guaio e&#8217; grosso, allora bisogna rassicurare il grande pubblico che il danno e&#8217; limitato e circoscritto. Specie all&#8217;inizio, quando i contaminati sono in ospedale, gli altri evacuati e mancano i collegamenti, la cosa e&#8217; fattibile. Quando poi l&#8217;attenzione del pubblico cala, allora si possono ripristinare i collegamenti telefonici e permettere alle tv di andare sul posto, magari con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Embedded_journalism">giornalisti embedded</a>. </p>
<p><strong>3) Rassicurare gli spettatori.</strong><br />
La rassicurazione va fatta in tutti i contesti simili, come sta succedendo da noi in Italia, sostenendo che un evento simile non potrebbe ripetersi, che le condizioni sono diverse, che noi sappiamo fare le cose meglio di loro. L&#8217;importante e&#8217; <strong>sottolineare la distanza tra noi e loro, sia geografica sia tecnologica.</strong> </p>
<p>Dire che potremmo battere i giapponesi in tecnologia e&#8217; difficile, quindi meglio evidenziare che ad esplodere sono le loro centrali vecchie, non le nostre nuove. (Tanto chi ci guadagna oggi non sarà qui quando anche le nostre centrali invecchieranno. I problemi che avremo noi giovani tra 40 anni non riguardano i 60enni di oggi.)</p>
<p><strong>4) Trovare un capro espiatorio. </strong><br />
Quando l&#8217;evidenza e&#8217; innegabile e il danno conclamato, occorre trovare un nuovo cattivo su cui puntare i riflettori. Ci fosse un errore umano da tirare in ballo, anche solo come ipotesi, sarebbe perfetto, ma un terremoto non te lo permette. Resta allora un&#8217;ultima cosa da fare per acquistare consenso:</p>
<p><strong>5) Farsi passare per vittime.</strong><br />
Il miglior travestimento del lupo e&#8217; la lana di un agnello. Non e&#8217; un caso che alcune testate abbiano dato degli &#8220;sciacalli&#8221; a chi scrive contro il nucleare: descrivere gli altri come cattivi serve a dipingere se stessi come innocenti vittime di una macchinazione diabolica. I nuclearisti sono ora &#8220;vittime&#8221; di una campagna contro di loro. Spiacente, non credo che il trucchetto funzionerà facilmente: oggi la gente ha degli esempi concreti sotto gli occhi di cosa significhi &#8220;rischio nucleare&#8221;.  </p>
<p>6) Dimenticavo, non perdete l&#8217;occasione di <strong>inventare un business sulla tragedia.</strong><br />
Il TG1 sta sfruttando il disastro per raccogliere le e-mail dei telespettatori con la scusa &#8220;vi teniamo aggiornati con la nostra newsletter&#8221;. Cliccate su acconsento e acconsentirete a ricevere informazioni commerciali o l&#8217;invio di messaggi promozionali, altro che aggiornamenti sul Giappone nuclearizzato!</p>
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		<title>Alghe: dopo aver depurato le acque diventano biocarburanti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 10:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[fitodepurazione]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento delle acque]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli impianti di depurazione si usano alghe per rimuovere ammoniaca, nitrati e fosfati dalle acque. I ricercatori del Rochester Institute of Technology riescono a convertire queste alghe in biocarburanti con cui dare energia all&#8217;impianto. Un impianto di depurazione che riutilizzi le sue alghe potrebbe dimezzare il suo consumo di diesel e smaltire parte dei suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/wastewater-algal-biodiesel.jpg" alt="biocarburanti dalla fitodepurazione" title="" width="480" height="310" class="alignleft size-full wp-image-9429" /></p>
<p>Negli impianti di depurazione si usano alghe per rimuovere ammoniaca, nitrati e fosfati dalle acque. I ricercatori del <a href="http://www.rit.edu/">Rochester Institute of Technology</a> riescono a convertire queste alghe in biocarburanti con cui dare energia all&#8217;impianto. </p>
<p>Un impianto di depurazione che riutilizzi le sue alghe potrebbe dimezzare il suo consumo di diesel e smaltire parte dei suoi rifiuti in loco. </p>
<p><span id="more-9351"></span></p>
<p>In particolare il gruppo guidato da Eric Lannan si e&#8217; focalizzato sui lipidi presenti nelle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scenedesmus">alghe del genere <em>Scenedesmus</em></a>. Le alghe crescono molto più velocemente di altre specie vegetali usate per produrre biodiesel. Il fatto che non siano coltivate apposta, richiedendo l&#8217;aggiunta di nutrienti e insetticidi e togliendo terra a coltivazioni alimentari, rende il processo ancora più ecologico e sostenibile. </p>
<p>Questo sistema e&#8217; addirittura migliore della coltivazione in mare aperto, perché non richiede la dispersione in natura di elementi autrofizzanti. </p>
<p>Il problema principale del biodiesel e&#8217; che sopporta male le basse temperature, diventando viscoso e ghiaccia rendendo difficoltoso il funzionamento dei motori. Per ovviare all&#8217;inconveniente i ricercatori suggeriscono di miscelare il carburante ottenuto dalle alghe con quello proveniente dalla soia. La miscela ha un punto di congelamento più favorevole.  </p>
<p>Via | <a href="http://www.rit.edu/news/release.php?id=48113">RIT</a></p>
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