Energia: inaugurata in Francia la terza scuola interamente autosufficiente
mercoledì, 8 settembre 2010in: Bioedilizia ed ecodesign, Buone pratiche e consigli, Energia e carburanti
La scuola Santi-Exupery, nella città di Pantin (Dipartimento di Seine Saint Denis) è diventata la terza in Francia in grado di ottenere da fonti rinnovabili tutta l’energia per la sua autosufficienza. Si tratta di una scuola materna ed elementare che, con oltre 1.160 metri quadrati di pannelli solari, può generare elettricità per il suo funzionamento e anche una produzione addizionale.
In inverno il riscaldamento dell’edificio sarà prodotto da una pompa di calore acqua-acqua. Una ventilazione a doppio flusso garantirà, invece, la climatizzazione durante l’estate. Per ottenere questo risultato a questi sistemi è stato aggiunto un isolamento termico tramite tripli vetri e spessi muri. Nella realizzazione dell’edificio sono stati inoltre impiegati materiali naturali, come il pino marittimo per la facciata e la quercia per le scale.
Passiamo ai conti (qualora qualcuno in Italia fosse interessato): 14 milioni di euro, i cui costi supplementari si potranno ammortizzare in trenta anni tramite il risparmio energetico. Il sindaco si consola affermando che si tratta di un bel gesto per l’ambiente e di una iniziativa che sensibilizzerà le nuove generazioni!
Sentire di queste notizie in Italia è chiedere troppo. Non mancano timide iniziative di Comuni che stanziano fondi per l’installazione di pannelli solari nelle scuole o di progetti di raccolta differenziata, ma in Italia manca l’essenziale: la sicurezza. Lo denunciano in tanti. Dall’inchiesta de Il Sole 24Ore dello scorso giugno sarebbero a rischio sicurezza ben 12mila scuole. Mentre secondo uno studio della KRLS Network of Business Ethics, commissionato da Contribuenti.it circa 5 istituti su 10 non hanno il certificato di agibilità statica. E ancora: il VII Rapporto Impararesicuri di Cittadinanzattiva cita alcuni dei problemi più comuni, come la costruzione di scuole in siti a rischio sismico, assenza di certificazioni, crolli di intonaco e chi più ne ha più ne metta. Altro che scuole energeticamente autosufficienti!
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