Ecosistema Urbano 2009
martedì, 14 ottobre 2008in: Auto e trasporti, Energia e carburanti, Natura ed ecologia
Se al Sud si vive male non e’ colpa del PIL: la sostenibilità dipende dalla politica, non dai soldi. E’ uscito quel brutto report pieno di statistiche cattive e antigovernative chiamato Ecosistema Urbano, di quei sinistrorsi di Legambiente e (ehm!) del Sole 24Ore. 125 indicatori di sostenibilità, dal trasporto pubblico ai rifiuti, passando per l’inquinamento atmosferico e la depurazione dell’acqua, dei 103 comuni capoluogo d’Italia. Certo, spicca il crollo di Roma, che quest’anno perde 15 posizioni, ma i lettori attenti sanno che Ecosistema Urbano rappresenta il (o uno dei migliori) check-up della sostenibilità delle città italiane. La diagnosi non è affatto positiva.
Il rapporto ben sottolinea come non sia la povertà a condannare le città agli ultimi posti della classifica. Pur trattandosi in gran parte di città meridionali, i comuni in coda nel punteggio generale hanno valori socio economici, come il Pil procapite, il tasso di motorizzazione ed i consumi, in linea con la media nazionale. Il testo è chiarissimo: dove la distanza (dalle città in cima alla classifica, NdR) diventa eclatante è su tutti quegli indicatori che chiamano in causa la qualità delle politiche (locali, NdR) e del governo.
L’infrastrutturazione ambientale è decisamente meno sviluppata della media nazionale: sono depurate il 70% delle acque contro una media dell’85%, la capacità di trasporto pubblico è meno della metà della media nazionale (nelle classi demografiche corrispondenti), la disponibilità di verde urbano è addirittura inferiore del 60%. Le politiche ambientali attive sono deboli se non inesistenti: la raccolta differenziata è a un terzo della media nazionale (ancora sotto agli obiettivi di legge), zone a traffico limitato e piste ciclabili sono quasi inesistenti (il 15% della già modesta media nazionale), le azioni ambientali positive (acquisti verdi, politiche di risparmio energetico etc.) hanno una diffusione largamente inferiore anche alla media nazionale.
Ecosistema Urbano si propone di stimolare positivamente i comuni italiani all’adozione di politiche di sostenibilità, fornendo accurati esempi di pratiche sostenibili in altre città del mondo; tuttavia, rivolge critiche puntuali agli assessorati comunali, producendo gli indicatori specifici in grave difetto. A livello nazionale, viene stigmatizzato come la produzione di spazzatura sia aumentata di un chilo a persona dallo scorso anno: un passo indietro rispetto all’obiettivo di ridurla. I parametri per “essere in Europa” sono: media annuale polveri sottili a 25 mg/m3, raccolta differenziata al 50% (= bassa produzione di rifiuti), consumi di acqua a 120 litri pro-capite, 4 metri di spazio bici per abitante e crescita degli spazi interdetti alle auto. Dal testo: Tra i meriti di Belluno c’è sicuramente anche quello di migliorare da un anno all’altro le sue ecoprestazioni. L’altra faccia dell’Italia delle città si chiama Frosinone, ultima nella graduatoria di Ecosistema Urbano 2009, che occupa la coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti).
Sulla questione della mobilità nelle grandi città, il rapporto produce utili risultati quantitativi e riflessioni sulle complesse implicazioni della dinamica di urbanizzazione incontrollata, cui le metropoli italiane non fanno eccezione. Dal testo si evince (giustamente, secondo noi) come nell’affrontare la questione della mobilità sostenibile si trovi la chiave di volta della qualità della vita nei grandi centri urbani e, forse, anche la buona politica. Si può dire: per troppo tempo la politica italiana ha creduto al “tutto auto”, ora iniziamo a vederne contabilizzati i costi: vediamo il tempo perso nel traffico, la velocità media sulle strade, il costo annuale delle riparazioni. Poi vengono le medie annue del particolato rilevato dalle centraline, cui corrisponderanno costi sanitari, ecc. Da segnalare lo stato “primitivo” della rilevazione dell’inquinamento acustico: 5 grandi città su 12 devono ancora approvare la mappatura acustica, per poter produrre statistiche e solo Bologna ha un piano di risanamento approvato.
Via | Legambiente
Foto | pfala
» Ecosistema Urbano 2009 Testo integrale (pag.78)
» Isfort Così è se vi pare (pdf pag. 175), citato in Ecosistema Urbano a pag 70;
Per un approfondimento sulle grandi città, vedi Cities people planet, di Herbert Girardet.
Puoi seguire tutte le novità tramite il RSS 2.0 Feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.















mercoledì, ottobre 15, 2008 @ 5:38 pm
[...] Segue su Ecowiki [...]